Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

L’odio di Corso Donati per i Cerchi

Corso odiava con tutto sé stesso i Cerchi, trovandoli di modi rozzi che urtavano la sua origine nobile, ma ne invidiava il potere economico. La sua prima moglie proveniva dalla famiglia Cerchi, della quale si ignora il nome, si suppone fosse una zia di Vieri. Quando morì, tutti sospettarono che l’avesse fatta avvelenare, mentre si trovava a Treviso a svolgere l’ufficio di Podestà, per poter sposare Tessa di Ubertino Caponsacchi suo sodale, e di essersi appropriato della cospicua dote matrimoniale contro il volere dei di lei parenti Cerchi e Ubertini. Il cronista Giovanni Villani, dice che la reciproca antipatia delle due famiglie, fosse nata per problemi di confine dei loro possedimenti di campagna. Corso, era nemico giurato di Vieri de Cerchi, vecchio e gottoso, chiamandolo con astio “l’asino di porta”. Tutte le mattine soleva chiedere ai servitori “ha ragliato l’asino di porta?”.

Ad un mortorio in casa Frescobaldi al quale parteciparono i rappresentanti delle due famiglie e i loro consorti finì in rissa. Due anni dopo alcuni Pazzi insieme ai Cerchi, di ritorno dai loro possedimenti di Nipozzano, si scontrarono per l’ennesima volta con i Donati. Da questa zuffa ci furono quattro morti fra i Cerchi, uccisi mentre erano incarcerati per scontare la pena loro inflitta. Di queste morti misteriose fu data la colpa ad un migliaccio di porco avvelenato che era dato loro da mangiare. Nel maggio 1299 a Corso, venne inflitto un esilio per i tumulti scoppiati, da lui sobillati in città e una multa di mille libbre mai pagata. Nel Calendimaggio del 1330, ci furono ancora scontri fra i sostenitori delle due famiglie. Questo tumulto risultò accanito, generato dai Cerchi spintonati dagli avversari a cavallo, mentre assistevano in piazza Santa Trinita, a dei balletti di Giovani Maggianti. Marchionne di Coppo Stefani, cronista, ci fa sapere che ne fece l’anziano Ricoverino dei Cerchi, che ebbe il naso tagliato.

Alberto Chiarugi
Famiglia Cerchi di Firenze 4° parte
Tag:                         

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.