Cosimo il vecchio

Quando Cosimo il Vecchio nell’anno 1434, rientrò dall’esilio dorato di Venezia, dove lo avevano mandato i suoi accaniti nemici (Strozzi e Albizi), decise che era giunto il momento di farsi costruire un palazzo rappresentante la sua ricchezza e la sua posizione di Signore di Firenze. Chiamò il più famoso architetto sulla piazza, Filippo di Ser Brunellesco Lapi e lo incaricò di progettare una nuova dimora per sé e la sua famiglia. Vedendo poi il disegno del palazzo, lo considerò troppo sfarzoso, e decise di affidare la costruzione ad un altro architetto. Michelozzo Michelozzi, il quale eresse un palazzo bello, grande, ma anonimo.

Filippo Strozzi, mosso dalla gelosia verso Cosimo il Vecchio, e dimostrare di non essere secondo a nessuno in quanto a ricchezza. La sua ossessione era quella di schiacciare e umiliare il suo nemico, dal quale era stato esiliato quando era salito al potere. Rientrato ricco e famoso, volle costruirsi un palazzo più bello di quello del suo rivale. Pertanto acquistò e demolì case di altri Strozzi, Ardinghelli, Rucellai, Popoleschi e Tornaquinci, ed una torre dei Conti Guidi di Poppi, per erigere al loro posto la sua nuova dimora, fino allora mai vista per la grandezza, lo sfarzo e l’enorme spesa.

Filippo Strozzi

Per modificare la piazza dove sarebbe dovuta nascere la nuova costruzione, dovette intervenire Lorenzo il Magnifico, concedendoli la via libera alla costruzione, con l’impegno di iniziare i lavori alla stipula dell’atto notarile, e di portarla a termine senza interruzioni, nel più breve tempo. I lavori vennero affidati a Giuliano da Sangallo nel 1489, con molto denaro a disposizione e la raccomandazione di non lasciare niente al caso. Purtroppo con la morte di Filippo Strozzi nel 1491, i suoi eredi con enorme difficoltà proseguirono la costruzione per la dispendiosità dei lavori. Solamente nell’anno 1507, poterono abitare il piano terreno. Dopo varie vicissitudini dovute a difficoltà economiche, grazie alle ricchezze di Filippo Strozzi il giovane, i lavori vennero portati a termine da Benedetto da Maiano nell’anno 1538.

Luca Pitti

Narra una leggenda, che per la città girava una voce. Filippo Strozzi il vecchio, aveva dato fondo ai suoi averi nella costruzione del suo nuovo palazzo, ed era in difficoltà economiche. Per dimostrare di essere ancora ricco, e far tacere la maldicenza, decise di dare un pranzo nel cortile della sua dimora, e di far sedere su sacchi di fiorini d’oro i suoi detrattori. Luca Pitti invitato al banchetto, offeso per essersi dovuto accomodare su sacchi di monete d’oro, si alzò per andarsene proferendo queste parole: Farò erigere un palazzo tanto grande, che dalle sue porte ci passerà il palazzo Medici, e con un cortile da poter contenere quello dello Strozzi.

Giorgio Vasari narra che, per la costruzione del palazzo Luca Pitti, si sia rivolto al Brunelleschi scegliendo il progetto scartato da Cosimo, perché considerato troppo sfarzoso. In realtà l’architetto a cui si rivolse fu Luca Fancelli allievo di Filippo Brunelleschi morto dodici anni prima. I lavori iniziarono all’incirca nel 1440, e quasi subito interrotti per le avverse vicende politiche e le enormi spese sostenute dal Pitti. La famiglia mai si riprese economicamente, lasciandolo incompleto pur abitandoci, finché Bonaccorso Pitti negli anni 1549/50 vendette il palazzo ad Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I° de Medici. Vincitore di questa infinita sfida fra alcune delle più ricche famiglie di Firenze.

Alberto Chiarugi
Lotte e ripicche fra le famiglie magnatizie di Firenze
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