La sera si comincia a stare bene fuori… viene voglia di uscire, mangiarsi un gelato e fare quattro passi. Niente di più facile che trovarsi in Piazza Signoria, ad ammirare il nostro bellissimo Palazzo Vecchio, a salutare con lo sguardo il David, a riverire il Perseo.

Ecco, proprio qui, chiudiamo gli occhi, beandoci del fatto di essere fiorentini e ripercorriamo mentalmente la storia della città del Giglio, lasciamo scorrere davanti ai nostri occhi tante immagini, di un tempo che fu. Riapro gli occhi e gli Uffizi sono scomparsi.

Dove si trovava fino a pochi istanti fa il loggiato, adesso c’è un insieme di case variopinte, molta gente che chiacchiera, anfratti oscuri, un grande caos; lì, proprio lì dove regnava sovrana da tempo immemore la mitica gru degli Uffizi, si apre un dedalo di viuzze, dove gente di molte etnie entra ed esce da osterie e bordelli.

Tipi loschi, luoghi malfamati, degrado e sporcizia. E’ questo il luogo in cui vivono ladri ed assassini.

Siamo nel rione di Baldracca. Qui bazzicano prostitute e ribaldi, ed è pieno di fatiscenti case popolari. Mi aggiro titubante tra questi vicoli, impreparata a quello che vedo e intimorita dal chiasso che sento. Se mi guardo alle spalle vedo Palazzo Vecchio, il luogo del potere, il centro della città e a soli due passi mi trovo immersa nel rione più malfamato di tutta Firenze: il rione della Baldracca.

Il rione non ha questo nome perché abitato da prostitute, nossignori. Si chiama così perché vi si trova la celebre Osteria di Baldracca, che deve il suo nome alla città mediorientale di Bagdad, storpiato in Baldacco, poi Baldacca e definitivamente Baldracca, ed il caos che qui regna è paragonabile ad una casbah del medioriente.

Di questo quartiere ne fanno menzione anche Petrarca e Boccaccio nelle loro prose.

Il quartiere occupa tutta l’area che in futuro verrà destinata agli Uffizi e l’Osteria la si può notare, un po’ defilata, laggiù verso via dei Castellani. L’Osteria è conosciuta e rinomata come luogo di commerci carnali.

Viene da domandarsi come mai i Medici tollerino la presenza di questo quartiere a due passi dal Palazzo della Signoria; qui avvengono continuamente risse, rapine, le prostitute fuori dai bordelli cercano di attirare ogni uomo che passa, ci sono ubriachi che escono ed entrano dalle osterie urlando, cantando e importunando la gente perbene, vagabondi e nullatenenti si avvicendano per queste strade costituendo un pericolo per ognuno, di quando in quando accade anche che qualcuno ci lasci la vita, tra questi vicoli.

Proprio adesso sento un gran putiferio provenire dall’osteria che ho appena superato e mi passano accanto urlando due brutti ceffi che si rincorrono.

Per fortuna arriva Cosimo, e decide di far piazza pulita di tutto quel lerciume, smantellando il quartiere a luci rosse.

L’idea è quella di aprire una larga strada tra piazza Signoria e l’Arno e costruire al posto del rione della Baldracca un grandissimo palazzo che dovrà accogliere tutti gli uffici amministrativi della città.

Incaricato di questa realizzazione è, ancora una volta, Giorgio Vasari, che provvede a realizzare gli Uffizi e far sparire il quartiere della Baldracca o, per meglio dire, provvede a spostarlo. Basta attraversare l’Arno e spostarci verso Piazza della Passera, per ritrovare osterie e bordelli.

Nonostante tutto, rimane ancora qualcosa di quei luoghi: al posto dell’Osteria di Baldracca nasce per volere dei Medici il “Teatrino della Baldracca”. Entrando, trovo uno stanzone spoglio e disadorno, in cui ad occhio e croce possono entrare circa quattrocento persone. Gli attori pagano un affitto giornaliero per realizzare spettacoli spesso osé, con le ragazze più in voga di Firenze. Il Teatrino è frequentato da artigiani e bottegai, ai quali si fa pagare un minimo biglietto di ingresso. Chi paga un prezzo più elevato sono i nobili che, si sa, non mancano mai in queste occasioni, annoiati dagli spettacoli ingessati del teatro principesco e in cerca di esibizioni comiche e piccanti.

Naturalmente la loro presenza deve passare inosservata e si fa il possibile per mantenere il più totale riserbo: qui al Teatrino della Baldracca vengono loro riservati dei piccoli palchi, stanzini muniti di grata che garantiscono loro l’anonimato completo.

Qualcuno mi racconta, supplicandomi di mantenere il segreto, che il teatrino è collegato alla casa dei Medici da un passaggio riservato che si affaccia ad una finestrella sul teatro, così il Granduca può assistere indisturbato allo spettacolino animato da comici e fanciulle senza veli. Io ve l’ho raccontato, ma non ditelo in giro, sembra che al Granduca non piaccia far sapere i fatti suoi, e che Eleonora sia piuttosto gelosa.

Gabriella Bazzani

 

Il rione Baldracca.
Tag:                         

2 pensieri su “Il rione Baldracca.

  • 27 giugno 2018 alle 23:57
    Permalink

    Trovo questo articolo molto, molto interessante. Ne ero completamente all’oscuro, la Signorina o Signora Gabriella Bazzani è brava nel raccontare le storie e usa il brio per far divertire il lettore.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.