La colonna dell’Abbondanza (detta anche colonna della Dovizia) è sita in piazza della Repubblica. Si tratta del punto dove le due strade principali romane si incontravano. Come sappiamo le due strade principali erano il cardo, cioè la strada che andava da nord a sud e il decumano, la strada che andava da est ad ovest. Quel luogo rappresentava il centro della città dell’epoca romana ed ancora oggi assume quel significato.

Della colonna romana si è perso ogni traccia, l’attuale colonna risale al 1431 e aveva sulla sommità la statua di Donatello “la Dovizia”. Scrivo aveva perchè la statua attuale è una copia della copia. L’originale, dato che era in pietra serena, si sgretolò lentamente per azione delle intemperie sino a cadere rovinosamente a terra nel 1721 dove si sbriciolò. Fu sostituita con una copia, realizzata da Giovan Battista Foggini, a sua volta danneggiata durante la seconda guerra mondiale. Un’altra statua della Dovizia fu posizionata nel 1956 come vedremo di seguito, ma non fu l’ultima dato che nel 1980 è stata nuovamente sostituita con una copia in vetroresina.

La colonna dell’Abbondanza è in realtà semplice, un fusto granitico e un capitello alla sommità. Sul fusto erano fissati due oggetti, il primo in alto, una campanella che suonava l’ora di apertura e chiusura del mercato e un’altra appendice in basso costituita da un anello da cui partivano due catene collegate ad un collare che accoglieva i colli di commercianti disonesti o debitori insolventi. Un’usanza che oggi è desueta ma che aveva grande seguito a Firenze (ricordiamo l’acculata) e che forse andrebbe reintrodotta.

Colonna dell’Abbondanza con il Mercato Vecchio.

All’epoca del Mercato Vecchio la colonna dell’ Abbondanza era inglobata in uno degli edifici adibiti a laboratorio o bottega e se ne vedeva la parte terminale con la statua che spuntava dai tetti del mercato. Il triste periodo che doveva vedere Firenze capitale e che comportò la demolizione di tanta Firenze, che magari oggi rimpiangiamo, portò anche a smontare la Colonna dell’Abbondanza che finì in parte abbandonata presso le mura di Porta Romana e in parte, il capitello con la statua, riposta nel lapidario del Museo nazionale di San Marco. Fu solo nel 1956 che la Colonna tornò al suo originale posto sostituendo la statua di Foggini con una copia realizzata da Mario Moschi, l’originale è conservato in via Bufalini nella sede storica della Cassa di Risparmio di Firenze.

La colonna rappresenta inoltre un altro punto ben preciso e cioè il punto d’incontro di tre dei quattro quartieri fiorentini. Il quarto quello di parte Bianca ed è in oltrarno.  Gli altri tre quartieri, quello di parte Verde, Rossa e Azzurra trovano nella colonna il punto d’incontro. Non a caso Lo Struscio Fiorentino parte sempre da questa colonna.

Nel 2012 fu eseguito un nuovo restauro a causa del distacco di una sezione del capitello che con i suoi 80 kg. rovinò a terra. Per fortuna il cedimento avvenne in un pomeriggio piovoso e nessuno, ne fiorentino ne turista, era seduto sul basamento.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Colonna dell’abbondanza, l’ombelico di Firenze.
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