Prima parte

Questa antica e nobile famiglia fiorentina, un tempo era una delle più ricche e potenti di Firenze di parte Guelfa, contrariamente alla omonima famiglia originaria del Valdarno aretino di fede ghibellina, cacciata da Firenze al tempo della guerra cittadina fra Guelfi e Ghibellini. Non erano appartenenti allo stesso ceppo familiare ma consanguinei dei Donati e degli Uberti e residenti nel Sesto di Por San Piero. I Pazzi di Firenze erano originari della città di Fiesole. La storia familiare e la gloria è legata alla leggenda di Pazzo o Pazzino di Ranieri de Pazzi nato forse a Firenze nel 1050 e morto 1113. La leggenda racconta che Pazzino partecipò con altri cavalieri fiorentini alla prima Crociata del 1096/1099 invocata dal Pontefice Urbano II Ottone de Lagery, durante il Concilio di Clermont, per liberare la Terra Santa dai Musulmani, colpevoli di assalire, depredare e uccidere i pellegrini che andavano a pregare al Santo Sepolcro. Il contingente fiorentino di aggregò all’esercito dei crociati al comando Duca Goffredo di Buglione Godefroy de Buillon Duca della Bassa Lorena, prendendo parte all’assedio e alla conquista di Gerusalemme.

La leggenda continua dicendo che Pazzino fu il primo dei crociati a scalare le mura della città Santa e a piantare la bandiera dei cristiani. L’eroico fiorentino fu seguito dagli altri soldati, e dopo un lungo accanito combattimento venne conquistata la città. Goffredo di Buglione per premiare il coraggio del cavaliere fiorentino, gli donò tre scaglie delle pietre del Santo Sepolcro. Rientrò a Firenze dove venne accolto con tutti gli onori, e per ricordare l’impresa del loro congiunto, i Pazzi istituirono in quel tempo, la cerimonia laico – religiosa consistente allora, nel distribuire al popolo, il fuoco benedetto scaturito dallo sfregamento delle pietre, acceso nella Cattedrale di Santa Reparata. Questa cerimonia si svolge ancora oggi. La sera del sabato Santo sul sagrato di Santa Maria del Fiore viene acceso un braciere di legno. Mentre la domenica di Pasqua, viene acceso con le scintille scaturite dalle antiche pietre, il fuoco che incendia la colombina volante fino al carro detto il Brindellone, per innescare le cariche dei mortaretti festeggianti la resurrezione di Cristo.

Alberto Chiarugi
Famiglia Pazzi di Firenze, prima parte
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2 pensieri su “Famiglia Pazzi di Firenze, prima parte

  • 12 Gennaio 2026 alle 16:11
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    La famiglia Pazzi di Firenze, con l’ausilio del Pontefice Sisto IV, in rotta con i Medici per essere non eletto all’Ufficio dei dodici, per essere insolvente al fisco, non eleggibile per morosità. Questa rivelazione e la sua ricchezza enorme rilevata dal catasto cittadino, faceva parte dei cittadini più ricchi per essere tassati con una cifra che andava dai 50 ai cento fiorini. Questa notizia e altri attriti con Lorenzo de Medici, ordì la congiura per uccidere il Magnifico e suo fratello Giuliano. La congiura fu organizzata dal nipote Francesco, che si affidò a due preti e un sicario, per compiere l’omicidio dei due fratelli. La congiura falli. Giuliano fu ucciso, mentre Lorenzo si salvò. Jacopo corse per la città a cavallo urlando Popolo e libertà! cecando di attirare il popolo dalla sua parte. Ma venne catturato e ucciso. I pochi Pazzi che si salvarono ci fu la sorella del Magnifico, Nannina, benché avesse sposato uno dei Pazzi. dimostrata la sua innocenza venne esiliata. Vennero confiscati tutti i beni appartenenti a loro. Case, palazzi e magazzini, infliggendo la dannata memoria. Venne eliminata la festa dell’accensione del fuoco sacro, riammessa molti anni dopo gestita dal Comune.

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  • 12 Gennaio 2026 alle 11:51
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    Ma nella persecuzione dei Pazzi a seguito dell’omicidio di Giuliano dei Medici, fu annientato anche questo ramo? Grazie!

    Rispondi

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