Tempo fa ho visitato Villa La Quiete in cui, tra l’altro, ci sono gli appartamenti dell’Elettrice Palatina.

Le stanze di questo appartamento attualmente visibili sono due, e sono le camere di rappresentanza, dove l’Elettrice riceveva visite e dove sembra sia stato firmato il Patto di Famiglia.

Questi locali sono riccamente decorati da affreschi su tutta la loro superficie e specialmente una delle due camere ha attirato la mia attenzione.

Sulle pareti sono affrescate le principali ville medicee: la Villa di Poggio a Caiano, Il Gigante dell’Appennino, la Villa di Castello e la Villa del Poggio Imperiale.

Proprio quest’ultima immagine mi lasciava perplessa… c’era qualcosa di insolito.

All’inizio del viale che poi conduce alla villa del Poggio Imperiale, erano raffigurate quattro vasche, sormontate da due colossi di spugna e con due aquile imperiali poste lateralmente.

Prontamente chieste spiegazioni alla guida, mi sono sentita rispondere che si trattava probabilmente di un abbellimento pittorico mai realizzato nella realtà, perché due statue così enormi non sarebbero potute sparire nel nulla; verosimilmente, nel commissionare gli affreschi, era stata proprio l’Elettrice Palatina a chiedere di abbellire la pittura con elementi inesistenti, per dare un’idea di importanza e solennità maggiore a chi si trovasse a venirle in visita.

Ma io sono curiosa per natura… questa spiegazione non mi soddisfaceva o almeno non mi convinceva del tutto! Ho cercato, cercato e alla fine ho trovato! Mi spiace per la guida, ma quelle quattro vasche, per la precisione quattro vivai, esistevano eccome!

Da Porta Romana partiva il lungo viale che conduceva alla Villa; proprio all’inizio, quasi sulla piazza erano poste queste vasche, con tanto di colossi di spugna e di aquile imperiali.

Ho trovato dei vecchi documenti che li descrivono così: “Opera del Parigi è anche l’invenzione del grande viale prospettico, il cosiddetto ‘Stradone’ lungo circa un chilometro e costruito in prospettiva coassiale con il portone d’ingresso del palazzo”.

Sempre al Parigi si deve la sistemazione dell’ingresso alla villa da Porta San Pier Gattolini, oggi Porta Romana, con la creazione di quattro vivai (due di uguale forma mistilinea e due quasi semicircolari) ornati delle statue di una Lupa che allatta due piccoli infanti, un Leone che schiaccia il globo, le statue antropomorfiche dell’Arno e dell’Arbia, ai quali l’acqua giungeva da tre sorgenti poste fuori dalla Porta San Pier Gattolini. All’innesto del monumentale asse viario, collocati su piedistalli, si disponevano due Aquile Imperiali, opera dello scultore Simone Cioli, raffiguranti in corpo lo stemma mediceo, alle quali si richiamava un’altra aquila bicipite, posta in facciata alla villa.”

Di queste vasche, oltre alla foto scattata a Villa La Quiete, ho trovato anche una stampa. E che fine hanno fatto?

Nell’aprile del 1765 il Maresciallo Botta Adorno fece riempire i vivai che concludevano la prospettiva dello stradone per ampliare la piazza di Porta Romana, in cui vennero collocati alcuni lampioni.

Delle statue che formavano la scenografica soluzione urbanistica rimangono la “Lupa che allatta due piccoli infanti”, e il “Leone che schiaccia il globo”, oggi collocati all’innesto di viale Machiavelli. Agli innesti del viale del Poggio Imperiale sono state invece successivamente collocate, in base e in sommità, quattro sfingi provenienti da due ponti sospesi ottocenteschi. Delle statue antropomorfe di Arno e Arbia non ho trovato memoria, sono state con ogni probabilità, temo, ridotte in briciole nel momento dell’interramento dei vivai.

Un vero peccato, doveva essere un insieme davvero bellissimo!

Gabriella Bazzani
Il mistero delle vasche del Poggio Imperiale.

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