Chi ama Amici Miei forse se l’è chiesto e magari non ha trovato una risposta. Dov’è la farmacia dove il conte Mascetti entra con la scusa di cercare le compresse di Cefalo e approfitta per telefonare alla Titti?

Bene la Farmacia si chiama Farmacia Pitti ed è in piazza San Felice a Firenze, accanto a piazza Pitti. Una farmacia storica che conserva ancora gli arredi di quando ha aperto nel 1810, gli stessi arredi che si vedono nel famoso pezzo cinematografico che vi ripropongo qua sotto. Guardatevelo e poi parliamo 10 minuti di questa storica farmacia.

Come dicevo la farmacia è stata aperta nel 1810 da Gaspare Giovacchino Puliti poi passata di mano e acquistata dalla famiglia Pacenti ed ancora da loro gestita attraverso il Dott. Piero Pacenti. Un angolo di storia recente, ma sempre di storia fiorentina, non solo perchè legata al mitico film, ma perchè conserva ancora gli arredi originali (che fra l’altro sono tutelati dalla sovraintendenza ai beni culturali) ed insieme a loro il profumo antico, il romanticismo di una bottega di un tempo. Vi consiglio di farci un salto, ne vale la pena.

Questo però non basta, il palazzo intero, farmacia compresa sembra avviato verso la trasformazione in residence per turisti.

Ora, Firenze è una città turistica e lo è proprio perchè esistono icone che coprono lo scibile temporale dalla sua fondazione ad oggi. Sino a che non si comprenderà che cambiarne il volto in maniera arbitraria ne produce solo un danno verso gli stessi fiorentini e verso i turisti che la bramano, senza considerare la città come culto da preservare, non si avrà mai la vera percezione di cosa è Firenze.

In altri articoli ho parlato di questo aspetto, di come innovare non significa cambiare, ma preservare rendendo fruibile ciò che già abbiamo. Una fortuna unica quella di vivere in una delle città più belle del mondo ed è la storia e l’arte che l’hanno resa tale, anche la storia dentro le mura di un piccolo negozio, di un artigiano, di una profumeria, anche di una farmacia. Distruggere questo significa distruggere Firenze.

Ora mi domando, coloro che hanno la proprietà dell’intero palazzo e che giustamente vogliono trasformarlo in una rendita migliore, sono certi che cancellare quella storica farmacia contribuisca davvero a mantenere quell’appeal che i turisti bramano?

In atto c’è stata una petizione da consegnare al Sindaco Nardella e lo stesso Nardela ha promesso di interessarsi. Prevarranno secondo lo stile europeo i soldi sulla tradizione o si riuscirà a salvare un pezzettino piccolo di storia bottegaia?

Io credo nelle persone e nel loro senso critico e sono convinto che se i proprietari dell’immobile analizzeranno bene il senso dell’esistenza di quella farmacia scopriranno che non ci rimettono in termini di denaro a lasciarla al suo posto, ma aggiungerebbero a questo nuovo residence un alone storico che lo renderà ancora più appetibile, anzi, più esalteranno la storicità dell’elemento farmacia incastonato nel loro residence, più si valorizzerà la loro impresa. Questo è essere lungimiranti, questo è essere imprenditori rispettosi non solo della propria città, ma del proprio patrimonio che si arricchisce nel tempo grazie a ciò che preserviamo dal tempo.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni

 

Farmacia Pitti. Le pasticche di Cefalo diventeranno introvabili?

Un pensiero su “Farmacia Pitti. Le pasticche di Cefalo diventeranno introvabili?

  • 15 maggio 2018 alle 16:10
    Permalink

    Questa farmacia non la conoscevo, non sarà antica come quella di S. Maria Novella o di S. Marco, ma mi pare egualmene da preservare. Sono perfettamente d’accordo con l’autore.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.