Una analisi eseguita sul Bacco di Caravaggio ha portato alla scoperta, sulla brocca di vino in primo piano, di un disegno del volto di un uomo che si ritiene possa essere l’autoritratto dell’artista.

Poco più di una sagoma, un personaggio maschile in posizione eretta con un braccio sporgente in avanti.

Già nel 1922, durante una pulitura della tela, lo storico dell’arte Matteo Marangoni disse di aver visto, riflessa nella brocca, una testina simile al Fruttaiolo o al Bacco Borghese ricollegabile alla fisionomia dello stesso Caravaggio: “grandi orbite oculari, naso a base larga e un po’ camusa, labbra carnose e semi aperte”.

La minuscola immagine del Maestro rinascimentale è nascosta nella brocca di vino, nel suo dipinto ad olio di Bacco (1597), una delle sue opere più acclamate che è esposta alla Galleria degli Uffizi di Firenze, che da pochi giorni hanno inaugurato otto nuove sale dedicate a Caravaggio.
I ricercatori hanno usato la tecnica ad infrarossi detta “riflettografia multispettrale” per guardare attraverso secoli di sporcizia e strati di ridipinture e hanno individuato l’autoritratto in miniatura.

Rappresenta un uomo dagli scuri capelli riccioluti e che si ritiene essere Caravaggio intorno ai 25 anni di età che sembra “sbirciare” dalla caraffa. Tiene in mano un pennello ed è intento a lavorare ad un dipinto su cavalletto. Il naso, gli occhi e il colletto intorno al suo collo sono visibili. L’autoritratto appare visibile nella luce riflessa sulla superficie del vino.

Secondo gli studiosi, “Si intravedono solo un casco di capelli neri, un accenno di volto, un tocco di bianco per il colletto. La zona della brocca, come risulta dall’analisi della fluorescenza UV, è interessata da estesi restauri, ma questi non si sovrappongono completamente alla figura. Quello che ha nascosto la sagoma dell’autoritratto, finora, è probabilmente una vernice data su tutte le aree scure del dipinto, durante un vecchio intervento.”

L’opera fu realizzata tra il 1596 e il 1597. La divinità pagana, circondata dai suoi attributi, si staglia su un fondo bruno. Il volto giovanile è coronato dai tralci di vite, carichi di grappoli d’uva maturi. Porge all’osservatore un calice di vino, mentre il primo piano diviene un pretesto per raffigurare una cesta di frutta con viva naturalezza.

Si tratterebbe dell’unico autoritratto esistente di Caravaggio, per quanto in passato alcuni studiosi abbiano sostenuto che Bacco stesso potesse di fatto raffigurare l’artista.

Gabriella Bazzani
Caravaggio: la scoperta di un autoritratto nel Bacco.
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