Palazzo Vecchio stemma della famiglia de’ Medici.

Una delle cose che lascia più perplessi turisti ed anche fiorentini è il variare delle palle presenti sugli scudi dei Medici. Talvolta 11, altre volte 6, altre ancora 8, 7, insomma sembra che l’araldica de’ Medici stia dando letteralmente i numeri.

Innanzi tutto si deve sottolineare che quelle palle sono in realtà pasticche, compresse, medicine insomma. Questo farebbe pensare che la casata in antichità proveniva o dall’arte medica o da quella speziale. Lo stesso nome, de’ Medici farebbe pensare che in origine si trattasse di una famiglia dedita alla medicina e che le pillole farmacologiche siano entrate nello stemma, originariamente in numero di 11, con un colore rosso su sfondo d’oro, come è ancora visibile nello stemma mediceo in piazza Ognissanti o in quello presente in Palazzo Vecchio.

Rosso (o dorate) come appunto erano colorate le pasticche mediche di allora e Medici come allora usava, che la professione diventasse anche cognome.

Per quale ragione però le pasticche diminuivano sullo stemma?

Una digressione, definirle palle, pur sapendo che sono pillole, non è mancanza di rispetto per la nobile casata, ma un gergo fiorentino che identificava i seguaci della famiglia de’ Medici tanto che nello scontro fra Savonarola e la casata de’ Medici furono chiamati “piagnoni” i savonaroliani e “palleschi” i seguaci medicei. O ancora il gridar “palle palle”, dopo la congiura dei Pazzi, da parte del popolo che inneggiava ai Medici. Chiusa la digressione.

Presto detto, all’aumentare del prestigio della casata venivano ridotte le palle. Dalle 11 iniziali il primo a ridurle fu Giovanni di Bicci lo portò a nove seguito poi da Cosimo il Vecchio che le portò ad otto. Subito dopo furono ridotte ancora dal figlio di Cosimo il Vecchio e cioè Piero il Gottoso che le portò a sette, con una palla centrale divenuta azzurra e arricchita da tre gigli concessi dal Re francese Luigi XI nel 1465.

Cosimo I de’Medici.

Un’altra riduzione si ebbe con Lorenzo il Magnifico che da otto le portò a sei mettendo l’azzurra in testa facendo assumere alle palle un aspetto triangolare. Subito dopo Cosimo I le riportò in formazione ovale a cui si aggiunse poi la corona ducale.

Insomma un gran girar di… pasticche e di incrociar d’occhi dato che girando per Firenze ritroviamo tutte queste forme araldiche diverse, talune anche l’una vicino all’altra come per esempio in un corridoio della sagrestia di Santa Croce dove ci son due stemmi uno ad otto palle ed uno a sei palle.

Questa la storia più accreditata per le palle dei medici, ma non l’unica, altre teorie più o meno realistiche serpeggiano fra gli studiosi medicei, ma questa è forse la più attinente alla realtà.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Le “Palle” de’ Medici.
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Un pensiero su “Le “Palle” de’ Medici.

  • 24 luglio 2018 alle 0:29
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    Si, giustamente è stato scritto questa è una delle storie che circolano sulle palle dei Medici, ma non l’unica. Mi ha colpito soprattutto il fatto di far risalire la famiglia Medici a dei medici di professione mentre sapevo che facevano un mestiere assai umile: erano carbonai. Comunque ho voluto controllare il libro letto tanti anni fa Intitolato: “Storia di una grande famiglia: I Medici” scritto da un autorevole ed illustrissimo nostro concittadino nonchè amante della nostra città e della sua storia Piero Bargellini.
    Scrive l’Autore che innanzi tutto non si sa da dove proviene la famiglia Medici, da nessuna parte è scritto che provengono dal Mugello. Comunque data per buona la zona della loro origine, dovevano essere all’inizio gente che esercitava un lavoro umile come appunto quello suddetto e quando la Repubblica Fiorentina dette la possibilità alle persone d’inurbarsi diventarono mercanti della lana. In seguito la famiglia avrebbe avuto un suo stemma, ma non si è mai capito il perchè una famiglia di carbonai potesse avere come simbolo delle palle che potevano somigliare a delle pillole e soprattutto il cognome Medici. Certo chiamarsi carbonai non era fine….neanche mercanti era granché, ma soprattutto bisogna trasferirsi con la mente a quei tempi in cui era semplicissimo cambiarsi nome e cognome senza tutta la burocrazia che esiste ai nostri giorni! Continua l’Autore che diventare Medico a quei tempi era una cosa difficilissima, bisognava sostenere degli esami rigorosi e severissimi per non confonderla con la magia…..
    Nessuno dei Medici che si sappia esercitò la professione di medico. Allora come si spiega il loro nome e il loro stemma? Racconta Bargellini che prima d’inurbarsi a Firenze, può darsi che qualcuno della famiglia si fosse fatto fama di “guaritore praticone” in gara con i ciarlatani che battevano la campagna.
    Inoltre le cosiddette palle altro non fossero che delle coppette rovescate succhiasangue, poi sempre più arrotondate fino a diventare le palle che noi conosciamo. Inutile dire che a quei tempi le sanguisughe, le coppette succhiasangue e altri metodi simili erano molto in voga nella medicina dell’epoca ed anzi era uno dei pochi rimedi, se non il principale per quarire qualsiasi tipo di malattia, compresa la famosa “gotta” che portò a morte il “magnifico” Lorenzo.
    Certo quello che ho scritto non è detto che sia la verità, ma avendo letto tutto quel bel libro di Bargellini e tante altre opere che parlano dei Medici personalmente lo vedo più adatto allo spirito della famiglia piuttosto che considerarli all’origine medici o speziali. Del resto non c’è niente di male ad avere avuto delle origini umili ed essere in seguito diventati GRANDI!!! Grazie famiglia Medici, senza di voi, a distanza di secoli, Fiorenza sarebbe stata molto più povera!

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