Oggi la conosciamo come la via dove c’è l’Antico Vinaio (e decine di altri locali uguali). Da mattina a sera è un via vai continuo di turisti in cerca del panino migliore, della schiacciata più unta e farcita, l’importante è
Via de’ Neri



Oggi la conosciamo come la via dove c’è l’Antico Vinaio (e decine di altri locali uguali). Da mattina a sera è un via vai continuo di turisti in cerca del panino migliore, della schiacciata più unta e farcita, l’importante è

Nei tempi andati, la zona che oggi definiamo “Le Cure” veniva identificata con un vasto territorio disseminato di campi coltivati, sui quali sorgevano anche ville e casali: il tutto faceva parte del Popolo di San Marco Vecchio. La denominazione “Cure”

Molti di noi conoscono Casa Guidi, a pochi passi dal Ponte a Santa Trinita, situata tra via Maggio e piazza San Felice, dove visse per quattordici anni la poetessa inglese Elizabeth Barrett Browning col marito Robert e il figlio Pen.

A Firenze, nel Trecento, le donzelle amavano acconciarsi i capelli in modi piuttosto stravaganti. Naturalmente il tipo di acconciatura variava molto anche in ragione del ceto sociale della donna. Ad esempio, l’acconciatura più comune per una donna del popolo consisteva in

Firenze vanta primati in moltissimi settori, tra i quali non dobbiamo dimenticare un’attività artigianale ed artistica di grande vanto: il ricamo. Fin dal Trecento l’arte del ricamo è stata denominata “OPUS FLORENTINUM”. Un tempo era riservata esclusivamente alle suore, che

Con la commedia dell’arte nascono le principali maschere del carnevale italiano, come Pulcinella, Arlecchino, Pantalone. Anche Firenze alla fine del Settecento avrà la sua maschera: Stenterello. Fu inventato, creato e interpretato da Luigi del Buono, fiorentino nato nel borgo di

Due piccolissime curiosità : In Via Cavour, al n. 13, sopra il portone del palazzo, c’è una targa che riporta la scritta “AD VOTUM”. Quando, nel 1817, fu terminata la costruzione del palazzo, questo venne aspramente criticato dagli addetti ai

La Signoria fiorentina aveva intrapreso ottimi scambi commerciali con l’Oriente ed il “Soldano di Babilonia” nel 1487 decise di inviare a Firenze un ambasciatore che recasse con sé magnifici doni per Lorenzo, in segno di pace ed amicizia. Dalla Porta

Ponte alla Carraia aveva uno spirito tutto suo: corna lunate, vello ricciuto, zoccoli biforcuti. Un ariete o, più semplicemente, un montone di quelli che i pastori mettono a capo del gregge. A quei tempi, nel costruire un ponte, era buona usanza

Nel 1876 a Firenze, in Via Gioberti (all’epoca via Aretina) tra Via Villari e Via Scipione Ammirato, esisteva l’Asilo Professionale, a completamento di un progetto di volontariato che mirava a prendersi cura dei ragazzi abbandonati. Venne creato da Giuseppe Comandi

Verso la metà del XVI secolo, Alessandrina Acciaioli fu una donna che a Firenze fece molto parlare di sé, sia per la sua clamorosa bellezza, sia per la tresca che ebbe con un personaggio alquanto discutibile. Alessandrina era nata in

A Firenze, il 13 Novembre del 1427 presso il Tabernacolo dedicato alla Vergine, posto in Piazza della Padella, ora Via dei Pescioni, nella parte absidale dell’attuale Chiesa di San Gaetano, si verificò un fatto straordinario: la Madonna, che fino ad