Il mistero degli affreschi delle cappelle Medici e Pazzi.

(N.d.R) Questo articolo è frutto del tentativo di capire il perchè si è realizzato opere apparentemente prive di significato ma che invece celano sicuramente un segreto; al tempo stesso proporre una soluzione al segreto che sarà certamente confutabile, ma al pari di tutte le altre ipotesi.

Qual’è la ragione che può spingere due grandi famiglie fiorentine, i Medici e i Pazzi, a commissionare due opere artistiche per le proprie cappelle perfettamente uguali? La dimensione è leggermente diversa ma è perfettamente proporzionata.

Stiamo parlando della Sagrestia Vecchia nella basilica di San Lorenzo a Firenze e della Cappella Pazzi nel primo chiostro della basilica di Santa Croce sempre a Firenze. Ambedue capolavori architettonici di Filippo Brunelleschi.

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Cappella Pazzi in Santa Croce
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Sagrestia Vecchia in San Lorenzo
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entrambe le volte delle cappelle raffigurano un emisfero celeste boreale con precisi riferimenti astronomici, la cosa incredibile è che entrambe fanno riferimento esattamente allo stesso emisfero, nella stessa data, nella stessa ora e con un punto di osservazione leggerissimamente diverso. Una cosa differenzia l’affresco dei Medici da quello dei Pazzi, la presenza di un meridiano. 

Una mappa stellare è univoca, rappresenta una determinata data, ora e luogo d’osservazione, e i meridiani contano, rappresentano una posizione rispetto ad un’altra.

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Affresco Cappella Pazzi
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Affresco Cappella Medici

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Le interpretazioni sono state più di una, molti gli studiosi che si sono impegnati per risolvere questo enigma fiorentino; enigma centrato più che nell’arte pittorica nello scopo della rappresentazione scelta.

Per convenienza usiamo la volta celeste della Sagrestia Vecchia che è stata restaurata e ci offre un’immagine migliore oltre che essere l’originale.

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Cappella Sagrestia Vecchia primo piano

Osservando la volta vediamo che riporta varie costellazioni. In evidenza nella zona centrale la costellazione del cancro, alla destra la costellazione dei gemelli e ancora più a destra la costellazione del toro. Il meridiano indicato corrisponde ad una visione da sud. Due elementi sono certi, la posizione del sole fra cancro e gemelli e la luna in toro. Si può inoltre desumere la presenza di Giove in ariete e di Venere alla sinistra del cancro. Desumere perchè non vi è certezza sui nomi dei pianeti ne che si tratti di pianeti.

Una prima interpretazione viene da Aby Warburg il quale ipotizzò che l’affresco fosse raffigurante la data corrispondente alla consacrazione dell’altare della basilica di San Lorenzo, cerimonia che si è svolta il 9 luglio 1422. Questa teoria è oggi accantonata ma abbiamo voluto verificarla comunque.

Attraverso il programma Stellarium abbiamo impostato le coordinate della Sagrestia Vecchia come punto di osservazione, circa 43° N 46′ 29.05″ e 11° E 15′ 16.32″ e la data del 9 luglio del 1422 corrispondente alla consacrazione dell’altare e abbiamo ottenuto la volta celeste corrispondente. Scorrendo le ore si individua le 10.30 del mattino come orario con la volta celeste più somigliante. E’ evidente che la teoria non corrisponde all’immagine. Osserviamo che il sole non si pone fra cancro e gemelli ma è più spostato verso il cancro e soprattutto la luna non è in toro. Il programma lavora automaticamente in calendario Giuliano in uso all’epoca. 

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Teoria Aby Warburg riportata su Stellarium

La teoria di Aby Warburgi non è una teoria accettabile. Inoltre che motivo aveva la famiglia Pazzi di riprodurre quel momento storico legato prettamente all’altare della Sagrestia Vecchia ed alla famiglia Medici? Esaltare la consacrazione dell’altare di un altro edificio con lo stesso affresco altrove e 20 anni dopo, assurdo.

Una seconda ipotesi postulata si rifà alla grande passione della famiglia Medici per l’astrologia. Al centro del mistero la nascita di un bimbo. Il committente dell’opera, Cosimo de’ Medici, potrebbe aver voluto rendere immortale la data di nascita del figlio primogenito Piero. Una teoria interessante da verificare. Il pargolo è nato il 16 luglio 1416, astrologicamente fra Cancro e Gemelli. Impostati i parametri con data e coordinate fiorentine la volta stellata ci appare su stellarium.

