(NdR) Per Cittadini di ex città fortificate fuoriporta significa abbandonare la città per una escursione nei dintorni della città stessa. Un significato adatto a questa categoria di articoli che parlano di qualcosa che esula da Firenze. Un’altra città o un’altro argomento, qualcosa che non ha niente a che vedere con Firenze ma che ha stimolato l’editore o gli autori nel narrarlo.

Per consuetudine, sembra che questa leggenda abbia avuto origine in Lombardia, nella zona compresa tra Milano e Lodi. Sono state invece trovate tracce dello stesso racconto anche in Maremma, nella vicinanze di Santa Fiora; si tratta di una narrazione non scritta ma tramandata per via orale da generazione in generazione.
La leggenda narra di una terribile notte di temporale, con un freddo “diaccio marmato”, mentre la neve aveva imbiancato ogni cosa, campi, alberi e case.
Una coppia di merli volava basso, cercando un luogo adatto per ripararsi; entrambi erano bianchi e quasi si confondevano in mezzo a tutto quel candore della neve.
A un tratto la merla notò in lontananza del fumo che si levava dal camino di una grande casa colonica; prese subito la direzione della fattoria seguita dal suo compagno e poco tempo dopo si ripararono entrambi all’interno del comodo e caldo fumaiolo.
Restarono lì dentro per tre giorni interi, finché non si accorsero che fuori era tornato a splendere il sole. Uscirono sulle tegole del tetto per stirare le ali prima di riprendere il volo ma si accorsero, con grande sorpresa, che erano diventati tutti neri; la fuliggine che era uscita dal camino per tutto quel tempo aveva macchiato in maniera indelebile il loro piumaggio.
Da quel giorno tutti i merli sono neri, con il becco e le zampe gialle; da quel giorno gli ultimi tre giorni del mese di gennaio, il 29, il 30 e il 31, sono considerati i più freddi dell’anno e vengono chiamati “i giorni della merla”.
(da “LO STRUSCIO TOSCANO” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
I giorni della merla.
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