Tempo fa parlammo dei crostini di fegatini e affermai categoricamente che un ristorante fiorentino che non ha i crostini toscani nel menù è un finto ristorante toscano, ecco, la stessa cosa andrebbe detta per lo zuccotto fiorentino, quello vero però. Nella realtà i ristoranti che lo hanno presente nel menù sono prossimi allo zero ed è un vero peccato, ma si sa, molto più facile fare una panna cotta o servire un sorbettino preconfezionato.

Il suo inventore è Bernardo Buontalenti, strano no, lo stesso inventore del gelato e della cosi detta crema fiorentina. Gli fu commissionato, strano anche stavolta, dalla Regina di Francia Caterina de’ Medici per accogliere una delegazione spagnola di ambasciatori in Francia.

Il geniale Buontalenti sembra che usò un elmo di fanteria come contenitore per il dolce e all’epoca lo chiamò “L’elmo di Caterina” diventato poi zuccotto forse perche un’elmo contiene una zucca, cioè una testa o magari in gergo l’elmo stesso era chiamato zuccotto.

Il dolce è svincolato da una tradizione come la schiacciata alla fiorentina e quindi fattibile in qualsiasi momento, basta aver voglia di prepararlo e gustarlo. Nel corso del tempo ci sono state molte varianti ma sinceramente la versione originale è quella che mi attrae di più, sarà il colore vivo dell’alkermes e la presenza della bianca ricotta, ma preferisco questa versione a quello con spolverata superficiale con polvere di cioccolato o di zucchero a velo con chi sa quale liquore come bagna. Tutte le versioni successive derivano dalla riscoperta di questo dolce all’inizio del secolo scorso e ogni pasticciere ci ha voluto mettere del suo tanto che ritroviamo lo zuccotto anche come gelato. Lo zuccotto però non è un gelato, anche se si consuma dopo una lunga permanenza al freddo del frigorifero.

Veniamo alla ricetta, vi propongo quella con il doppio colore interno, forse non proprio l’originale che era tutto bianco, ma secondo me la più gustosa.

Ingredienti per il Pan di Spagna

  • 3 uova
  • 75 g di farina
  • 125 g di zucchero
  • 15 g di burro (in origine si usava l’olio)
  • vaniglia
  • ½ scorza di limone grattugiato
  • alkermes

Ingredienti per il ripieno

  • 250 g di panna fresca da montare
  • 30 g di cacao amaro
  • 150 g di zucchero a velo
  • 80 g di gocce di cioccolato
  • 80 g di canditi misti (cedro e arancia)
  • 600g di ricotta di pecora

Procedimento per il pan di spagna

Per fare il Pan di Spagna sciogliamo il burro e poi lasciamolo raffreddare. Nel frattempo montiamo per bene le uova con lo zucchero versando la farina poco alla volta, meglio setacciandola. Aggiungiamo il burro raffreddato la vaniglia e la scorza di limone grattugiata e amalgamiamo bene. Inforniamo il composto per 40 minuti a circa  180°C. Estratto dal forno lasciamolo raffreddare.

Procedimento per il ripieno

Si procede montando la panna con dello zucchero, un trucco valido è mettere panna e contenitore in frigo un mezza oretta prima di montarla. Si procede setacciando la ricotta che viene unita alla panna montata, con delicatezza per non smontare la panna. Suddividere il prodotto ottenuto in due, circa 65% e 35%, mantenendolo al fresco. Nella ciotola con il composto più abbondante aggiungete i canditi e le gocce di cioccolato, nell’altra ciotola aggiungete il cacao amaro setacciato.

Assemblaggio

Procuratevi un elmo da fanteria del 1400  🙂 o in alternativa uno stampo a semisfera di metallo, tagliate il pan di spagna a listarelle abbastanza larghe imbevetele di alkermes e foderate lo stampo. Riempite con il composto bianco e poi con quello scuro e chiudete il fondo con altro pan di spagna. Lo zuccotto va tenuto in frigo almeno 2 ore prima di servirlo.

Rovesciato su un piatto da portata tagliate e gustate magari con un brindisi al grande Buontalenti.
Jacopo Cioni
Lo zuccotto un dolce fiorentino nato dentro un elmo.

4 pensieri su “Lo zuccotto un dolce fiorentino nato dentro un elmo.

  • 5 aprile 2017 alle 18:47
    Permalink

    Grazie molto spiritoso!😁👍

    Rispondi
  • 4 aprile 2017 alle 10:24
    Permalink

    Grazie x la ricetta penso di farla….Ma in alternativa all’elmo Va bene anche un casco da moto? Grazie x la storia dello zuccotuo le trovo sempre interessanti!

    Rispondi
    • 4 aprile 2017 alle 12:17
      Permalink

      ahaahahah si certo, integrale, se no viene monco da un lato! Grazie Antonietta.
      Jak

      Rispondi

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