(NdR) Racconto scritto da Cesare Umberto Lavia. Non posso dire niente, neanche mettere una foto o rovino il pathos, ed anche il logos, della storia. Opterò per mettere una generica foto di Firenze. Buona lettura!

Freddo.

-Ma non fa un po’ troppo freddo per uscire stasera?

-Ma dai, che ci divertiremo, e poi non senti questa leggerezza.

-Io veramente sento un vuoto dentro e poi siamo solo io e te, mi avevi detto che saremmo stati chissà quanti, ma perché proprio stasera, non potevi scegliere una serata meno buia.

– oooh quanto sei noiosa! basta lamentarti! se non vuoi venire vai da qualche altra parte, basta che la finisci di rompere, ma ti assicuro che questa sera saremo talmente tanti che sarà una serata che in pochi dimenticheranno.

-Vengo.

Vento.

-Effettivamente è una bella sensazione questo vento addosso e poi questa leggerezza…mi sa che avevi ragione…e si siamo anche in tanti.

– Scusa, ma ci stiamo tutti quanti? Io credo che siamo in troppi.

– E dai ricominci di nuovo?

– Ma, secondo me non ti sei resa conto di quanti siamo.

– Sei tu che ancora non ti rendi conto della serata…sarà indimenticabile.

– Ti ripeto: tutti quanti non ci stiamo non vedi che siamo troppi.

– Siamo tutti d’accordo ad andare oltre gli spazi che di soliti ci concedono.

– Coooomeeee… voi site tutti fuori di testa.

– Siiiii saremo di fuori.

– Continuo a pensare che non siete normali… ma avete idea di cosa state facendo?, fermiamoci possiamo trovare un altro posto dove andare, con spazi più larghi, qui siamo a Firenze le strade sono strette, appena scendiamo dai lungarni entriamo subito nel centro storico, rischiamo di combinare…oddio non ci voglio pensare…voglio tornare indietro…

– Ormai non puoi più.

– Ma almeno fermiamoci qui sui lungarni…guarda quanto spazio c’è…ma mi ascolti?

– Vuoi provarci tu a dirlo a gli altri di fermarsi?, lo vedi quanti sono?

– Lo vedo quanti siamo e per questo che sono ansiosa e preoccupata…siamo già sul lungarno Cellini…fermiamoci qui evitiamo di andare oltre, mi hanno detto che in via dei Benci abbiamo fatto dei danni, qualcuno ha fatto saltare dei pozzetti, sbattendoli di qua e di là, ma lo capite che più sotto c’è piazza Santa Croce… se arriviamo la avete idea di quello potrà accadere?

– Certo che lo so è per questo che siamo qui…dobbiamo rompere spaccare tutto …e quando ci capita una cose del genere.

– Fermati, fermati, fermaaaatiii… ascolta… guarda, guarda, una volta… un poco più in la… una volta c’èrano i mulini…

– Tu non sei normale in notte così tu mi parli di mulini…ma dai…ma li vedi quelli…eh li vedi?… hanno appena detto che si sono divertiti un mondo con un crocefisso che hanno preso in una chiesa.

– Comeeee? ma…ma, vi rendete conto?…no, no non è possibile il crocefisso di Cimabue, la chiesa di Santa Croce…ma li ci sono sepolti tante persone illustre…che avete combinato…che avete combinato.

– Lo senti cosa gridano quelli dall’altra parte? Ascolta.

– Ascolto.

– Rabbrividisco.

– Gridano libri…libri …libri…no..no..la biblioteca no..no

– Ma perché anche le auto?…non conoscete i proprietari, non sapete se hanno fatto sacrifici per comprarle, non sapete se servono per andare a lavorare.. perché?…perché?.

-Gli uffizi…anche li…ma vi rendete conto?…ci sono delle cose…che…fermiiiiiiiiii…sono delle opere che il mondo ci invidia…

– Hai sentito questo rumore.. lo hai sentito…

– Si, ma non ho capito… che avete combinato…che avete fatto…

– Siamo entrati nel battisteroooooo e vaiiii…e quel rumore…lo abbiamo aperto così forte…così forte…che abbiamo fatto saltare le formelle….

– Le formelle del Ghiberti?.

– Siiiiiiiiii.

– Le formelle della porta del paradiso?.

– Siiiiiiiiiii.

– Ascoltate…sentite…vedete quel ponte? Quello è ponte vecchio…se continuate così distruggerete i negozi…ci sono gioielli,…cose di valore…

– e allora?.

