Forse voi, dai quarantenni ai sessantenni, non ve la ricordate, ma probabilmente vi ha messo al mondo. Forse i vostri genitori se la ricordano meglio. Parlo della Fernandona, al secolo Fernanda Scardigli, l’ostetrica di villa San Giuseppe, una clinica ormai scomparsa che era sita nel viale Lavagnini e che aveva un ottimo reparto maternità.

La Fernandona aveva questo soprannome non certo per la sua figura esile, era una donnona corpulenta e alta ma con due gambe secche ed ad X, sproporzionate rispetto al corpo. Una bocca con il rossetto bello rosso e che disegnava una cuoricino. Un vocione alto e squillante che l’annunciava ogni volta che arrivava, ma due mani che erano piume quando maneggiavano i bambini, li faceva danzare dal grembo materno al bagnetto per poi vestirli con immenso amore.

La Fernandona nasce e cresce presso le case di San Salvi e molti la ricordano a sedere nel cortile con i libri di ostetricia in mano mentre affamata grida alla madre di buttargli qualcosa da mangiare e la madre non si faceva pregare e gli lanciava quarti di pollo. La sua immagine di lei a sedere con il pollo in una mano e i libri nell’altra è ancora vivida  in chi viveva nelle case dello stesso cortile. Una passione la sua, quella di far nascere i bimbi, una passione a cui dedicava molto tempo impegnandosi a fondo nello studio.

Lo confesso, questo articolo è un omaggio, anche io sono nato con la Fernandona ed anche la Francesca che mi sta raccontando alcuni aneddoti, addirittura la sua prima figlia è nata con la Fernandona. Ne ha fatti nascere tanti a Firenze ed è giusto che gli si dedichi due righe.

Difficile ricostruire la sua Carriera, di sicuro villa San Giuseppe era il suo regno e il suo motto quando arrivava era gridare “Biodoppe e spazzola“, in realtà il nome del bagno schiuma era Bio-dop, ma lei era fiorentina e storpiava come tutti i buoni fiorentini. Insieme al bagno schiuma e la spazzola per lavare i bambini usava anche kilate di borotalco neutro Roberts.

Di aneddoti sulla Fernandona ce ne sono tanti, come quella volta che prese a cazzotti una partoriente perchè non voleva aprire le gambe. “La ci stava per far morire il bambino, e io borda cazzotti nei fianchi, e le aprì quelle gambe sai!” In pratica la partoriente per il dolore teneva le gambe strette e la Fernandona la prese a cazzotti sui fianchi per fargliele aprire. Cose che se succedessero oggi finirebbero sul giornale, ma all’epoca e con la Fernandona era vita vissuta.

Un’altra volta fu chiamata per un parto mentre era sotto la doccia e per asciugarsi i capelli aprì tutti i finestrini della macchina tanto che i capelli si asciugarono ma come un pagliaio informe. Quando il medico la vide gli disse: “Oh lei, come è conciata?” e la Fernandona di tutta risposta gli disse: “Bellino lei, la un se visto come la sta!“.

Era davvero un tipo scanzonato, diverse persone la ricordano anche dopo che era andata in pensione mentre continuava la sua missione a giro ad aiutare le mamme; arrivava con la sua Y10 blu con i finestrini spalancati e la musica a tutto volume, lasciava la macchina sempre tutta aperta dicendo:”Chi voi se la rubi! … e se la rubano almeno non la rompano e la ritrovo intera“.

Gran fiorentina la Fernandona, spontanea e dolce, sfrontata e arguta, ma soprattutto una gran levatrice e come ha messo al mondo me forse l’ha fatto anche con te e quindi giù il cappello!

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Quanti ne ha fatti nascere a Firenze la Fernandona?

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