Non vi inserisco la mappa stellare, ma decisamente non è corrispondente, la luna non è in Toro e il sole è quasi al davanti del cancro. Venere si pone in gemelli e Giove si è perso chi sa dove. Inoltre che senso avrebbe che i Pazzi riproponessero la duplicazione perfetta di quell’evento? Una nascita nella famiglia Medici? Il mistero deve in qualche maniera coinvolgere le due famiglie, la ragione deve essere super partes.

Un primo studio su base scientifica, da un punto di vista astronomico, è stato condotto da Giuseppe Forti astronomo di Arcetri. L’indagine si è conclusa con l’affermazione che le stelle raffigurate si presentavano proprio secondo la configurazione visibile nel cielo di Firenze il 4 luglio 1442 del calendario Giuliano, circa il 13/14 del calendario Gregoriano. Viene inoltre indicata l’ora, circa le 10.30 del mattino. Provvediamo ad inserire i dati. Otteniamo sia la Luna in toro sia il Sole fra cancro e gemelli. Gli altri pianeti però non sono proprio corrispondenti Ad esempio Venere che dovrebbe essere secondo l’affresco al davanti del cancro è invece quasi dietro il cancro, e Giove è più sul toro che sull’ariete.

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Giuseppe Forti 4 luglio 1442 stellarium

Si suppone in questa ipotesi che l’opera sia da attribuire a Giuliano d’Arrigo detto Pesello (Firenze 1367-1446). Pesello era un esperto nel disegno degli animali e un abile ritrattista ma non aveva la cultura astronomica necessaria per una tale precisione, si crede che fosse stato guidato da un esperto astronomo quale Paolo dal Pozzo Toscanelli (1397-1482).

Dal Pozzo Toscanelli, sarebbe stato l’artefice del disegno che ha poi generato l’affresco. Il Toscanelli dimostra un’abilità incredibile e certifica che le conoscenze astronomiche dell’epoca erano ben più avanzate di quello che la storia ci insegna di quel periodo storico. Fu preciso nel posizionare i pianeti come Venere in cancro o Giove in ariete, la Luna in toro e il Sole fra cancro e gemelli il tutto nell’eclittica delle costellazioni zodiacali.

Devo ribadirlo, guardate la foto sopra e confrontatela con quella generata dal programma, la data indicata da Forti non sembra corrispondere perfettamente, giusta la posizione di Sole e della Luna ma posizione errata di Venere che è dietro al cancro e di Giove che si pone dietro al toro ed infine di Mercurio che si pone sui gemelli ma che non è presente nell’affresco in quella posizione.

Forti non postula nessuna teoria sul “motivo” dell’affresco ma analizza l’affresco solo da un punto di vista scientifico.

Sulla scia dello studio di Forti una teoria viene sviluppata da Isabella Lapi Ballerini curatrice del restauro della Sacrestia Vecchia. La Ballerini afferma che l’affresco sia un omaggio per la venuta a Firenze di Renato d’Angiò nel 1442, il monarca di Napoli cacciato dall’usurpatore Alfonso d’Aragona. L’evento è stato sicuramente notevole dato che d’Angiò cercava rinforzi militari per riconquistare i propri territori. Da sottolineare che l’ex Monarca di Napoli aveva rapporti sia con i Medici che con i Pazzi, questo potrebbe spiegare la cappella duplicata anche se non spiega la differita di 20 anni. La teoria però non spiega perchè spendere tempo e denaro per onorare una visita, si importante, ma che poteva essere trasmessa ai posteri con un normale affresco che coinvolgesse la famiglia Medici e Renato d’Angiò. Oppure anche un classico ritratto. Quale poteva essere il motivo per occultare in un criptico affresco la visita di un monarca che era evidentemente pubblica?

Inoltre ricordiamo che non vi è una perfetta corrispondenza della mappa stellare sussistono delle differenze.

Ancora un’ipotesi è che la famiglia Medici volesse celebrare la riunificazione delle Chiese d’Occidente e d’Oriente, evento fortemente voluto da Cosimo il quale fece di tutto per spostare il Concilio da Ferrara a Firenze. Infatti la firma del decreto “Laetentur coeli” avvenne il 6 luglio 1439 a Firenze e si raggiunse la completa riunificazione tra greci e latini. Al concilio parteciparono esponenti di grande prestigio per l’epoca da religiosi ad artisti, da architetti ad astronomi fra cui anche Paolo del Pozzo Toscanelli.

