Questo pezzo è un poco sui generis, non parla prettamente di Firenze è, diciamo, fuoriporta anche se il tutto è presente anche a Firenze dato che è città italiana.

Tempo fa abbiamo pubblicato un articolo sulle friggitorie e di come queste siano sparite nel contesto tradizionale fiorentino. Il cibo da strada fiorentino è rappresentato dal lampredotto e un tempo, appunto, dalle friggitorie dove si potevano trovare varie delizie che nella frittura si estrinsecavano, dal coccolo alla polenta dalla ciambella al roventino.

Nell’articolo teorizzai come non solo il “mercato” avesse portato alla chiusura di questi angoli di sogno stradale, ma anche l’Europa Unita e i suoi regolamenti ci avessero messo del loro. Il “mercato”, inteso come nuove frontiere economiche di scelta per i consumatori è in realtà figlio dell’insegnamento odierno e la sua estrinsecazione nelle nuove generazioni si vede proprio dalle scelte compiute. Si va dal McDonald e non al chiosco del lampredotto, si frequenta gli all you can eat invece delle friggitorie. Questa teleguida non è forse figlia di una forzatura pubblicitaria che le multinazionali possono permettersi e non altrettanto il friggitore? L’UE invece ci ha messo del suo sia peggiorando l’economia nazionale e quindi inducendo le persone alla scelta nel risparmio forzato, sia nell’applicazione di regole e regolamenti burocratici tali da rendere ardua un’attività semplice e a conduzione familiare rispetto alla società quotata e piena di denaro.

Questa vena polemica l’ho espressa anche in un’altro articolo e i principi sopra detti si applicano anche in quel caso. L’articolo era: Mercato centrale di San lorenzo, non esiste più

Questo cappello era dovuto perchè qualcuno ha ventilato che tutto ciò è normale e non è certo colpa dell’UE e del “mercato” se abbiamo questa evoluzione. Niente di più sbagliato, ogni evoluzione è conseguenza diretta delle scelte politiche ed economiche, quindi se sparisce il tradizionale a fronte del kebabbaro è una pura scelta politica.

Bertolt Brecht diceva:

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non ascolta, non parla nè partecipa agli avvenimenti politici.

Non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche.

Un analfabeta politico è tanto animale che si inorgoglisce e gonfia il petto nel dire che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica proviene la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, ingannatore e corrotto, leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali.

Prendiamo ad esempio il roventino, o migliaccio, insomma quel disco fatto con il sangue di maiale e poi condito salato o dolce, mangiato libero o nel panino. Sapete a che genere di burocrazia è sottoposto l’uso del sangue di maiale? Non mi si venga a dire che un alimento in realtà a bassissimo costo non diventa ad altissimo costo se accompagnato da tempi e costi burocratici immani. Infatti il roventino è sparito. L’ultimo autorizzato dalle ASL a farlo era il Bersagliere in quel di Campi Bisenzio ed adesso ha chiuso per sfinimento, che cosa c’è al suo posto adesso? Un kebabbaro.

Io non ce l’ho con i kebabbari, anzi, a me piace il kebab come mi piace il gyros greco (che però non esiste da noi e mi domando perchè), sono piatti della tradizione di paesi esteri ed è giusto possano essere gustati anche da noi, ma sarebbe logico trovare due kebabbari e 10 friggitorie, non il contrario. Io ce l’ho con l’UE che politicamente ammazza una tradizione con regolamenti e burocrazia ma però permette questo:

L’Unione Europea è tranquilla nel considerare legale creare una poltiglia di scarti e farla mangiare alla gente ad un costo di euro 3,50 a panino ma considera altamente pericoloso il sangue di maiale. Se fosse imposto la realizzazione del kebab tradizionale, con carne selezionata e controllata il panino costerebbe 8 euro se non di più e i kebabbari non esisterebbero perchè nessuno spenderebbe 8 euro per un kebab a fronte di 4 euro per un tradizionale panino con il lampredotto. Ecco come la politica compie le sue scelte, non vieta come un dittatura, ma ti rende impossibile agire nella legalità. Come far morire il lampredotto e la trippa? Semplice imponendo un regolamento impossibile sullo stomaco della vacche ed il gioco è fatto, spariranno anche loro.

La stessa cosa può essere fatta con il panino con la milza in Sicilia, il principio non cambia.

Si quest’articolo non ha a che vedere prettamente con Firenze, ma Firenze è in Italia e subisce come tutte le altre città italiane.

Non mi si racconti che tutte le regolette sono fatte per proteggere il consumatore perchè è una bischerata colossale, si regolamenta oltre ogni limite ciò in cui c’è interesse di distruzione e poi si permette una etichettatura dei prodotti nella grande distribuzione tali da non sapere da dove arriva ciò che mangi ne come è stato coltivato o allevato ne cosa c’è dentro; oppure si permette di scrivere made in Italy sui vestiti anche se sono prodotti altrove ma dato che si attacca l’ultimo bottone in Italia diventano made in Italy. Questa è pura volontà di uccidere le nostre tradizioni e le nostre economie locali.

Vi ricordate la grande sortita della UE nel 2001 che vietò la bistecca con l’osso per via della mucca pazza (encefalite spongiforme bovina) sancendo la distruzione del mercato della fiorentina? Un regolamento di divieto imposto fino al 2008, sette anni in cui i macellai furono messi sotto accusa insieme ai produttori nostrani per poi annullare tutto a fronte di quanti contagi con relativo morto realmente verificato? 207 casi in Europa nell’arco di 21 anni dal 1993 al 2014, di cui 2 (due) in Italia. Un’influenza ne ammazza di più! La stessa crisi economica perdurante ne ammazza di più, nessuno ne parla, ma in Italia ci sono centinaia di suicidi l’anno, ma l’ISTAT ha smesso di contarli nel 2010, anno in cui furono 187 morti suicidi.

Sapete quanti bovini sono stati abbattuti di contropartita e quanti allevatori e macellai ci hanno rimesso le penne chiudendo le loro aziende? Domandiamoci chi ha permesso l’uso dei mangimi animali e se è stato punito. Domandiamoci chi ne ha tratto vantaggio alla fine dei salmi? Ed indovinate un poco, dopo il divieto nell’uso di farine di derivazione animale, causa principe della mucca pazza, dal 2013 è possibile utilizzarli nuovamente per alimentare le vacche proprio grazie all’UE che le ha rese di nuovo legali.

Vogliamo parlare degli ulivi pugliesi e dell’olio marocchino?

Ditemi la verità, non vi sentite presi un pochetto per il culo?

Jacopo Cioni

 

Addio alla tradizione, a Firenze come ovunque.
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