Nelle terzine 7 – 9 del XXXII canto dell’Inferno si legge: “che non è impresa da pigliare a gabbo, descriver fondo a tutto l’Universo, né da lingua che chiami mamma e babbo”.

In questo caso Dante con il termine “pigliare a gabbo” intende prendere sotto gamba, sottovalutare, prendere alla leggera. In realtà con il passare del tempo il verbo “gabbare” ha assunto piuttosto il significato di beffare, ingannare, prendersi gioco. Infatti il verbo “gabbare” ha origine dal termine medievale “gabbo” (burla) che deriva a sua volta dal francese antico “gaber” (beffare) e riassume in sé entrambi i significati nel senso di “prendersi gioco di qualcuno e poi deriderlo”. Da questo verbo deriva il proverbio “Avuta la grazia, gabbato lo Santo!
(da “ADAGI ALLEGRI ANDANTI” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
Avuta la grazia, gabbato lo Santo.

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