Francesco Altoni fu un maestro fiorentino di scherma nonché insegnate di Cosimo I de’ Medici. Abitò con la sua famiglia presso Santa Croce, sotto il gonfalone del carro. Il nostro Francesco era ovviamente esperto di scherma e di questioni riguardanti la legiferazione sulla duellistica. Servì lo stesso Duca Cosimo I e redasse un trattato che insegna l’uso della spada scritto tra il 1537 e il 1540 ed al Duca viene dedicata questa opera dal titolo “Monomachia”. Il testo è veramente completo rispetto il tipo di tecnica schermistica usata nel 1500.

Due trattati sono attribuiti ad Altoni e sono stati ritrovati uno nella Biblioteca Nazionale di Firenze, l’altro nella biblioteca di Siena. Analizzando la carta (visto che non compaiono date) il manoscritto Senese risulta antecedente a quello Fiorentino che però risulta più completo e ricco di quello Senese.

L’ opera si discosta dalla scherma più completa di scuola Bolognese del 1510, un’opera di un anonimo bolognese legato alla tradizione più antica, non compare la moderna, insegna al praticante una guardia con la gamba destra avanzata, insegna a muoversi e mezzi passi o peggio con dei saltelli. Questo testo bolognese rimane più legato alla tradizione dei maestri tedeschi applicando alla spada la tecnica del “messer” tedesco, (in italiano “mannarino”, una sorta di roncola o falcione munito di elso), in uso dapprima in campo agricolo, poi usato in battaglia ed infine nei duelli.

Altoni si allontana dalla vecchia scuola schermistica più completa, la semplifica e questo succede anche con altri autori coevi, probabilmente perché in questo periodo storico oramai sono presenti le armi da fuoco e le armi bianche cominciano a perdere la loro supremazia in campo bellico. Diminuisce quindi la perizia nello studio di quest’arte rimasta perlopiù legata alla nobiltà.

Altoni cambia anche la nomenclatura delle guardie e dei colpi e questo rappresenta oltre che un distacco dal classico, anche il desiderio di attribuirsi la paternità di questa scuola schermistica più semplicistica, cambia i nomi, ma le poste rimangono quelle, anche se talvolta storpiate.

Nonostante si faccia riferimento anche ad altre armi in uso nel periodo medievale, il tutto scade in una più semplice concezione e un uso ben lontano dall’efficacia della sublime tecnica dei maestri che lo precedettero. Pur attingendo dal sapere dei passati maestri lo fa in maniera piuttosto blanda e discutibile. Inoltre il codice è privo di raffigurazioni e spera di poter trasmettere il suo sapere con la sola scrittura come se il lettore forse chi già è avvezzo all’arte ed il codice per costui fosse solo un ripasso di tecniche già ben conosciute. 

Questo rendrebbe lo stesso codice ad uso solo di pochi per non divulgare troppo tecniche in questa disciplina.

La scuola e i codici che insegnano l’uso delle armi bianche, in special modo l’arte dell’uso della spada, raggiungono il loro apice soprattutto in Germania tra il 1400 e gli inizi del 1500, per poi cominciare un lento declino. La maggior dei testi per fortuna sono accompagnati da raffigurazioni, che semplificano, ma non ne svelano tutto il sapere.

Solo pochi maestri coevi dell’Altoni riescono ancora a tenere alta la bandiera di questa disciplina, la maggior parte tentano di emulare timidamente quanto già detto e fatto nel XV secolo e spesso ridicolizzando le tecniche.

Riccardo Massaro
Francesco Altoni, maestro fiorentino di scherma.
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