Maria Maddalena di Ferdinando I de Medici.

Quando a Firenze si parla di corridoio viene subito a mente il Vasariano, quel lungo passaggio coperto che unisce Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti. Ma esiste un altro “corridore”, segreto e dimenticato che unisce il Palazzo della Crocetta, ora sede del Museo Archeologico, con la Santissima Annunziata.

Passaggio via Capponi.

Fu fatto costruire dal granduca Cosimo II, intorno al 1620, per la sorella Maria Maddalena, nata sciancata e “malcomposta nelle membra”, per farle raggiungere la basilica dal Monastero della Crocetta, dove viveva insieme alle suore, pur non avendo mai preso i voti. L’architetto Giulio Parigi ideò un cavalcavia, lungo più dieci metri e largo appena un metro e trenta, che portava direttamente ad un coretto interno alla Santissima Annunziata da dove la povera inferma poteva assistere alle funzioni, protetta da una grata, lontana dagli sguardi dei curiosi. La finestrella, secondo un decreto dell’Arcivescovo, doveva essere “ferrata grossa con una gelosia di legno…. in maniera che la suddetta Principessa e sue donne potessero guardare in Chiesa et non essere vedute”.

Galleria museo Archeologico.

Nel corridoio erano collocate pitture con immagini sacre, tra le quali una serie di quadri dedicati alla Passione, illustrati con “versi Toscani” che dovevano esplicare “tutti i divini misteri” della via Crucis. La malata era accudita da due fanciulle e due vedove che l’aiutavano quotidianamente e costituivano la sua piccola corte personale, una compagnia ben diversa da quella delle sue sorelle, sane e piene di vitalità, che si inebriavano di sfarzi e di comodità.

Grata San Annunziata.

Alla morte di Maria Maddalena, nel 1633, il cavalcavia su via Laura fu demolito, per essere poi stranamente ricostruito nel 1788, e il corridoio imbiancato, mascherando le impronte delle tele che per tanti anni avevano seguito l’infelice passaggio dell’ottava figlia di Ferdinando I.

Recenti restauri hanno però riportato alla luce alcune parti del vecchio camminamento, restituendocele in tutta la loro mistica semplicità, con la grata discreta ornata di foglie e di volute e i cuscini stinti e lisi che hanno condiviso le sofferenze segrete della tribolata principessa.

Gabriella Bazzani
Il “corridore” segreto.
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