La scorsa settimana avevo pubblicato un breve articolo sulla salita dei moccoli raccontando delle bestemmie, appunto i moccoli e accennando al grande Bartali. Ho ricevuto un messaggio graditissimo che mi permette di ampliare la storia della salita dei moccoli e questo messaggio è arrivato da Lorenzo Andreaggi. Chi ha letto la sua intervista sa chi è, ma per chi non lo sa è un attore, regista, cantante, ma anche un formidabile lettore e ricercatore storico di ciò che riguarda villa del Bandino, l’area circostante e non solo; ragazzo di notevole vivacità intellettuale.

Lorenzo Andreaggi

Veniamo a noi. Lorenzo mi ha raccontato che esiste un’altra verità, non solo quella dei barrocciai che sfiancati imprecavano, ma anche una più antica che consisteva nel reperire i gusci delle chiocciole, magari quelle consumate a pranzo o cena e riempire questi gusci di olio con uno stoppino. I gusci venivano posizionati sopra i muri a cominciare da via di Ripoli, in via del Paradiso fino su in cima alla salita dei moccoli che appunto prese questo nome per questa usanza. Questo avveniva fra maggio e giugno durante la processione del Corpus Domini. Tutta via del Paradiso e la salita dei moccoli risultava illuminata da queste candele artigianali e sicuramente appariva estremamente suggestiva.

Lorenzo mi raccontava che i suoi nonni Luciano Turrini e Vilma Masini partecipavano alla cerimonia negli anni ’40. La nonna da signorina, stando di casa a villa del Bandino, aiutava a posizionare i moccoli in via di Ripoli, mentre il nonno, che abitava all’inizio della salita dei moccoli, aiutava a posizionare i moccoli in via del Paradiso. Inoltre tutti i partecipanti raccoglievano il maggio con i fiorellini gialli e le rose e con i fiori e i petali di questi scrivevano sul selciato “Viva Maria”.

Il bello di Firenze e di chi la ama è che trovano sempre qualcosa da raccontare, da ricordare e tramite loro non si finisce mai di imparare e scoprire nuove cose, colgo quindi l’occasione di ringraziare chi, come Lorenzo, ci fornisce nuovi spunti e informazioni.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Approfondendo sulla salita dei moccoli!

Un pensiero su “Approfondendo sulla salita dei moccoli!

  • 24 settembre 2018 alle 0:36
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    E’ vero per il Corpus Domini veniva fatta la cosiddetta “infiorata”, specialmente nelle campagne, ma mi pare di ricordare anche a Firenze, perlomeno fino a tutti gli anni ’60. Adesso non sono aggiornata.
    L’infiorata consisteva nel raccogliere fiori di vari colori come p.e. le ginestre o i petali delle rose di vari colori bianche, rosa, rosse, ecc. e con questi creare per la strada dove passava la processione dei disegni molto belli a dir la verità che avevano un aggancio sacro. Veniva impiegato anche il verde delle foglie, di varie tonalità che, a seconda dei casi, poteva incorniciare il tutto. Ricordo che quelle composizioni di fiori e di petali erano molto suggestive, veramente belle prima che vi passasse la processione, poi ovviamente passandoci sopra si disfaceva il tutto ed io mi pentivo anche un pò di avere distrutto dei fiori.

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