Nel settembre del 1893 in piazza della Repubblica vi erano degli operai impegnati in un lavoro di scavo. Durante questi scavi, emerse un locale sotterraneo piuttosto particolare. Si trattava, a detta degli esperti, di una struttura di origini romane, ma nessuno è riuscito a capire a quale funzione fosse adibita.

Il luogo non è più accessibile, ma si sa che si trovava sotto i portici, dove c’era il cinema Gambrinus, all’incrocio tra via del Campidoglio e via Brunelleschi.

Si trovava ad una profondità di circa quattro metri ed abbiamo a nostra disposizione soltanto le descrizioni fissate sui libri e la nostra fantasia per riuscire ad immaginarcelo. Si trattava di un vano rettangolare di circa dodici metri di lunghezza e due di larghezza; per due terzi era occupato da una scala che scendeva nel sottosuolo, fino a quattro metri e mezzo.

Alla fine dei gradini di pietra serena, si trovava acqua, che affiorava dal terreno da una falda acquifera sottostante. La prima cosa cui venne in mente di pensare, fu ad un pozzo pubblico, ma la struttura era di difficile realizzazione rispetto ai normali pozzi, più pratici ed economici da realizzare.

Si pensò ad una fonte che servisse le terme capitoline che sorgevano poco distante da lì, ma non si trovò nessun collegamento diretto con gli ambienti termali; inoltre, il fatto che la scala scendesse verso l’acqua rivolta in senso opposto rispetto ai bagni che la fonte avrebbe dovuto rifornire, fece scivolare nel nulla anche questa ipotesi.

Rimaneva da vagliare l’ipotesi di un bacino d’acqua che rivestisse una funzione di ordine simbolico, essendo tra le altre cose situato proprio nel cuore sacro della città, nel Foro, dietro il tempio di Giove.

Durante l’opera di scavo era venuto alla luce, pochi giorni prima della scoperta del bacino sotterraneo, un bassorilievo di marmo che si scoprì coincidere perfettamente con una superficie scolorita che risaltava sulla parete a destra della scala che declinava nell’acqua.

Il bassorilievo senza ombra di dubbio era appeso proprio in quel punto e questo rafforzava l’ipotesi del ruolo simbolico del pozzo. Attualmente questo bassorilievo si trova custodito nei depositi del Museo Archeologico, ed è un vero peccato che non sia visibile ai visitatori. Vi è raffigurato un uomo con la testa cinta di una corona di foglie e barbuto, che nella mano sinistra regge un’anfora da cui sgorga l’acqua, mentre nella mano destra tiene un ramo con foglie lunghe ed appuntite, uguali a quelle della corona.

Si potrebbe trattare di una divinità fluviale, forse Fons (dio delle fonti), figlio di Giano e della ninfa Giuturna, ma è verosimile che possa trattarsi del dio Arno, anche se non abbiamo riferimenti che ci conducano a pensare che al fiume fiorentino sia stata attribuita una legittimazione religiosa.

Qualunque sia l’identificazione della figura scolpita, questo bassorilievo attribuisce comunque all’acqua custodita nella cisterna sotto piazza della Repubblica una sacralità, ed una probabile venerazione popolare.

Gabriella Bazzani
Pozzo sacro nei sotterranei di piazza della Repubblica.
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2 pensieri su “Pozzo sacro nei sotterranei di piazza della Repubblica.

  • 6 marzo 2018 alle 17:57
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    Forse ai tempi nostri avrebbero approfondito le ricerche ma la foga di dover costruire la piazza con i portici, dopo aver distrutto il mercato vecchio era tanta che hanno coperto tutto e via!! Che peccato!!

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