Attiviamo il programma e impostiamo la nuova data e anche delle nuove coordinate corrispondenti a Santa Maria del Fiore, cioè il duomo di Firenze e sono 43° N 46′ 22.93” e 11° E 15′ 21.11. Da evidenziare che questa minima differenza di coordinate non influenza gran che il risultato.

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Riunificazione delle Chiese d’Occidente e d’Oriente 6 luglio 1439 stellarium

Incredibilmente si ottiene una rappresentazione della volta celeste molto similare anche se non perfetta rispetto a quella dipinta. Ovviamente abbiamo il Sole fra cancro e gemelli, la Luna in toro, Venere al davanti del cancro anche se spostata molto più verso il leone rispetto all’affresco. Mercurio sulla zampa del leone e in ariete o meglio sotto l’ariete abbiamo un pianeta che non è Giove ma Saturno. Una forzatura è anche Marte posizionato subito dietro il toro che invece nel dipinto non sembra rappresentato. Non la perfezione assoluta, certo, ma una discreta corrispondenza, maggiore di quelle valutate sino ad ora.

Un altro astronomo, sempre di Arcetri, si è misurato con questo mistero aprendo una nuova via interpretativa. Fabrizio Massi analizzando la mappa stellare ha confermato il giorno 4 Luglio del 1442 come giorno rappresentato e per la precisione alle 10:30 del mattino. Masi però esplora una nuova strada. Afferma che la volta rappresentata non è del cielo sopra Firenze ma di un punto d’osservazione diverso e cioè la posizione geografica è da collocare presso Shanhaiguan in Cina. Ci fornisce le coordinate corrispondenti a 40° N 120° E. Queste coordinate, secondo google maps, cadrebbero in acqua, ma poco distante da Shanhaiguan circa a 18,5 km a nord-est. Posizionandosi sulla città di Shanhaiguan le coordinate sono circa 40° N 29″ 119° E 46″.

Shanhaiguan si trova nella Cina orientale ad est di Pechino sulla costa dell’Oceano Pacifico ed è il luogo dove si trova l’antica porta all’impero cinese chiamata Testa del Dragone e dove finisce ad est la grande muraglia cinese gettandosi nell’oceano.

Si sviluppa quindi un’altra teoria che si basa sul fatto che esistono contatti tra Firenze e l’impero cinese. L’affresco omaggerebbe la presenza di una delegazione cinese a Firenze in occasione del Concilio del 1439. Motivi commerciali quindi che però non spiegano ne il doppione omaggio della famiglia Pazzi (poca fantasia da parte dei Pazzi che arrivarono per secondi venti anni dopo?) ne avrebbe senso, come già detto, la data del concilio che non corrisponde alla data su cui concorda anche Fabrizio Massi che ricordiamo è il 4 luglio 1442. Inoltre, ancora, perchè rendere criptici i rapporti pubblici con la delegazione cinese? 

Cominciamo la verifica. Impostiamo le coordinate fornite da Massi di Shanhaiguan (meglio quelle precise) e poi le due date possibili, quella sostenuta da Massi e quella del concilio.

Alla data del 4/7/1442 sussiste una corrispondenza, ma si deve cambiare punto d’osservazione ruotando verso ovest e soprattutto per vedere l’ariete e parte del toro si dovrebbe cancellare l’orizzonte, facile sul programma ma meno facile se si fosse realmente sul punto di osservazione. Inoltre la posizione stellare è quasi verticale, molto diversa come osservazione per un uomo inginocchiato ad osservare l’affresco della cappella Medici che appare orizzontale all’osservazione. Immagino che se si volesse riprodurre il corretto punto di osservazione sarebbe bastato orientare l’affresco. Insomma non convince.

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Posizione Massi a Shanhaiguan 4 luglio 1442 stellarium

Verificando la data del Concilio 6/7/1439 la prospettiva di osservazione è la stessa di prima.

In entrambi i casi si deve adattare la visione verso ovest, non tenere conto dell’orizzonte e per ovviare a questi due problemi cambiare l’orario di osservazione sino ad ottenere corrispondenze migliori in orari notturni. 

Arriva una nuova teoria con la Proff.ssa Sandra Marraghini che studia da tempo questo mistero pitto-astrologico. La sua teoria si sviluppa considerando che la data in oggetto sia il segno zodiacale dell’inizio del Rinascimento.

La Marraghini da una differente opinione anche sull’autore dell’affresco della cappella nella Sagrestia Vecchia che è stata realizzata nel 1440 e attribuita a Giuliano D’Arrigo, detto Pesello. L’opinione della Marraghini è che ha più senso attribuire l’opera a Piero della Francesca che era più avvezzo all’uso di certe tecniche, mentre il Pesello, all’epoca 77enne, era più portato alla ritrattistica.

