Sulla sommità della Torre d’Arnolfo si può notare una banderuola in bronzo dorato con la forma di un leone rampante che poggia su di una palla e che regge con le branche un’asta metallica che sostiene un giglio fiorentino.
La torre venne costruita intorno al 1310 da Arnolfo da Cambio che la “appoggiò” su di una torre già esistente nel palazzo, in origine della famiglia Foraboschi, per poi perfezionarla con quelle audacissime ed eleganti strutture sporgenti che la rendono unica nel suo genere.
La banderuola venne collocata sulla sommità solo successivamente, con lo scopo di far conoscere ai fiorentini la direzione del vento.
Quella che è attualmente situata sulla torre è solo una copia, mentre l’originale della banderuola è conservato al primo piano del palazzo e la si può ammirare di fronte all’ingresso del Salone dei Cinquecento. Il leone si erge in tutta la sua bellezza con i suoi due metri ed oltre di altezza, mentre l’intera struttura della banderuola, dalla palla al giglio, è alta circa quattro metri.
A questo proposito è nato da sempre un detto popolare che si è tramandato nei secoli a Firenze e che suona così: “quando il leone piscia in Arno, o piove o fa danno”, il che vuol dire che se il vento viene da nord, cioè da Fiesole, il leone si rivolge verso sud, cioè verso l’Arno, quindi farà brutto tempo.
Il concetto viene confermato da un altro detto fiorentino, più recente, secondo il quale “quando Fiesole ha il cappello, fiorentino prendi l’ombrello”.
Saggezze popolari.
(da “Il Canto dei Bischeri” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
Quando il leone piscia in Arno.
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