Non tutti lo sanno ma per un certo periodo di tempo il Carducci si trasferì con la famiglia in Firenze. La causa non fu il lavoro, ma le idee politiche del padre che li costrinsero a trasferirsi più volte. Michele Carducci era infatti un cospiratore rivoluzionario e si ritrovava nei moti francesi del 1830 sognando si affermassero anche in Italia come era successo in molte altre nazioni europee. Fu costretto anche ad un paio d’anni di carcere per una sua lettera intercettata. La famiglia Carducci fu costretta a trasferirsi prima a Castagneto (oggi appunto Carducci), poi a Lajadico, ma anche qui le idee rivoluzionarie lo compromisero. L’unico modo per trovare personaggi affini e mescolarsi nella folla era trasferirsi nella grande città, Firenze appunto.

Il 28 aprile 1849 i Carducci giungono a Firenze. Dopo degli studi travagliati e incostanti di Giosuè, dovuti appunto agli spostamenti oltre che ad una mancanza di denaro, il giovane Carducci comincia a Frequentare l’Istituto degli Scolopi. L’abitazione della fomiglia è un modesto appartamento in via Romana, (oggi civico 133) dove è ricordata la sua presenza con una targa e un busto. Conobbe in Firenze anche la sua futura moglie Elvira Menicucci, figlia del sarto Francesco Menicucci.

Nel 1851 la famiglia si trasferì nuovamente alle pendici del Monte Amiata, ma Giosuè rimase a Firenze per proseguire i suoi studi. Questo gli permise di frequentare Elvira più assiduamente e di scrivere dei versi per la sua diletta.

“E se ‘l tempo e i suoi corrucci a’ miei canti piegherà Oh! l’Elvira di Carducci forse no, che non morrà.”

Nonostante la sua produzione, sempre definita precoce e abbondante, non aveva mai pubblicato, ci riuscì in maniera anonima grazie ad uno stampatore presente in una via vicina a via Romana , certo Emilio Torelli; riuscì a far comparire in forma anonima un sonetto arcadico.

Anche Giosuè Carducci lascio definitivamente Firenze nel 1852 raggiungendo la famiglia a Celle sul Rigo.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Quando il Carducci viveva a Firenze.
Tag:             

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.