Cesto di lumache

Il termine “corna”, nel senso di tradimento, prende origine dalla mitologia greca e in particolare deriva dalla regina Pasifae moglie di Minosse, re di Creta, la quale fu condannata da Afrodite a diventare totalmente e irrefrenabilmente succube del sesso.
Dopo aver avuto un numero imprecisato di amanti, Pasifae, pur di soddisfare le proprie bramosie d’amore, arrivò al punto di far costruire una sagoma a forma di mucca, dove lei si introduceva per poter ricevere i favori di un mastodontico toro di cui si era invaghita. Dalla loro unione nacque il celebre Minotauro, ma scaturì anche l’abitudine per i cretesi di salutare Minosse con il gesto delle corna per ricordagli quei “particolari” tradimenti della moglie con il toro.
Da quel momento in tutto il mondo il termine “corna” è divenuto sinonimo di infedeltà e la frase, tipica del contado toscano, “aver più corna in capo d’un cesto di lumache” viene usata quando si vuol evidenziare che qualcuno ha subito moltissimi tradimenti da parte del coniuge, tanti da essere paragonati al nutrito numero di cornini sulla testa delle lumache che riempiono un intero cesto.
Di analogo significato è la frase “avere più corna che capelli”!
(da “ADAGI CON BRIO” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
Aver più corna in capo d’un cesto di lumache
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3 pensieri su “Aver più corna in capo d’un cesto di lumache

  • 9 marzo 2017 alle 12:32
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    Una volta appurato il significato di “corna”, nel senso di tradimento, ci spostiamo nell’ambiente fiorentino. Il “becco” rappresenta l’uomo tradito dalla moglie e l’immagine che lo raffigura nel modo più efficace è quella del caprone con grandi corna ricurve, che in fiorentino si chiama appunto “becco”. Pensiamo ad esempio allo stemma dell’antica Arte e Corporazione dei Beccai, gli odierni macellai, che riproduceva un montone “cornuto” nero in campo dorato.
    Franco Ciarleglio.

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  • 9 marzo 2017 alle 12:07
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    Il cornuto puo’ essere definito anche “becco” (il maschio della pecora. Sempre di corna si tratta, ma non so il perche’ di questo termine.

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    • 9 marzo 2017 alle 12:09
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      Salve Enrico

      Vero, potrebbe essere da domandare a Franco Ciarleglio, lui è un’esperto in queste ricerche.

      Jak

      Rispondi

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