Le Consorterie o Società delle torri a Firenze

1° parte

2° parte

Gli obblighi e i diritti dei Consorti erano messi per scritto con i patti che tutti dovevano rispettare, spesso decidevano il loro comportamento tenuto in particolari eventi politici. I Consorti si riunivano nelle loro case torri, erette per mancanza di spazio dove costruire una casa o un palazzo. La popolazione residente in Firenze nel 1100 era di 30.000 abitanti, obbligando i costruttori ad andare per altezza.

Nel dodicesimo secolo si diffusero le Società delle Torri formate da famiglie nobili. Gli episodi di violenza fra famiglie rivali erano all’ordine del giorno. Nel caso di assalto di una Consorteria rivale, i componenti della Consorteria assalita, riparavano nelle loro torri vicino a quelle dei loro alleati. Le torri sotto attacco, si univano fra loro, tramite ponti levatoi mobili sostenuti da pali, sui quali venivano appoggiati inserendoli e togliendoli nelle buche pontate, diventando un castello inespugnabile.

Quegli edifici avevano la porta d’ingresso alla altezza del primo piano, vi accedevano con una scala che, all’occorrenza, veniva ritirata isolandole completamente. Dopo l’omicidio di Buondelmonte dei Buondelmonti le consorterie e i cittadini tutti si divisero in due fazioni, che si scontrarono violentemente per più di un secolo.

I Guelfi parteggianti per il Papa e Ottone IV aspirante a diventare Imperatore e Ghibellini sostenitori dell’Imperatore Federico II Hoenstaufen di Svevia. Cacciaguida nella Commedia dantesca si rivolge direttamente a Buondelmonte, accusandolo di essere la causa di quello che era successo: “O Buondelmonte, quanto mal fuggisti/ le nozze sue per li altrui conforti!  Molti sarebbero lieti, che son tristi/se Dio t’avesse conceduto ad Ema, la prima volta c’ha città venisti.”

Da questo episodio di sangue, si fa risalire la divisione delle famiglie nobili e i fiorentini, in due fazioni. Da una parte i Ghibellini con Oddo Arrighi dei Fifanti, Lambertuccio Amidei, Uberti, Gangalandi e Lamberti, dall’altra i Guelfi con i Buondelmonti, Infangati, Acciaioli.

Alberto Chiarugi
Le Consorterie o Società delle torri a Firenze: 2° parte
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2 pensieri su “Le Consorterie o Società delle torri a Firenze: 2° parte

  • 15 Settembre 2025 alle 22:51
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    E’ possibile che una città come la Firenze dell’epoca fra il 1100 e il 1300 circa fosse così indietro culturalmente e che per un solo omicidio furono uccise migliaia e migliaia di persone? Questa guerra fra guelfi e ghibellini è andata avanti sicuramente per più di cento anni e questo non fa onore per niente a Firenze. Se poi penso a Dante Alighieri esiliato per la stessa diatriba ed essere stato costretto ad andarsene, ritengo che i fiorentini erano sicuramente degli sciocchi.
    Come si poteva fare per far finire quella stupida guerra? Non era facile per niente: occorreva denaro, amicizie altolocate, un certo consenso da parte di persone importanti e soprattutto influenti.
    Il singolo cittadino, secondo me, non poteva far niente.
    C’erano soltanto delle persone, a mio avviso, che avrebbero pouto far finire alla svelta questa stupida guerra: i Medici.
    Ma ai Medici non gli importava proprio niente della fine di questa guerra: loro pensavano a far soldi con le banche, a stringere amicizie per i propri profitti, e , a pensarci bene, a godere anche dei beni degli esiiati.
    Per cui sciocchi o no questa è la storia di Firenze e se si pensa alla politica di allora non ci si fa poi una bella figura! E oggi ….?

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  • 14 Settembre 2025 alle 1:25
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    Molto interessante e spassoso, a me le case torri mi affascinano. Grazie

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