UN MOSTRO TRA I MOSTRI: Pietro Pacciani

Il male siamo noi: il mostro di Firenze

Anatomia di un uomo che avrebbe potuto essere “abbastanza normale”

Chi era Pietro Pacciani?

Qual è il confine tra immaginario e fantasia? Cos’era, al netto della fama di “mostro”?

La vita di Pietro, ha inizio come tante, in una famiglia povera e contadina, a detta sua. In realtà, era una famiglia sui generis, da quelle parti, dove un’aringa in tre ( come cantilena a processo, in una memorabile performance) poteva essere addirittura un aringa per sette. Due genitori che non hanno avuto particolari problemi con la piccola comunità del luogo, e sono diventati oggetto di attenzione, esclusivamente grazie “all’agnelluccio” Ricordiamo il fatto del babbo alla graticola, ricetta di Pietro. Ironia a parte, non è tra le mura domestiche che si forma la personalità del mostro mancato, o del mostro sbagliato. Se vogliamo.

Pietro, era un bambino messo da parte dai coetanei. Oggi sarebbe definito l’emarginato o addirittura “bullizzato”. Quello escluso dai giochi, dalle festicciole che in quella zona, il Mugello hanno sempre un sapore pagano. Era quello che se invitava qualcuna a ballare, si sentiva sempre rispondere di no (anche da chi ballava il salto del capretto)

Il giovane Pacciani, diversamente dal giovane Holden non ha avuto né un mentore né una meta. Neanche un ideale vero e proprio. La sua, è stata una vita di sfortunate e meno fortunate coincidenze. Giovane e ribelle, molto attaccato alla sua pellaccia, Pacciani, durante la seconda guerra mondiale, fa una delle uniche cose giuste della sua sventurata vita (seppur per motivi meno nobili del pacifismo) decide di disertare, finisce in una brigata partigiana, dove, sempre inconsapevolmente, compie un atto di eroismo. Salvando la vita ad un suo compagno, futuro avvocato Dante Ricci.

Dopo la guerra, decide di accasarsi, di trovare una moglie. Si rende immediatamente conto che non è affatto facile trovarne una (e sì, ne ha cercate davvero tante!)

La prima “candidata” Carla, la conosce durante il servizio militare, la relazione poi, prosegue per via epistolare, una sorta di “relazione virtuale” si direbbe oggi, visto che allora non c’era wathsapp. Già questo primo segnale, ci indica la scarsa familiarità del Pacciani nell’intrattenere relazioni e non solo con le donne. Se le pressioni sociali dell’epoca, non fossero state tante e tali da volerlo vedere sposato, le sue relazioni con le donne sarebbero state ridotte a lettere e prostitute (al massimo, qualche merenda) le sue lettere (si parla di centinaia) resteranno l’unico contatto con la ragazza. La relazione si conclude, tra la delusione di Pietro, che viene per l’ennesima volta messo da parte. Poi è la volta di una relazione per procura con una ragazza calabrese: Carla. Ma anche questa volta, la relazione finisce e per Pacciani è l’ennesimo smacco.

Poco tempo dopo, conosce quella che sarà per lui, strano a dirsi, l’amore della sua vita. A discapito di tutto quello che si è detto o pensato, questa ragazza, rappresenta il vero amore, anche se Pacciani la ama a modo suo: malato. Come tutto quello che è stata la sua vita. Pacciani, che era stato sempre dipinto come uno dall’indole violenta, era innamorato di Miranda. Che già aveva i suoi problemi, essendo Pietro lo zimbello del luogo, i bulli di paese, non meno colpevoli di lui, forse anche invidiosi del suo piccolo successo, lo aizzare. Lo solleticano e insinuano mille dubbi sui presunti tradimenti della fidanzatina. Tanto più giovane di lui. Ed è con questo spirito che il giovane Pietro vive, quello che è stato il suo grande amore-odio verso Miranda, la donna che forse, avrebbe potuto salvarlo dagli accadimenti futuri.

Arriva il fatidico giorno: forse non era una fatalità, forse era scritto nel destino? Forse, io dico che era stato tutto programmato. Un giorno, la famiglia di Miranda, decide di invitare a pranzo un tale Severino, commerciante sia di stracci che di pelli. Anche se non possiamo sapere chi, sedusse chi, sappiamo che questo vetusto (per l’epoca, non mi odino i lettori) quarantaduenne. Decide di far l’amore (usiamo questa locuzione meno cruda) con la quindicenne Miranda. Il Pacciani, prontamente avvisato dai nemici/amici (che erano tutto quello che si poteva avere in quel luogo ameno) arriva mentre l’atto si consuma, e da lì, mille fantasie si scateneranno. Di certo si sa, che il giovane fumantino, pazzo di gelosia decide di accoltellare a morte il suo rivale. Lui e Miranda, finiscono in prigione, a nulla è valso l’aiuto dell’avvocato Ricci. Pacciani entra in carcere. La vita, la sua indole primitiva, lo rendono di nuovo sconfitto.

Fuori dal carcere, una volta capito che con Miranda, non aveva più nessun futuro, pieno di rammarico, ma solido nella sua intenzione di crearsi una famiglia, decide di sposare Angiolina, una donna afflitta da problemi, con dei trascorsi probabilmente incestuosi. Le cose, non vanno affatto bene tra i due. Lui è irascibile, tirchio e scontento. Lei? Forse non si rende nemmeno conto. Dall’unione nascono due figlie, anche loro, molto problematiche e poco amate. Forse, la ragione del disamore. È proprio il mancato amore verso Angiolina, colpevole del fatto di non essere Miranda, ma, a parte le divagazioni amorose; sappiamo che le cose in famiglia vanno male, molto male.

