Nella nostra Firenze di chiese ne esistono tante, talune di rara bellezza e per questo molto conosciute nel mondo, inutile elencarle, altre diciamo minori, ma che nel loro piccolo si portano dietro la loro storia, le loro opere d’arte, le loro leggende. Di talune abbiamo già parlato, tipo: 

Chiesa di San Remigio Chiesa San Cristofano a NovoliSan Felice a Ema, un piccolo gioiello dell’anno 1000

Addirittura abbiamo parlato di una che non esiste più, Chiesetta al Tempio, una chiesa scomparsa.

Oggi mettiamo giù due righe su una chiesa poco conosciuta dai turisti, ma anche da qualche fiorentino e cioè la chiesa di Ognissanti. Si trova, ovviamente, sull’antistante piazza di Ognissanti, piazza che poi si apre sul lungarno Amerigo Vespucci.

La chiesa fu realizzata nel 1251 per l’ordine conventuale degli Umiliati anche se ne usufruirono solo fino al 1571 dato che furono sostituiti dai frati Francescani. Certo per i Francescani non era proprio una chiesa umile e disadorna, anzi era riccamente decorata e con una facciata decisamente barocca.
La ragione per cui questa chiesa non dovrebbe essere saltata in un percorso turistico risiede proprio nel suo interno dove si possono ritrovare opere d’arte nemmeno immaginate. Trascuro volutamente la descrizione degli interni per spendere due parole sulle opere.
Appena varcata la soglia dirigetevi sulla navata destra e alla seconda cappella perdetevi in due spettacolari affreschi che la famiglia Vespucci fece realizzare da Domenico Ghirlandaio (1471). La pietà e la Madonna della misericordia. In quest’ultimo affresco vengono rappresentati e protetti dalla Madonna i componenti della famiglia Vespucci, fra cui si riconosce un giovane Amerigo.
Altri due affreschi si fronteggiano nella navata centrale, entrambi commissionati dalla famiglia Vespucci (1480) ma a due artisti diversi. Il Ghirlandaio realizzò l’affresco con San Girolamo nello studio e a lui contrapposto Sandro Botticelli realizzò Sant’Agostino nello studio. Inutile soffermarsi sui due stili decisamente diversi, serena, quasi impalpabile, l’opera del Ghirlandaio e decisamente precisa nei particolari e soprattutto netta nel rendere mistico il volto del santo quella di Botticelli.
Per non scordare di essere a Firenze fra scherzosi concittadini il Botticelli non si lasciò sfuggire la possibilità di mettere alla berlina un certo fra Martino che evidentemente si concedeva licenze inopportune. Osservate il libro di geometria alle spalle di Sant’Agostino che recita: “Dov’è fra Martino? È scappato. E dov’è andato? È fuori della Porta al Prato”. Sandro Botticelli fra l’altro riposa proprio in questa chiesa nella cappella di San Pietro d’Alcantara.
Pensate sia finita qua? No, vi sbagliate, i tesori in questa chiesa abbondano e ritroviamo il crocifisso di Giotto (circa 1315) nel transetto di sinistra o ancora l’affresco con la Crocifissione (1366) di Taddeo Gaddi.
Passando ai chiostri, fatti aggiungere dai Francescani in un secondo momento, troviamo gli affreschi di Jacopo Ligozzi ed altri artisti che riportano scene di vita di San Francesco per poi arrivare al refettorio dove il cenacolo del Ghirlandaio lascia a bocca aperta, avremo occasione di parlarne nel tour dei sette cenacoli fiorentini.
Ultima chicca, lo sapete che la sorella minore di Buonaparte è stata seppellita in questa chiesa?
Che dite, vale la pena trascurarla questa chiesa fiorentina?

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Chiesa di Ognissanti, da non trascurare.
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