I franzosi, come al solito, tendono ad appropriarsi di ciò che non è loro, lo fanno con i quadretti, con i pezzi di mare, con le ricette ed adesso anche con le “ispirazioni”. La cosa non è sfuggita a Marco Ferri.

E’ sempre stato detto che il quadro l’Urlo di Munch sia stato ispirato al suo autore da una mummia conservata a Parigi presso il Museo dell’Uomo. Una mummia che assume una posizione rannicchiata a bocca aperta e con le mani di fianco al volto. Queste mani però non sono distese a contorno del volto, ma sono chiuse a pugno. Non solo, l’espressione del quadro di Munch esprime angoscia, un’angoscia mista a stupore e gridata con forza. La mummia parigina, osservandola con occhio critico, esprime invece dolore, sofferenza, ma non stupore, non angoscia.

Esiste un’altra mummia che se osservata bene sembra la copia esatta del sentimento espresso da Munch e questa mummia è a Firenze. Sappiamo per certo che Munch è stato più volte a Firenze e a Fiesole, è quindi possibile che sia questa mummia la vera ispirazione al suo capolavoro.

La mummia di cui parliamo è conservata presso il Museo di Antropomologia e Paleopatologia di Firenze. Questa mummia ha nell’espressione del viso l’esatta espressione realizzata da Munch. Le mani sono laterali e distese lungo il volto, non risultano appoggiate come non sono appoggiate al volto le mani nel famoso quadro. Diverso nella Mummia conservata al Museo dell’Uomo dove le mani chiuse a pugno si appoggiano alle guance. La testa è leggermente inclinata a sinistra (guardando) esattamente alla stessa maniera di quella del quadro e al contrario della mummia parigina che invece l’ha inclinata sulla destra (guardando).

Io vi ho inserisco le tre fotografie e lascio a voi decidere a quale delle due mummie si è ispirato Munch per il suo capolavoro “L’urlo”. A mio parere è sempre Fiorenza in pole position.

Munch ispirato a Firenze per generare il suo “urlo”.
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