Giotto

Molti fra i più celebri pittori, scultori, orafi e architetti del Medioevo e del Rinascimento, sono comunemente conosciuti con dei “soprannomi” e non con il loro vero nome di famiglia. Le ragioni di questa strana e bizzarra usanza sono molteplici e diverse fra loro e spesso trovano origine in quell’irrefrenabile spirito burlone che caratterizza il popolo toscano.
Questa consuetudine è poco conosciuta dalla maggior parte degli appassionati di arte e a tal proposito elenchiamo qui di seguito i soprannomi di alcuni famosi artisti:

  • Donatello: Donato di Niccolò di Betto Bardi, pittore, scultore e orafo fiorentino (1386-1466), deve il suo vezzeggiativo al fatto di essere minuto di statura, e anche signorile, elegante e delicato di aspetto.
  • Masaccio: Tommaso di ser Giovanni di Mone Cassai, pittore di San Giovanni Valdarno (1401-1428), venne chiamato con il “peggiorativo” del suo diminutivo Maso poiché era particolarmente sciatto e trasandato: “si curava poco di sé e manco d’altrui”, quindi per tutti divenne “Masaccio”.
  • Giotto: Ambrogio (o Angiolo) di Bondone, nome del padre, fu pittore e architetto mugellano (1267-1337) che pare venisse chiamato fin da bambino con il diminutivo di Giotto (Ambrogiotto).
  • Paolo Uccello: Paolo di Dono (o Paolo Doni), pittore e mosaicista di Pratovecchio (1397-1475), deve il suo nome al fatto che amava dipingere animali e in particolare gli uccelli con cui abitualmente riempiva i vuoti prospettici delle sue opere.
  • Caravaggio: Michelangelo Merisi (o Amerighi), pittore milanese (1571-1610), deve il suo nome alla convinzione che fosse nato nel paese di Caravaggio, presso Bergamo, supposizione in seguito smentita dal ritrovamento dell’atto originale di battesimo dell’artista.
  • Correggio: Antonio Allegri, pittore emiliano (1489-1534), conserva il nome della cittadina reggiana di Correggio dove presumibilmente è nato.
    Paolo Veronese: Paolo Caliari, pittore di Verona (1528-1588), deve il suo nome proprio alla sua città di origine.
  • Jacopo della Quercia: Jacopo di Pietro d’Agnolo di Guarnieri, scultore senese (1374-1438), aveva il nonno che veniva chiamato Angelo “della Guercia”, il che ci lascia presumere che la bisnonna doveva avere gli occhi strabici. Questo nomignolo è rimasto anche al pronipote Jacopo, poi variato da Guercia a “Quercia”.
  • Giambologna: Jean de Boulogne, scultore fiammingo (1529-1608) attivo particolarmente a Firenze, dove giunse verso la metà del secolo ospite e sotto la protezione di Bernardo Vecchietti. Il popolo fiorentino, che aveva la peculiarità di essere incapace di pronunciare correttamente i nomi stranieri, in breve tempo storpiò anche il suo in un più accettabile “Giambologna”.
    (da “BURLE TOSCANE” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)
Franco Ciarleglio
I Soprannomi degli Artisti: quarta parte.
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