…secondo Robert Davidsohn

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Robert Davidsohn
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Storia di Firenze, prima edizione italiana del 1907

Nella sua famosa “Storia di Firenze”, cui lo studioso ottocentesco Davidsohn si era dedicato per buona parte della vita, l’autore scriveva che solo in tempi recenti si era riusciti a ricostruire il luogo dove era sorta la Firenze etrusca, l’antica colonia di Fiesole sulle rive dell’Arno. Sosteneva infatti che racconti e leggende tramandati dai cronisti del Trecento avevano per secoli travisato il luogo dove era stata edificata la Firenze antica, prima che in epoca romana sorgesse il nucleo primigenio della città che oggi conosciamo.

Scriveva il Davidsohn che dai documenti del XI e XII secolo risultava che alcune parti della Firenze etrusca erano ancora in piedi all’epoca e i materiali della città, distrutta da Silla durante la Guerra civile contro Mario, venivano utilizzati per nuove costruzioni, come per altro spesso accadeva: l’antica città si estendeva dai piedi del colle di Fiesole fino alle rive del torrente Affrico e del fiume Arno, lungo la vecchia strada che portava ad Arezzo, tanto che di essa furono rinvenuti 150 metri di mura nel secolo XVIII. In base alle accurate indagini dello studioso tedesco la città era stata fondata intorno al 200 a.C. e poi distrutta durante le guerre civili romane a metà del I° secolo, intorno agli anni 80.

Le sue mura si estendevano, nel periodo di massima espansione, fino all’attuale Borgo Pinti, Porta alla Croce (in piazza Beccaria) e via degli Artisti.

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Firenze romana

La difficoltà a collocare i primi nuclei abitativi della città toscana sottolineava Davidsohn, erano legate anche al regime dell’Arno che nel tempo aveva cambiato configurazione: all’inizio della pianura fiorentina si suddivideva in tre rami, uno si distaccava dal letto principale e scorreva sul piano di Ripoli, l’altro nella zona a nord passava nei pressi di San Salvi per ricongiungersi poi al ramo principale all’altezza della Zecca Vecchia. Le continue esondazioni  favorendo il deposito di detriti alluvionali avrebbero colmato i due rami secondari dando luogo a una fertile piana sulla quale sorse Firenze.

L’antica Firenze etrusca, dopo la distruzione di Silla, fu ricostruita come colonia al tempo di Cesare in base alle Leggi Agrarie che offrivano appezzamenti dell’ager publicus ai cittadini romani che volessero stabilirvisi.

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Firenze romana mura

Il cerchio delle mura romane, fatte di mattoni con al centro di ogni lato una porta difesa da torri mentre altre torri ne rafforzavano gli angoli, aveva un diametro di circa 500 m: lungo il tratto settentrionale scorreva il Mugnone che poi piegava verso sud e confluiva nell’Arno all’altezza dell’odierno Ponte Santa Trinita; le mura nel lato meridionale seguivano il corso dell’Arno fino a piazza de’ Giudici, ma a distanza, per evitare i danni delle piene frequenti; quindi verso nord passando per piazza San Firenze e grosso modo lungo il tracciato di via del Proconsolo fino al Duomo, via Cerretani e poi nuovamente a sud costeggiando il percorso di quella che sarà via Tornabuoni.

[cml_media_alt id='974']torre-della-pagliazza[/cml_media_alt]Molto si deve al lavoro accurato dello studioso tedesco la cui opera è ancora oggi di fondamentale importanza per ricostruire la storia, dalle origini al 1330, relativamente all’ambiente umano, culturale e topografico della città da lui amata al punto da dedicarle una vita di studi.

Torre della Pagliazza in Piazza Santa Elisabetta, edificata nel Medioevo dove sorgevano  le terme romane

https://tuttatoscana.net/storia-e-microstoria-2/la-fondazione-di-firenze/

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La nascita di Firenze
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