Nella congiura dei Pazzi (1478) Lorenzo de’Medici si salvò ma il fratello Giuliano rimase ucciso salvandolo. A Lorenzo arrivò, presso il suo palazzo in Firenze, una lettera di condoglianze da parte del Duca di Urbino Federico da Montefeltro. In realtà se pur una lettera di cordoglio nella sua parte finale traspariva una velata minaccia. La lettera diceva a Lorenzo di ritenersi fortunato di essere ancora vivo e sarebbe stato meglio mantenersi calmo e passivo rispetto l’accaduto, di non “turbare” Dio con i suoi eventuali propositi futuri . Ovviamente il messaggio si riferiva al Papa, non doveva spazientire Sisto IV il cui braccio armato era proprio Federico. A Lorenzo non era certo sfuggito che erano stati catturati, vicino Firenze, alcuni soldati del Duca il giorno stesso della congiura e sapeva, quindi, che il Duca era coinvolto nella morte del fratello e nel tentativo di assassinarlo. Uno dei congiurati, Montesecco, aveva confessato e Federico da Montefeltro temeva che avesse rivelato il suo nome. Federico scrisse una lettera a Cicco Simonetta, uomo vicino a Ludovico Sforza signore di Milano, dove esprimeva il suo disappunto per la congiura, ma contemporaneamente approfitta per criticare Lorenzo per le sue intromissioni nei fatti della chiesa, in pratica pur negando il coinvolgimento ne fornisce una conferma. Questa era la diplomazie e la guerra dell’Italia Rinascimentale, fatta di bluff e di intrighi, di accordi chiari ed accordi segreti, di alleanze e complotti. Le piccole piccole bande armate, soprattutto mercenari, si scontravano regolarmente in piccole battaglie, più messaggi che scontri, ma le vere destabilizzazioni si generavano nei complotti e negli omicidi entro le grandi famiglie; questi avvenimenti potavano grandi rovesciamenti di potere nelle grandi città e nei potentati. Molte lettere cifrate, ma anche semplici missive, venivano recapitate frequentemente alle corti dei Signori e seppur scritte in maniera semplice all’interno si celava sempre un messaggio occulto, chiaro solo a chi aveva il polso della politica del momento. Anche questo era il fascino di quel periodo storico dove talune battaglie si giocavano semplicemente ad un tavolino con penna e calamaio.

Riccardo Massaro
Dopo la congiura dei Pazzi…
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