La teoria che l’affresco testimonierebbe l’inizio del Rinascimento spiegherebbe la nascita di cappelle gemelle eseguite in tempi successivi. Potrebbe spiegare anche il desiderio di immortalare l’inizio di una nuova epoca con un affresco segnatempo. Le domande che ci poniamo sono però molteplici. Per quale ragione renderlo criptico? Ci chiediamo, inoltre, come sapevano all’epoca che era cominciata questa nuova fase storica per come la intendiamo noi oggi? Avrebbe un senso la scelta di rappresentare il cielo fiorentino, città culla del rinascimento, ma perchè scegliere quella data come nuovo inizio di un meraviglioso periodo storico? Quale evento fa da spartiacque? 

Sinceramente nessuna delle teorie sino ad ora esposte sembra avere un senso compiuto o da un punto di vista astrologico o da un punto di vista storico. La teoria della firma del Concilio sembra la migliore considerando la vicinanza della volta stellata sopra Firenze rispetto alla volta celeste dell’affresco, anche se le corrispondenze non sono certo perfette.

Una teoria compiuta dovrebbe rispettare i parametri di cui disponiamo.

L’affresco è a Firenze e il punto di osservazione dell’affresco è orientato più o meno verso sud.

L’affresco è stato realizzato dopo il termine dei lavori della Sagrestia Vecchia cioè il  dopo il 1428 e prima del 1443 data di termine di tutti gli affreschi.

L’affresco ha due sicure certezze, Il Sole fra cancro e gemelli e la Luna in Toro, sul muso del toro.

Esistono altri, si suppone pianeti, rappresentati sull’affresco (dimensione maggiore rispetto alle stelle) che non possono essere riconosciuti come certi, ne che siano realmente pianeti ne quali siano. Fra tutti i pianeti si suppone si individui Venere fra cancro e leone più spostata verso il cancro.

L’affresco è stato riprodotto 20 anni dopo nella cappella Pazzi.

L’affresco indica un luogo, una data ed un’ora ben precisa.

Potrebbe esistere un’altra ipotesi rispetto a quelle formulate sino ad oggi? Proviamo ad unire alcuni tasselli.

L’idea di Francesco Masi di uscire dal concetto che sia il cielo sopra Firenze è interessante e potrebbe aprire a nuove teorie, cioè testimoniare a Firenze un luogo lontano da Firenze, interessante.

Poniamo per un secondo che si volesse rappresentare una data segreta, conosciuta da pochi eletti in tutto il mondo, anzi da pochi eletti in tutti i continenti allora conosciuti. Una data che avrebbe rivoluzionato geografia e commercio, conoscenze e poteri.

Una data che due famiglie importanti come i Medici e i Pazzi, famiglie che vivevano entrambe a Firenze centro nevralgico del mondo di allora, (ricordiamo cosa era Firenze all’epoca), le poteva distinguere rispetto ad altre. Una data e un luogo che non potevano sbandierare ai quattro venti ma allo stesso tempo ne volevano (dovevano) dare testimonianza segreta per prestigio familiare e potere. Rendere eterna una data e anche un luogo geografico.

Magari un luogo che non era ancora possibile raggiungere dati i mezzi disponibili e le conoscenze del tempo.

I Medici, per primi, testimoniarono la loro conoscenza in pubblico e i Pazzi 20 anni dopo comunicavano ai Medici di conoscere lo stesso segreto. Con una differenza, nella cappella dei Pazzi non sussiste un elemento dirimente. Il meridiano. Spostarsi da un meridiano all’altro significa sostarsi verso est o verso ovest.

Poteva essere la via della seta? Non credo, la Cina non era certo un segreto e il commercio era già attivo e fiorente con l’Asia; sappiamo infatti della presenza di una delegazione cinese a Firenze in occasione del Concilio del 1439.

Una delegazione che sicuramente aveva un rapporto stretto con la famiglia Medici. E se questa delegazione avesse riferito alla famiglia Medici un’informazione di importanza unica per l’epoca?

Introduciamo un nuovo elemento apparso alle cronache recentemente. Zheng He.

