Via del Fico è una piccola via che si trova nel quartiere di Santa Croce, tra via Giovanni da Verrazzano e via delle Pinzochere. Il nome della via in origine era via del Pepe ed era un omaggio alla preziosissima spezia. Non a caso l’antica via del Pepe incrocia con via de ‘Pepi che prende questo nome per il fatto che in questa via vi erano le abitazioni della famiglia Pepi, la prima famiglia ad importare in Firenze la rara spezia da cui la stessa famiglia prese il nome.  Questa famiglia Pepi, di origine cipriota, aveva in via del Pepe i suoi magazzini in cui riponeva la preziosa merce, il pepe, appunto.

Com’è il fatto che la via cambiò nome? Qualcuno sospetta per la presenza della trattoria del Fico, trattoria realmente esistita, ma che era posizionata presso il chiasso degli Anselmi. La ragione del nuovo nome risiedeva proprio nella presenza di un enorme fico seicentesco. Istintivamente sembra strano che si cambi il nome di una via per un albero, per quanto vecchio e bello questo sia. Nella realtà sembra che a questo fico sia legata una leggenda che adesso vado a raccontarvi.

In pratica nella via c’era un palazzo munito di un giardino sul cui perimetro vi erano tutte bellissime siepi e nel centro sorgeva questo vecchissimo fico. Il fico nel periodo estivo forniva dei frutti perfetti e deliziosi, dolci come l’amore ma irraggiungibili come spesso l’amore è. Il fico era protetto da un massiccio cane nero come la notte ed anche ringhioso con chiunque si avvicinasse al poderoso albero. Non solo, ma sembra che quei pochi che erano riusciti ad eludere la sorveglianza del cane e ad assaggiare uno dei fichi lo avevano si descritto come delizioso, ma poi si erano sentiti talmente male da sfiorare la morte. Il tempo portò alla morte il cane, la proprietà cambiò padrone e quest’ultimo volle liberarsi dell’immenso fico che occupava buona parte del giardino. Durante alcuni scavi per sistemare il giardino gli operai trovarono una lapide posta proprio fra le radici dell’albero. La lapide diceva testualmente che nessuno doveva osare tagliare l’albero pena la malasorte perpetua. Il proprietario non volle sentir ragioni e fece abbattere l’albero per poter godere a pieno del giardino.  Il disastro economico e sociale non tardò ad arrivare per l’incauto proprietario, non solo, ma i componenti della sua famiglia, priva di mezzi, si ammalarono uno dietro l’alto, lui compreso che solo, povero e malato si ritrovò a dover elemosinare per la strada.

Da quel giorno via del Fico? Per rispetto e timore? Chi sa che succederebbe allo sprovveduto sindaco che oggi volesse nuovamente cambiare nome alla strada.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Per chi abita in… via del Fico. La leggenda
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Un pensiero su “Per chi abita in… via del Fico. La leggenda

  • 29 Marzo 2020 alle 0:28
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    Immagino che quelle radici fuor di terra della foto siano di un altro albero, foto magari presa al giardino dei Semplici di Firenze e non quelle del fico. Comunque un albero che sia da frutto o non quando è bello, imponente e soprattutto secolare è tutelato dalle belle arti come se fosse un monumento, e in effetti lo è.
    A questo proposito ho visto alberi secolari di ogni tipo, ai quali, in alcuni casi, non ci si può neanche avvicinare. Oggi quel padrone non potrebbe abbatterlo per legge e, a parte le disgrazie, avrebbe dovuto pagare delle multe assai sostanziose.
    A Siviglia anni fa in un giadino pubblico della città ho visto degli alberi altissimi, con il tronco diritto con delle radici superficiali immense, mai viste e per avvicinarsi al tronco molto grande anche quello, bisognava stare molto attenti a non inciampare. Sembrava di essere in un dedalo, dovevi pensare dove mettere il piede prima di andare avanti. Gli alberi mi pare di ricordare erano delle magnolie.

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