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Gelato Buontalenti o crema fiorentina

Possiamo dire che il gelato è stato inventato a Firenze? NI, oppure SO. Possiamo affermare che sono due fiorentini che hanno reso famoso prima il sorbetto e poi perfezionando la ricetta il gelato per come lo intendiamo oggi. Due fiorentini, Ruggeri e Buontalenti.

Andiamo con ordine.

Svariate culture e popolazioni hanno abbinato il ghiaccio o la neve con la frutta o i succhi di frutta. Abbinati fra loro per rendere gustosa e fresca una bevanda. Addirittura si hanno notizie di tentativi cinesi 500 anni a.C. fino al popolo arabo che arrivò a perfezionare il primo sorbetto (dalla voce araba sherbet). In Italia furono i siciliani che in stretto rapporto con il mondo arabo introdussero il sorbetto che arrivò anche a Firenze.

Fu Firenze però a far esplodere la “moda” del sorbetto e questo avvenne grazie a Ruggeri. Ruggeri era un pollaiolo, o come si diceva allora pollivendolo, con la passione della cucina. La Corte dei Medici organizzò una gara il cui tema era “il piatto più singolare che si fosse mai visto” e Ruggeri decise di partecipare portando il sorbetto come piatto singolare chiamandolo “dolcetto gelato”. Ruggeri era stato talmente bravo a prepararlo e il dolce era cosi poco conosciuto che il successo fu eclatante. Ruggeri divenne famosissimo e richiestissimo ovunque a preparare il sorbetto con la sua ricetta segreta.

Quando Caterina de’ Medici partì da Firenze per diventare la sposa del futuro Re di Francia, oltre ai cuochi (che tante ricette hanno insegnato ai franzosi) volle con se anche Ruggeri. Fu cosi che il pollivendolo, durante il banchetto delle nozze, fece conoscere ai francesi il suo famoso sorbetto. Da quel momento, 1533, il sorbetto divenne conosciutissimo in Francia e Ruggeri attirò tante invidie fino a farlo decidere di rientrare a Firenze non prima di aver inviato a Caterina de’ Medici il suo segreto per il perfetto sorbetto.

Tutto questo rese famoso il sorbetto, ma la nascita del gelato per come lo intendiamo oggi ha un’altro padre e si tratta di Buontalenti, per questa ragione possiamo dire che il gelato è nato a Firenze sulla scia della ricetta della Crema Fiorentina o gelato Buontalenti.

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Bernardo Buontalenti

Bernardo Buontalenti era un famoso architetto scultore, pittore, scenografo, costruttore di armi; allievo del Vasari e del Salviati. Come non ricordare la Grotta del Buontalenti a Boboli. Fra tutte queste cose non mancava la sua passione per la cucina e data la sua arte di scenografo e organizzatore di eventi fu convocato spesso a corte per allestire banchetti e spettacoli per ospiti italiani e stranieri. Un uomo perfetto per la sua epoca, il Rinascimento.

Nonostante le sue innumerevoli opere architettoniche come la Villa di Pratolino o la Villa di Poggio a Caiano, le fortificazioni del Belvedere, di Sansepolcro, di Livorno una delle cose per cui viene ricordato è il suo gelato, talmente speciale da portare il suo nome, la famosa crema fiorentina o gelato buontalenti. Una gelateria fiorentina che non annovera questo gusto di gelato non può essere considerata una gelateria fiorentina, anche se lavora sul territorio di Firenze.

La sua ricetta per il gelato nacque per uno di questi banchetti organizzato per degli ambasciatori spagnoli. Inventò una ricetta per un sorbetto a base di latte, con il tuorlo dell’uovo (ottenendo il gelato vero), il miele e del vino. Il metodo di preparazione fu innovativo e permetteva di gelare materie grasse. Il risultato fu ottenuto inventando una macchina con un doppio cilindro, nello spazio fra i due cilindri veniva messo il ghiaccio e dentro il cilindro interno i composti che venivano mantecati con delle pale azionate da una manovella. Il movimento formava un composto omogeneo che progressivamente si raffreddava ottenendo un aspetto compatto, il gelato appunto. Aveva inventato sia il gelato che la prima gelatiera nel 1559.

Ed ora la ricetta per il Buontalenti, o crema fiorentina, se volete cimentarvi.

Ingredienti

Miele
250 mt di latte
4 tuorli d’uovo
Un poco di vino
Succo di 1 limone
Succo di 1 arancia

Preparazione

Prendete una terrina da frigo e mettete i tuorli d’uovo con lo zucchero ed amalgamateli bene, fino ad montare il tutto ottenendo un composto omogeneo, spumoso e chiaro. Aggiungete il latte tiepido e continuate ad amalgamate con cura.

Scaldate il composto a bagnomaria per alcuni minuti, unendo anche un poco di miele ed infine un poco di vino. Quando sarà freddo aggiungete qualche goccia di succo di limone e di arancia.

Mescolate a lungo e delicatamente. Mettete poi il composto in una gelatiera e realizzato il gelato ponetelo in freezer per circa due ore prima di consumarlo.

[cml_media_alt id='32']Jacopo Cioni[/cml_media_alt]
Jacopo Cioni

 

Il gelato a Firenze.
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3 pensieri su “Il gelato a Firenze.

  • 28 marzo 2017 alle 16:10
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    Quando nei primi anni sessanta l’inverno era ancora “inverno” noi ragazzi in Abruzzo quando c’erano delle nevicate (quasi sempre abbondanti) eravamo soliti raccogliere la neve (ti tipo piuttosto farinoso) e di mischiarla con porlvere di cacao. Ne veniva fuori un sorbetto delizioso che usavamo consumare accanto al fuoco del camino, mentre i grandi raccontavano storie di streghe e di nanerottoli.

    Rispondi
  • 20 novembre 2016 alle 23:52
    Permalink

    Il pollaiolo o pollivendolo in fiorentino veniva chiamato “treccone”.

    Rispondi

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