Giovanni Signorini - La corsa dei cocchi
Giovanni Signorini – La corsa dei cocchi (1844 circa)

Il 24 giugno, come tutti i fiorentini sanno, è il giorno in cui si festeggia S. Giovanni Battista (da non confondersi con l’omonimo evangelista), patrono della città fin da tempi remoti. Vuole tradizione che il Cristiano S. Giovanni soppiantasse il pagano Dio Marte come protettore della città al tempo della dominazione Longobarda (VII-VIII secolo), anche se si ritiene più probabile che il suo culto fosse portato a Firenze dalle prime comunità cristiane che provenivano dall’Asia ed in particolare dalla Siria, che lasciarono in eredità alla città anche il culto di altri martiri orientali (S. Felicita, S. Reparata).
Oggigiorno il Santo Patrono viene festeggiato il dì 24 giugno con il corteo storico, la finale del calcio storico ed i tradizionali “fochi”. In passato tuttavia, a partire dal secolo XIII, i festeggiamenti duravano più giorni. In particolare il giorno 23, vigilia della festa, a partire dal 1563 si tenne in Piazza S. Maria Novella la “corsa dei cocchi”. Questa manifestazione, istituita da Cosimo I, consisteva in una corsa di carri simili alle bighe romane che giravano attorno a due strutture piramidali in legno (chiamate nei documenti ‘aguglie’), erette nel 1563 e poi nel 1608 sostituite dai due obelischi piramidali in mischio di Serravezza che ancora oggi possiamo vedere in piazza, fortunatamente scampati alle risistemazioni di fine ottocento che li avevano destinati alla erigenda piazza Cavour (attuale P.zza della Libertà) e recentemente restaurati.
Si trattava di una moderna riedizione della corsa delle bighe che si teneva nell’antica Roma al Circo Massimo. Vi partecipavano quattro carri, ciascuno di un diverso colore, trainati da due cavalli. I nomi dei quattro colori erano ripresi dai colori delle “fazioni” degli antichi aurighi romani, già descritte da Ovidio (Amores, libro III): Prasina (verde), Russata (rosso); Veneta (blu) e Albata (bianca), e corrispondono a quelli dei quattro quartieri di Firenze usati anche nel Calcio Storico. I carri compivano il giro della piazza tre volte, terminando da dove erano partiti. La famiglia granducale assisteva all’evento da un apposito baldacchino montato per l’occasione davanti ai portici dell’ospedale di S. Paolo, sul lato opposto della piazza rispetto alla chiesa.

"stadium" romano di Florentia
Ricostruzione dell’antico ippodromo romano di Florentia

La scelta del luogo non era casuale, infatti autorevoli eruditi come Ambrogio Traversari e Vincenzo Borghini sostenevano che nella zona del Trebbio, di fianco alla piazza, esistesse in epoca romana un ippodromo. Borghini ad esempio nei sui “Discorsi” (1515-80) dice che che “Il Teatro si dice dove è oggi la Croce a Trebbio […] Egli è ben vero che non è chiaro affatto se questo era Teatro o Circo e quel che si chiamò poi negli ultimi tempi a Roma con voce greca Ippodromo: e n’è cagione, che non qppariscono tanti vestigj, nè cosi chiari alla parte più bassa o del proscenio per il Teatro o della distesa a dilungo per il Circo …”
A testimoniare l’importanza dell’evento basti pensare che i lavori di realizzazione dei due obelischi furono supervisionati da Bartolomeo Ammannati in persona e le belle tartarughe in bronzo (forse un ironico riferimento alla velocità dei carri?) che li sostengono vennero realizzate da Giambologna e la sua bottega. Il colpo d’occhio della piazza gremita ed addobbata a festa doveva essere notevole, stando alla descrizione di Pietro Thouar nel suo libro (tratto dal Repetti) “Notizie e guida di Firenze e de’ suoi contorni”: “Quando l’ anfiteatro di legname eretto sulla Piazza di S. M. Novella per la corsa dei cocchi è pieno di gente , quando le carrozze girano attorno a più file, e le finestre e le terrazze delle case sono addobbate con tappeti e tutte gremite di spettatori , il colpo d’ occhio è giudicato bellissimo”.
Nel 1852 si corse l’ultima edizione del Palio, che fu poi soppresso quando la piazza venne attraversata dai binari della prima tramvia cittadina: a quanto pare le tramvie erano anche allora foriere di sciagure!

Poli Gherardo e Giuseppe: il palio dei Cocchi in pi
Poli Gherardo e Giuseppe: Veduta di Firenze con il palio dei Cocchi in piazza S. Maria Novella, 1730 circa
tartarughe Giambologna
Le testuggini in bronzo modellate dalla bottega di Giamblogna

 

Enrico Bartocci
Enrico Bartocci
La corsa dei cocchi.
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