Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Il Cardinale Latino Malabranca nel 1279, fu incaricato dal Papa Niccolò III Giovanni Gaetano Orsini, di pacificare la Romagna e Firenze. Ordinò ai fiorentini di non perseguitare i Ghibellini, fino all’arrivo del Cardinale. Il 18 febbraio del 1280 il Cardinale celebrò solennemente fra le due parti in lotta, facendo baciare i maggiori rappresentanti delle fazioni. I rappresentanti più in vista della famiglia: Cione di Messer Truffo Fifanti, Bogolino e Perino Bogolesi (ramo della famiglia Fifanti) con altri consorti furono esclusi dal ritornare in Patria, rimanendo esiliati fino a quando il Papa non si fosse convinto del loro sincero desiderio di pace. I Fifanti, gli Uberti, i Lamberti, gli Scolari, i Bogolesi non dovevano rientrare in città fin quando il Capitano del Popolo e il Podestà non avessero una forza militare sufficiente per mantenere l’ordine pubblico. Vennero inoltre esclusi dalle cariche pubbliche e dal 1282 con gli Ordinamenti di Giustizia, furono considerati Magnati per la loro condizione sociale , esclusi dalla partecipazione agli uffici politici.

Nel 1290 con gli Uberti, i Fifanti, come delegati dei Ghibellini esiliati ad Arezzo, tentarono di rientrare in Firenze, promettendo al Comune Guelfo di essere pentiti, di accettare il nuovo corso politico, chiedendo l’annullamento delle condanne ricevute, la restituzione dei beni e dimenticare il loro passato di Ghibellini. Il Comune rifiutò ogni proposta da essi suggerita. I Fifanti si avvicinarono al potente Cardinale Napoleone Orsini Arciprete dalla Basilica di San Pietro, per avverare il loro desiderio di rientrare con l’aiuto del Papa Clemente V Bertrand le Got. Ma anche questa volta non vi riuscirono. Quando Enrico VII di Lussemburgo nel 1311 scese in Italia per pacificare le lotte fra Guelfi Ghibellini per restaurare il potere imperiale, si avvicinarono a lui come fedeli partitanti, sperando in una vittoria del loro partito. Nel 1313 Enrico morì tramontò il ghibellinismo. Vennero ancora rimbanditi per sempre dal Comune guelfo di Firenze come nemici della Patria. Sparisce così il nome dei Fifanti fra quelli delle famiglie fiorentine.

Alberto Chiarugi
Origini della famiglia Fifanti 3° parte
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