Accantonati i propositi scolastici e lavorativi vari. Pacciani si arrende e decide di mettere le figlie a servizio, sorte che poi accadrà anche alla secondogenita. I datori di lavoro, non corrispondono il salario che dovrebbero, anzi. Le due ragazze vengono entrambe sfruttate. Ed è proprio da un vecchio operatore di un sindacato che si viene a sapere che Pacciani si rivolge decine e decine di volte al suo sportello, anche accompagnato dalle figlie per avere giustizia e i salari mancati. L’uomo non nota nessun particolare atteggiamento, timore e trova, alla luce di quanto si è detto “esagerata la definizione di padre padrone, le figlie non avevano affatto paura di lui, meglio di tante persone che si rivolgevano a me” (citato tal quale, come da fonte che al momento non desidera essere nominata) Ad ogni modo, i problemi lavorativi di figlie e le ripicche del padre, si risolvono in una condanna per violenza sessuale da parte del Pacciani verso le figlie. La legge decreta, ma i riscontri saranno molto pochi. Ne prendiamo atto.

L’uomo “abbastanza normale” incontra l’uomo di cristallo”

Un’altra sfortunata coincidenza

Prima di raccontare come già dall’85, la procura di Firenze prese di mira Pacciani, cercando di attribuirgli i ben noti fatti del mostro, vorrei raccontare le pochissime informazioni reperite su Ruggero Perugini “l’uomo di cristallo”. Fabio Ferriani (in arte Paco D’alcatraz. Che in molti di voi, conosceranno per la partecipazione sanremese e varie e divertenti canzoni) cantautore bolognese, racconta di aver conosciuto Perugini nel 71. Non certo nel ruolo di super poliziotto. Allora, il trentaduenne era appena laureato in giurisprudenza, si trovava a Bologna temporaneamente (e questo è un enorme punto interrogativo, nato a Roma, sembra pero non averci mai vissuto) per registrare un album musicale, che, a mio avviso non era neanche tanto male, ma che c’entra con il ruolo assunto dopo? Pareva, a detta di Fabio/Paco, molto orientato ed estremamente sulla sua carriera musicale, esperto della musica beat (forse ha a che fare con il dipartimento di scienze del comportamento e dell’FBI, ma si fatica a trovare delle relazioni) uscì quell’album, dove Fabio suonò, tra l’altro molto bene, la chitarra. Edito dalle edizioni “paoline” ossia, un’etichetta religiosa.

Fulminante e fulminata la carriera di Perugini. A detta sempre di Fabio, non fece mai, neppure per sbaglio un cenno al fatto di voler diventare un poliziotto, e anzi, disse di aver saputo molto tempo dopo che ruolo avesse avuto e di nuovo, di essere molto basito anche, perché se ci pensate, un ultratrentenne in uno studio di registrazione sotto le due torri, non ci rimanda certo l’immagine del super poliziotto che lancia appelli al mostro in televisione. Anche i tempi per fare una carriera del genere non ci tornano (specie perché nel dialogo fra i due musicisti, non esiste un accenno all’accademia di polizia, tantomeno dei carabinieri. Ed allora, avrebbe giàda tempo aver terminato l’accademia, i tempi non coincidono, e non solo quelli) Ebbene, il musicista mancato alias superpoliziotto, si incapricciò del Pacciani, trovo i suoi riscontri che consistevano in una lettera anonima e la calligrafia sbagliata del Pacciani e lo consegno all’opinione pubblica come il mostro.

Il povero Pacciani, durante le udienze, si difende come può, viene condannato, assolto in appello e scarcerato. Fino al 98, quando si decide di coinvolgerlo nuovamente assieme ai suoi malcapitati “compagni di merende”, ma Pacciani, mai presenzierà. Anche stavolta, una sfortunata coincidenza portata dal vento arriva non si sa come dentro casa sua: “ l’Eolus”, un farmaco antiasmatico che nessuno ammette di aver prescritto. Si sa, che gli antiasmatici, sono controindicati per quella sua patologia cardiaca che lui chiama simpaticamente, per come può essere simpatico Pietro Pacciani ” ANGINA PERTORIS”. E anche qui, iniziano le discrepanze di cui però abbiamo numerose smentite:

  • Pacciani mangiava quello che voleva. Troppo e male

FALSO, Mangiava poco, anche perché era estremamente tirchio e cibi poverissimi

  • Pacciani pasticciava con i farmaci

FALSO, Pacciani non amavo i medici e prendeva pochissime medicine preferendo rimedi naturali e teneva tantissimo alla sua cara buccia

Cosa dire, se non che le leggende metropolitane sul conto di Pacciani, dai tempi del cantastorie Giubba fino ai tempi di internet, si sprecano. Forse, alcune caratteristiche, avrebbero potuto essere anche mitigate, in un contesto meno sfavorevole, e con minori sfortunate forzate coincidente.

…Eh! Se n’il mondo esistesse un po’ di bene…recitava Pacciani, ma ahimè! Pacciani trovò solo il male, forse lo fece, ma in questa disgraziata vicenda, non fu solo lui a farlo.

Claudia “Scriba” Zuffi
Un mostro tra i mostri: Pietro Pacciani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.