Il Tepidarium illuminato.

Vicino al Ponte Rosso, entro il Giardino dell’Orticultura, è presente una struttura fatta di vetro, ferro e ghisa, un’opera d’arte architettonica in stile Liberty progettata da Giacomo Roster e realizzata nel 1886 dalle Officine Michelucci di Pistoia. Questo sublime esempio di bellezza è semplicemente una serra chiamata “il tepidarium“.

Questa serra è un rettangolo di circa 39 x 17 metri con un’altezza massima di 14 metri 650 metri quadrati che ricordano una vecchia barca solcante le acque del Mississipi.

L’input alla realizzazione viene dato nel 1880 dalla Federazione orticola italiana che vuole organizzare il prima esposizione nazionale di orticultura, un invito subito raccolto dalla Regia Società Toscana di Orticoltura.

La Società Toscana di Orticoltura nasce nel 1852 attraverso una commissione nominata dall’Accademia dei Georgofili, società che concretizza il suo scopo nel 1859 quando ricevette fuori porta San Gallo un terreno di proprietà del marchese Ludovico Ginori Lisci. In pochi anni il giardino era stato organizzato e dedicato al suo scopo, tanto che fu scelto nel 1876 come sede per partecipare alle esposizioni mondiali.

Il Tepidarium fu quindi realizzato come serra per piante esotiche e comuni. Oltre alla bellezza estetica racchiude innumerevoli presidi a renderlo adatto al suo scopo, le lastre in vetro si sovrappongono leggermente in maniera da far defluire l’acqua piovana e le strutture portanti realizzate in ghisa, realizzate dalla fonderia Lorenzetti, hanno al loro interno delle cavità che permetto alle acque di defluire. Si riesce ad unire la funzionalità dello scopo attraverso la bellezza dei fregi che caratterizzano ghisa e acciaio. Decorazioni Moresche scaturite dai disegni del fiorentino Francesco Marini. Nella costruzione, per la prima volta, si usano tecniche di prefabbricazione e montaggio in differita sul posto. La bellezza espositiva dei fiori è il suo scopo e l’osservazione delle piante non è relegata solo ad una passeggiata fra le stesse, viene realizzato un ballatoio a sei metri d’altezza giro giro alla navata centrale e questo permette l’osservazione dall’alto delle piante, una prospettiva diversa ed entusiasmante.

Il giardino subì varie modifiche nel corso del tempo, soprattutto in occasione dell’esposizione del 1887 e poi di quella del 1911 per il centenario dell’Unità di’Italia. Nel 1930, dopo la prima grande guerra, il giardino fu acquistato dal Comune di Firenze. Purtroppo Il Tepidarium durante e subito dopo la seconda grande guerra viene abbandonato a se stesso, il comune ha ben altre priorità rispetto al gioiello di vetro del Ponte Rosso, inoltre l’incuria si somma al vandalismo dei ragazzi che trasformano le lastre di vetro in bersagli per lancio dei sassi contribuendo e non poco alla sua disgrazia estetica.

Il Comune di Firenze, con uno dei suoi rari scatti di reni, nel 2011 da origine ad un fine restauro e riesce a ridare al Tepidarium nuova bellezza e gloria, non certo secondo il suo scopo originale, ma rendendolo multifunzione infatti oggi è luogo di aperitivi, incontri, mostre, party, attività culturali.

Jacopo Cioni
La più grande serra in Italia: Il tepidarium.

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