La Congiura: Parte 1 Introduzione
La Congiura: Parte 2 Sforza, Riario e Medici
La Congiura: Parte 3 Stefano Porcari e la terza poco conosciuta congiura
La Congiura: Parte 4 I Medici e i Pazzi
L’ascesa e le difficoltà di Lorenzo de Medici nell’intricata situazione politica del suo tempo
Dopo la congiura. Conseguenze, punizioni e condanne. La fine dei Pazzi.
Dopo la congiura, ancora ritorsioni
La giustizia, la condanna, il supplizio. La marcia della morte
Le figure predominanti della congiura
La congiura per eliminare Giuliano e Lorenzo venne ordita da tre figure ben distinte: un banchiere, quello che sarebbe dovuto diventare un Principe e un Arcivescovo. Coinvolse anche Papa Sisto IV, il Re di Napoli e il Duca di Urbino. Ma anche altre figure secondarie prenderanno parte al complotto: un soldato, un banchiere, un umanista, dei preti, due vescovi, un cardinale, un uomo d’affari, dei capitani di ventura e dei mercenari.
Saranno coinvolti anche degli innocenti tra cui parenti, amici, servi dei cospiratori spesso ignari del complotto.
Giovanni Battista Conte di Montesecco era un soldato di professione e fu uno dei coinvolti nella congiura. Abile capitano di ventura al soldo del Papa, ammise subito nella sua confessione di aver saputo del complotto quando addirittura era ancora a Roma. Dunque il Papa era al corrente del piano, tanto che Montesecco dovette giurare di mantenere il segreto davanti a Francesco de Pazzi.
Francesco Salviati era nato in una delle famiglie più in vista di Firenze, fece carriera nella chiesa grazie all’amicizia casualmente nata a Roma con Francesco della Rovere poi divenuto Sisto IV e i suoi nipoti Girolamo e Pietro Riario. Alla morte di Pietro il Cardinale di Pisa, il Salviati avrebbe dovuto prendere il suo posto, ma come sappiamo Lorenzo si oppose proponendo invece Rinaldo Orsini suo cognato.
Sisto V elesse però il Salviati con l’appoggio di Girolamo Riario, formando così una coalizione anti medicea alla quale non aderì però Jacopo de Pazzi, noto banchiere nonché esperto giocatore d’azzardo, che seppur non amava i Medici, da esperto giocatore qual’era non volle rischiare di entrare in una cosa così grande e pericolosa.
I tre principali complottisti pensavano a lui come ad un esponente centrale, perfetto per sostituire i Medici dopo la loro eliminazione. Montesecco fu mandato appositamente a Firenze dal Papa, proprio per convincerlo ad aderire all’ azione. Anche lui voleva un cambio di potere a Firenze ma senza che vi fossero uccisioni… un desiderio difficile da realizzare.
Prima di divenire Papa Sisto IV, Francesco Della Rovere fu un uomo pio e saggio particolarmente dedito alla povertà. Ma, una volta eletto, si trasformò in un nepotista ed un politico senza scrupoli pronto ad intrighi e sotterfugi pur di ottenere sempre più potere e nuove terre da annettere al papato.
Secondo Montesecco però, il Papa sarebbe stato manipolato dai congiurati. Anzi, secondo la sua testimonianza, dopo l’eliminazione dei Medici, i congiurati avrebbero saputo come tenerlo a bada. Forse il conte Girolamo Riario, Francesco Pazzi e Jacopo (ancora incerto) e l’Arcivescovo Salviati non avevano capito quanto invece Sisto IV fosse cambiato dopo la sua nomina e quanto fosse imprevedibile, determinato e pericoloso. Questo evidenzia la loro leggerezza e la superficialità con cui organizzarono la rivolta e che le responsabilità della fallita congiura debbano in buona parte essere attribuite a loro.
Il Papa si era mosso immediatamente dopo la sua elezione per crearsi un suo entourage fedele e fidato, aveva infatti acquistato a Roma diverse case per sistemare i suoi parenti, facendoli confluire tutti nella capitale, anche quelli imparentati con lui alla lontana. Tutto ciò al fine di creare un muro di protezione clientelare intorno a lui.
In questa spasmodica bramosia di potere, vedeva nella sua espansione i Medici come un grosso ostacolo, soprattutto se voleva acquisire i territori toscani o limitrofi. Nella confessione del Conte, il Re di Napoli e il Duca di Urbino non vengono però mai nominati esplicitamente. Il Duca era legato da un matrimonio di una delle sue figlie con uno dei nipoti del Papa e gli aveva giurato fedeltà. Inoltre seppur non esplicitamente rivaleggiava con i Medici.
Giovan Francesco da Tolentino e Lorenzo Giustini i due capitani con i loro mercenari al soldo di Sisto IV e del Conte Riario, erano pronti a prendere possesso della città.


