Come sappiamo dalla storia, e dagli articoli di Riccardo Massaro pubblicati sulla nostra rivista, fu Francesco Nori, banchiere fiorentino e stretto collaboratore di Lorenzo de’ Medici, a salvargli la vita durante la congiura dei Pazzi.

Il 26 aprile 1478 all’interno della Cattedrale di Santa Maria del Fiore si attuò il celebre attentato noto come “La Congiura dei Pazzi“. Fu da alcuni membri della famiglia Pazzi, e da vari sostenitori, per uccidere i due fratelli Medici e rovesciare il potere a Firenze. Durante la messa domenicale Giuliano de’ Medici fu assassinato, mentre Lorenzo riuscì a salvarsi grazie all’intervento di Francesco Nori.

Nel momento cruciale dell’attacco Nori si frappose tra il sicario Bernardo Bandini e il destinatario del fendente, ricevendo al su posto i colpi mortali. Questo intervento dette la possibilità a Lorenzo di fuggire e rifugiarsi nella sagrestia della cattedrale, mettendosi così in salvo. Nori rimase sul pavimento morente, ma determinò un cambio  degli eventi contribuendo alla sopravvivenza fisica di Lorenzo, e quindi alla sopravvivenza politica della famiglia Medici a Firenze.

Lorenzo il Magnifico, colpito dal gesto dell’amico e collaboratore cosi fedele volle onorare la sua memoria. Come il gesto del Nori era stato cosi eclatante altrettanto eclatante doveva essere il gesto di Lorenzo. Non solo, ma doveva essere anche un messaggio a peritura memoria.

La decisione che scaturì dalla mente di Lorenzo fu davvero incredibile, ordinò la sepoltura di Francesco Nori nel luogo che simbolicamente avrebbe non solo onorato l’amico, ma umiliato il nemico. Francesco fu inumato nella Cappella dei Pazzi all’interno della Basilica di Santa Croce.

Non solo, Lorenzo ordinò il monumento funebre ad un grande artista, Antonio del Pollaiolo, rinomato scultore ed orafo in Firenze. Sul monumento fu realizzata un’iscrizione che inneggia all’eroismo di Francesco.

Questa scelta cosi incredibile, la cappella di coloro che ordirono e portarono a compimento la congiura, fu una scelta politica carica di significato, ed esaltò, oltre il Nori, lo stesso Lorenzo. Il significato simbolico del luogo fu rovesciato e la cappella gentilizia realizzata per la gloria dei Pazzi divenne un monumento alla fedeltà ai Medici.

Il sacrificio di Francesco Nori e l’idea di Lorenzo divennero peritura memoria, in termini politici, ed innalzarono il potere di Lorenzo marcando in maniera indelebile, nei secoli, la vittoria dei Medici sulla famiglia che aveva osato sfidare il Magnifico.

Jacopo Cioni Gran Cerusico
Francesco Nori: Perché è stato sepolto nella Cappella dei Pazzi?
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Un pensiero su “Francesco Nori: Perché è stato sepolto nella Cappella dei Pazzi?

  • 6 Settembre 2025 alle 16:49
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    Onore e gloria allergens, Francesco Neri.🙏👌🇮🇹

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