La spada dell’Islam è un’arma bianca cerimoniale che fu donata a Benito Mussolini nel 1937 in qualità di protettore dell’Islam. Il Nord Africa, la quarta sponda dell’Italia, colonia fascista.

Gli italiani grazie soprattutto ad Italo Balbo, dopo un primo violento e omicida approccio dovuto a Graziani,  instaurò un rapporto quasi paternale con la popolazione Libica. Vengono restaurate moschee, costruite scuole, ospedali, strade (la via Balbia) e si incrementa il turismo. Il governo italiano prende il posto del precedente governo Ottomano ormai in declino.

Il 20 marzo del 1937 presso Tripoli Mussolini riceve da Yusef Kerbisc un capo berbero filofascista in una sontuosa quanto parossistica cerimonia in compagnia di ben 2000 cavalieri locali, la spada dell’Islam.

L’evento suscitò una forte eco nel mondo, ma anche ilarità, soprattutto a seguito della cancellazione da una foto di un palafreniere che reggeva il cavallo del Duce, che lasciava ad intendere la poca pratica del duce di governare un cavallo.

E qui arriviamo alla motivazione dell’articolo.

La bellissima spada decorata con simboli arabeschi in oro massiccio “dono” dell’Islam, fu realizzata da una ditta Fiorentina di artigiani orefici, la Picchiani e Barlacchi, su commissione (paradossalmente) dello stesso Mussolini.

La spada venne impugnata e brandita verso il cielo in quel di Tripoli, poi sarebbe dovuta servire di nuovo per il trionfale ingresso ad Alessandria, ma sappiamo come andò a finire.

La spada è stata custodita in una teca di vetro a Rocca delle Caminate nella residenza estiva del Duce, ma sparì il 25 luglio del 1943 dopo che il luogo fu  saccheggiato dagli antifascisti.

L’azienda Picchiani e Berlacchi  è attiva a Firenze dal 1896, (fondata ufficialmente nel 1902) confeziona ancora oggi oggetti in metallo secondo la raffinata tradizione Fiorentina, un eccellenza del made in Italy. Nel 1896 Gastone Picchiani insieme al fratello Berto aprirono in via dei Fossi la ditta Gastone Picchiani e fratelli, antichi produttori di monete di pregio tra le quali il famoso “fiorino d’oro”. Medaglie, distintivi, trofei, targhe, gioielli. 320.000 monete coniate, 1000 artisti molti di fama internazionale.

L’azienda rischiò, durante il nazismo, di essere spostata in Germania a causa del suo prestigio. Nel 1936 preparò i distintivi per la squadra italiana partecipante alle Olimpiadi di Berlino. Nel 1976 commemorò con una medaglia il decimo anniversario dell’esondazione dell’Arno. Nel 2013 per festeggiare i 140 anni di storia della Cantieri Navali Benedetti ebbe incarico di coniare una prestigiosa medaglia artistica. Nel 2015 creò una moneta ufficiale per l’Expo 2015 destinata ai capi di Stato nazionali internazionali.  Inoltre produce Onorificenze per l’Ordine al Merito della Repubblica e le simboliche chiavi della città di Firenze. I suoi committenti provengono da ogni parte del mondo.

Nel 1921 la ditta si trasforma in Picchiani e Barlacchi e grazie a questo nuovo assetto farà un salto di qualità; si trasferirà poi in via Petrarca a pochi passi da Porta Romana e dal giardino di Boboli, dove è ancora. Sul sito dell’azienda, tra le varie notizie, non vi è riportata quella della famosa spada.

Riccardo Massaro
La spada dell’Islam. Botteghe di un tempo: PICCHIANI e BARLACCHI.

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