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Zheng-he

Zheng He è un membro della dinastia dei Ming. Un eunuco compagno di giochi del piccolo principe Zhu Di. Quando Zhu Di divenne imperatore della Cina assumendo il nome di Yongle, ordinò nel 1403 la costruzione di una flotta imperiale sia per scopi mercantili sia come flotta da guerra e scopi diplomatici. L’imperatore nominò ammiraglio Zheng He e lo mise al comando di tutta la flotta. L’imperatore Yongle incaricò Zheng He di effettuare spedizioni navali a carattere diplomatico, scientifico e commerciale nei mari occidentali.

L’enorme flotta comandata da Zheng He (317 navi misuranti 130×54 metri ed equipaggiate con 12 vele e un totale di 28.000 soldati a bordo) partì per il primo viaggio e dato il successo riportato fu ordinata una seconda spedizione e poi una terza. In totale furono compiute sette spedizioni tra il 1405 e 1433. Probabilmente Zheng He morì nel viaggio di ritorno della settima spedizione e fu seppellito in mare.

Le grandi spedizioni di Zheng He sono un fatto storico, ancora oggi si discute sui limiti raggiunti da queste esplorazioni cinesi.

Uno di questi dubbi riguarda il fatto che Zheng He possa aver per primo raggiunto le Americhe.  Non voglio riproporvi tutta la storia e le ipotesi e quindi vi consiglio di leggere questo articolo. Vi dico solo che l’ipotesi di questa scoperta sembra essere avvenuta nella sesta spedizione che va dal 1421 al 1423.

Ora poniamo per un secondo che sia vero, una realtà, l’America è stata scoperta per la prima volta da Zheng He e che una delegazione cinese lo avesse fatto presente alla famiglia Medici fornendo la data e le coordinate di dove i cinesi si erano introdotti nel territorio americano.

Mettiamo giù due date.

Nel 1423 la scoperta dell’America da parte di Zheng He, una delegazione cinese si trova a Firenze nel 1439, La Cappella Medici viene terminata nei suoi affreschi nel 1443, venti anni dopo la volta celeste viene copiata dai Pazzi. Sembrerebbe esserci una continuità storica.

Prendiamo adesso le coordinate fornite da Masi 40°N 120° E e proviamo a mettere 120° Ovest. Impostandole su maps ci ritroviamo qua: https://goo.gl/maps/fd6ksPexQ41jMyGa8

Se preferite possiamo prendere le coordinate della sagrestia vecchia e cioè 43° N 46′ 29.05″ e 11° E 15′ 16.32″ sostituire Est con Ovest e sottrarre da 120° gli 11° rappresentati per ottenere 109° quindi le coordinate 43° N 46′ 29.05″ e 109° O 15′ 16.32″. Se le riportate su maps vi ritroverete sempre nelle Americhe. L’immagine generata dal programma stellarium non camibirà molto.

Proviamo a inserire le coordinate nel programma stellarium e a giocare percorrendo le date dal 1421 al 1423 ed esattamente alla data 3 Luglio 1423, esattamente alle 19.30, abbiamo rappresentata questa volta celeste.

[cml_media_alt id='805']ipotesi-america[/cml_media_alt]
Ipotesi americana

La Luna è esattamente sotto il muso del toro, il Sole fra cancro e gemelli e Venere al davanti del cancro.

Con le coordinate della Sagrestia Vecchia spostate ad ovest, la situazione non cambia, l’immagine è praticamente la stessa.

Una notizia da mantenere segreta per organizzare una spedizione pronta a colonizzare?

I Medici a Firenze erano stati messi a conoscenza di questa notizia e non potendo divulgarla ma dovendo certificarla hanno rappresentato esattamente il contrario in termini ovest-est della vera scoperta delle Americhe, lasciando un meridiano che potesse far capire che non ci si riferiva ne a Firenze ne a Shahnaiguan Cina 40° Nord e 120° Est, ma al suo opposto e cioè a 40° Nord e 120° Ovest.

E se le cappelle fossero l’unica testimonianza della vera scoperta dell’America?

Certo gli storici hanno rifiutato l’ipotesi che sia Zheng Heil vero scopritore dell’America, sempre che di scoperta si possa parlare dato che su quelle terre vivevano dei popoli.

Come potrebbe essere altrimenti? Riscrivere la storia è sempre sconveniente perchè vengono fuori interessanti verità per taluni scomode. E se le cappelle fiorentine fossero la prova che gli storici negano che esista?

Ovviamente un’ipotesi, ma… Magari Colombo è arrivato nel 1492 “sapendo” dove andava!

Jacopo Cioni
Il mistero degli affreschi delle cappelle Medici e Pazzi. Risolto?
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11 pensieri su “Il mistero degli affreschi delle cappelle Medici e Pazzi. Risolto?

