Parlando di Firenze è ovvio che prima o poi si ritirino fuori i Guelfi e i Ghibellini, è gioco forza, come parlare di Roma e non parlare mai dell’Impero Romano, non si può fare.

Gli Uberti erano una famiglia che approdò a Firenze dalla campagna e in breve tempo divenne commercialmente e politicamente molto rilevante a Firenze. Ovviamente si schierarono, scegliendo la parte Ghibellina, l’aquila sullo stemma lo testimonia. Padroni di molti terreni e palazzi in Firenze e nel chianti diventarono una potenza tale quasi da prenderne il controllo della città.

Battaglia di Montaperti

Gli scontri fra le fazioni li portarono ad un loro primo allontanamento da Firenze. Potettero rientrare in città in seguito alla Battaglia di Montaperti. Le schiere ghibelline senesi e i loro alleati, fra cui gli Uberti, ebbero il sopravvento sul campo di battaglia e questo permise agli Uberti di riaffermarsi a Firenze. L’artefice del buon risultato sul campo fu Manente degli Uberti, (Firenze, 1212 – Firenze, 11 novembre 1264) meglio noto come Farinata degli Uberti per via dei suoi capelli biondo platino.

Diverso fu dopo, nella battaglia di Benevento dove il 26 febbraio 1266 fra le truppe Guelfe di Carlo d’Angiò e quelle Ghibelline di Manfredi di Sicilia si consumò la sconfitta e la morte di Manfredi con la conseguente conquista angioina del Regno di Sicilia.

Gli Uberti furono nuovamente cacciati da Firenze, ma questa volta con conseguenze ben peggiori del semplice allontanamento. Taluni furono uccisi, come Pietro Asino, fratello di Farinata, che fu decapitato o anche Neracozzo e Azzolido, membri della famiglia, che furono impiccati. I rimanenti, fuggiti, si distribuirono per l’Italia.

Non fu sufficiente uccidere i membri della famiglia, stavolta l’esilio e la disfatta dovevano essere inequivocabili. I terreni e le proprietà furono confiscate e per non rischiare, un domani, che gli Uberti potessero accampare diritti su alcune di queste proprietà furono distrutte e sui terreni ricostruito. Due su tutti sono esempi storici, il Carcere delle Stinche e Palazzo Vecchio entrambi costruiti sui terreni degli Uberti.

Una targa dantesca ricorda questa famiglia, proprio nel cortile di Palazzo Vecchio. Dante scrive:

“Oh quali io vidi quei che son disfatti
per lor superbia! e le palle de l’oro
fiorian Fiorenza in tutt’i suoi gran fatti.”

Farinata degli Uberti

Un fatto va però ricordato, forse un atto d’amore verso Firenze, forse solo una convenienza strategica, ma comunque un episodio che nonostante le dispute e le guerre salvò Firenze ad opera di Farinata.

Subito dopo la sconfitta Guelfa di Montaperti nel 1260 ad Empoli si tenne un convegno ghibellino fra tutti gli alleati, convegno in cui si doveva decidere le sorti della città di Firenze, ultimo avamposto dei Guelfi. La maggioranza dei Ghibellini presenti decisero di radere al suolo la città, distruggerla radicalmente. Farinata degli Uberti si oppose con una veemenza tale da arrivare a minacciare di difendere la città anche con le armi se necessario. Questo gesto cambiò il destino di Firenze che però non gli fu altrettanto grata.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Gli Uberti, niente doveva restare.

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