– Fermi…fermi…sapete una volta non era cosi…al posto di questi negozi c’erano dei negozi di alimentari…carne…pesce…ma siccome facevano molto puzzo…per questo li hanno spostati in periferia…

– Meglio, così adesso ci prendiamo tutto quest’oro…

– e vai con le lenzuole alle finestre…siiiiii…ci sono tanti lenzuoli…li vedi?… sai che significa?…

– No

– E allora caro mio professoressa…tanto saputella… te lo dico io…ogni lenzuolo indica che in quella casa c’è qualcuno che ha bisogno di aiuto…i fiorentini hanno questa usanza…guarda quanti lenzuoli bianchi alle finestre, sono tanti…

– E lo dici come se fosse una bella cosa…quasi con orgoglio.

– ma lo vuoi capire che siamo qui per questo…distruggere, fare del maleeeee.

– Lo senti questo odore…

– Certo che lo sento…è la nafta abbiamo fatto saltare delle condotte…così si sparge per la città…e la gente si spaventa di più…terroreeeee….guarda …guarda …la gente con i fazzoletti sul naso…non riescono nemmeno a respirare… tanto è forte il puzzo…siiiiii e cara mia una serata così non la dimenticheranno tanto facilmente e poi… non ci possiamo fermare.

– Perché

– ieri abbiamo fatto un sopralluogo alla chiesa di San Remigio…nel chiostro…ci hanno detto che c’è una targa…che indica…il 1844… e che pensavano i fiorentini? che noi saremmo stati da meno?…aaaaavantiiiii, che si ricorderanno di noiiii….e poi senti… senti… lo sai che siamo arrivati anche in via delle pinzochere…che bello la casa del sindaco… e che pensava il Piero che casa sua era intoccabile…Sindaco anche tu ti ricorderai di noi…

– Il carcere…al carcere le porte sono chiuse moriranno tutti…hanno commesso degli errori…ma sono degli essere umani…

– Ma stai zitta…non vedi che alcuni sono scappati…sono evasi, gli abbiamo fatto un favore.

– Si! e quelli…quelli non sono carcerati?…lo vedi che stanno facendo?

– Che cosa?

– stanno facendo una catena umana per salvare i figli di un ispettore… per portarli ai piani più alti…stanno rischiando di morire…per salvare dei bambini…potevano scappare…quelli …quelli hanno più cuore e sentimenti di voi.

– La nazione…la nazione, l’abbiamo presa è nostra…

– Ma è stata inaugurata qualche mese fa…è nuova…perché…

– E noi la rimettiamo ancora più a nuovo…daiiiiii, continuiamo cosi…

– Mota…mota…mota, la chiamano così i fiorentini…e domai ne avranno tanta…molto

– che cosa è la mota?

– cara mia professoressa…anche tu non sai…ma non ti preoccupare lo capirai…

– e poi dobbiamo battere tutti record…altro che… 1333…1547… 1557…. 1589… 1740… 1758… 1844. saremo noi i più alti…abbiamo deciso così…abbiamo deciso così… in via dei neri…in via dei neri…quasi cinque…dico quasi cinque metriiiiiiiiiiiii…siamo i primiiiiii.

– Almeno in quella via non andate…vi prego…vi prego..

– Quale via?

– Via delle casine…li no… vi scongiuro…vi prego…

– Li vuoi fermare tu? Provaci…fammi vedere come fai… li vedi quanti sono e come vanno veloci… provaci, mettiti d’avanti…dai forza…siamo in tanti e tu non puoi fare niente…rassegnati.. e poi perché non dobbiamo andare in via delle casine?

– Bestie… siete delle bestie, li ci abita Elide…non potrà scappare… è su una sedia a rotelle…abbiate pietà.. di una donna…

– Ti preoccupi della sola Elide?…abbiamo stabilito che porteremo via con noi diciassette persone.. solo a Firenze.. solooooo a Firenzeeeeeeee…

– Fiorentini…vorrei dire carissimi fiorentini…ma …ma …e a voi familiari di Elide… credetemi, ci ho provati in tutti i modi,…a fermarli,… ma non ci sono riuscito…ma io sono solo una goccia…e loro erano in tanti…molti…troppi…erano L’ARNO…se potete perdonatemi.

Buio.

Cesare Umberto Lavia
UN ALTRO PUNTO DI VISTA.

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