Esisteva in Firenze un detto oggi andato in disuso, che così diceva:

Ma icchè tu credi, che sia Carlo Gianni che faceva le spese a Baron Fottuto (Baron Fottuto si appellava un piccolo delinquentello)”

Carlo Gianni non era un nome di comodo ma una persona realmente esistita. Nel 1650 a Firenze un Occhialai di nome Ippolito Francini appartenente all’enturage della corte del Granduca Cosimo III dei Medici. Detto Francini uomo caritatevole e pio si dedicò all’assistenza dei bambini abbandonati, provvedendo alla loro istruzione e all’alimentazione.

Col tempo e con l’aiuto del Cardinale Leopoldo dei Medici questa istituzione ottenne dei locali fra via Dei Cimatori e il Canto alla Quarconia nell’area oggi occupata dall’ex Cinema Nazionale. Sull’angolo di Via dei Cimatori esiste anche oggi un tabernacolo detto, della Quarconia, dove si vede San Filippo Neri contornato dai fanciulli. Da questo Santo prese il nome l’Istituto, e si chiamo “Istituto San Filippo Neri”, ma dai fiorentini fu subito ribattezzato Iastituto della Quarconia. (Sull’origine del nome quarconia, ne parleremo in in altro articolo). Nel 1786 l’Istituto fu trasferito in Via delle Casine e nei primi anni dell’ottocento fu annesso alla Pia Casa del Lavoro.

A questo punto voi direte ” I che c’entra Carlo Gianni”

Nei primi del 700 morì il sacerdote che si occupava dell’Istituto. Occorreva una persona che proseguisse il lavoro dell’Occhialai Francini. Si fece avanti il facoltoso Cittadino Carlo Gianni che assunse la direzione dell’Istituto al quale mise a disposizione la sua vita e tutte le sue sostanze. Siccome all’epoca nell’Istituto erano tenuti anche ragazzi messi li dal magistrato perchè avevano commesso piccoli reati, lui ne sostenne tutte le spese. Successe che a forza di spendere denari per i suoi ragazzi e specialmente per quelli mandati dal magistrato finì in miseria.

I Fiorentini non persero l’occasione di sfottere il poveruomo che si era rovinato per questi piccoli delinquentelli. “Baron Fottuti”.

Carlo Alberto Manetti
Carlo Gianni, il “buon samaritano”.

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