Giuseppe Abbati Napoli 1836 Firenze 1868
Allievo del padre pittore, da giovane frequentò l’Accademia di Venezia fino al 1853. Tornato a Napoli si dedicò alla pittura di interni seguendo gli insegnamenti del padre e ottenendo un discreto successo.
Dopo  aver preso parte alla spedizione dei Mille, perdendo un occhio nella battaglia di Capua, si trasferì a Firenze nel 1861. Qui si avvicinò agli artisti del Caffé Michelangiolo condividendo la volontà di sperimentare nuove maniere formali. La ricerca dell’Abbati riguarda principalmente i problemi inerenti la pittura di paesaggi solitari e  la pittura di interni. Ottiene, infatti, una medaglia per la partecipazione alla Prima Esposizione Nazionale dove aveva presentato due opere: Interno di San Miniato e Interno di S.M.Novella.
Nel 1862 non si fa mancare la spedizione sull’Aspromonte. Al suo ritorno lavora con Silvestro Lega e Signorini . E’  spesso ospite di Martelli a Castigliocello e i suoi quadri hanno per tema alternativamente i dintorni fiorentini e le campagne di Castiglioncello.

Nel 1866 partecipa alla terza guerra d’Indipendenza e in seguito si ritira a vivere nella campagna livornese insofferente delle tendenze alla modernità dell’Italia di allora. In questo periodo lavora con Fattori e Borrani e si mpegna nella ricerca di nuovi cromatismi.
Una morte tragica e precoce interrompe il suo lavoro. Morirà a Firenze, in S.M.Nuova, in seguito al morso di un cane idrofobo, nel febbraio del 1868.
Interno della chiesa di San miniato
Stradina al Sole

     

Clara Virgili
Per chi abita in… via Giuseppe Abbati.

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