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  • 22 Luglio 2022 alle 18:10
    Permalink

    Ho potuto leggere nell’affresco, il nome e cognome dell’artista che ha eseguito l’affresco. Al centro scrive in lettere tridimensionali VEDI CAMMEO MIO. Più in alto il suo nome e cognome e grazie alla tecnologia di rilevazione delle Anamorfosi, si vede anche il supporto autoritratto e quello di altri personaggi. L’indicazione della posizione serve a rivelare la “magia”. Tutto questo fa parte del mio libro che spiega la nuova tecnica di rilevamento delle Anamorfosi e dei messaggi lasciate dagli artisti, un nuovo DNA per la decodifica. Verrà pubblicato a breve.
    Roberta Purgatori
    Perito di opere di pittura antica e restauratrice

    Rispondi
    • 23 Luglio 2022 alle 8:38
      Permalink

      Salve Roberta
      Non ho capito bene, ha potuto osservare da vicino gli affreschi delle cappelle e stabilire l’autore degli affreschi stessi? Anche che cosa rappresentano? Cosa indicano?
      Grazie per la risposta.

      Rispondi
      • 26 Luglio 2022 alle 17:48
        Permalink

        Buon giorno, ho messo a punto una tecnica per rilevare ogni elemento presente nelle opere d’arte. Questa tecnica si avvale del fascio di luce con il quale l’artista concepiva l’opera. Il fascio di luce è quello presente naturalmente nel luogo per il quale l’opera è stata creata. Si intende quindi quella proveniente dall’esterno all’interno, ad una certa ora, in un certo periodo dell’anno, con una certa inclinazione e ad una certa distanza. Per poterla ricreare, occorre ritrovare indicazione della data in cui è stata creata, dunque il periodo astrologico e l’ora o viceversa, attraverso i messaggi simbolici, le scritte lasciate, possiamo risalire ai dati. Per poter rileggere i messaggi “segreti” lasciati sull’opera dall’artista, è necessario ricreare quello stato di luce. Bene, grazie alla mia tecnica di rilevamento, delle Anamorfosi o della costruzione di scritte tridimensionali, grazie al “testimone”, posso leggere o vedere tutto ciò che c’è da sapere. Questo ci consente di conoscere l’attribuzione e le immagini simboliche lasciate dall’artista, sotto o sopra la superficie dell’opera. È sufficiente leggere quanto Platone scrisse nel “Timeo” : “Il Testimone rivelò la verità che altrimenti sarebbe rimasta celata per sempre”.
        Dunque, sappiamo tutto ora ed in questo modo ho potuto leggere quel che c’era da conoscere. Pensi che accanto alla firma l’artista lascia sempre un suo piccolo autoritratto che ci consente di datare con più precisione l’opera. La difficoltà è data dalla riproduzione di quanto colgo con la fotografia nel momento in cui il fascio di luce ricrea sull’opera, svelando “le magie” come scriveva Vasari a proposito di Tiziano, il più illustre conoscitore della costruzione di queste immagini. Non vi era certo la televisione, dunque immaginiamo quanto fosse richiesto avere un’opera così concepita da guardare in gran segreto, nelle proprie stanze segrete. Così Tiziano divenne uno degli artisti più ricchi in vita. Immaginiamo quale sensazione abbiano potuto vivere nel veder fuoriuscire un ologramma da un dipinto. Eh sì, proprio di questo si trattava. Bene, ho potuto conoscere tutto ciò grazie proprio ad un dipinto di Tiziano. È stata una sorpresa per me, una grande emozione che mi ha portata a studiare gli aspetti tecnici e scientifici di questo fenomeno, tramandato da Maestro ad allievo. Siamo nell’anno dell’Acquario e nulla potrà più essere nascosto, è scritto nel Vangelo. Così inizio il mio libro, che purtroppo richiede tanto tempo per la stesura, visto che non nasco scrittrice e che questa è la mia prima esperienza. Ma ho quasi ultimato il secondo volume, perché cambia la tecnica, dai neoplatonici ai Teosofici, ma non cambia il senso del linguaggio segreto trasmesso ancora oggi dagli artisti. Vi è una seconda opera nell’opera, legata spesso ai miti, ma sempre con dei significati profondi, che rendono le opere dei libri viventi . Dunque, così ho potuto scoprire il significato dell’affresco ed il suo autore, il migliore che potesse esserci, per realizzare un’opera così raffinata. Grazie a Lei per la cortese attenzione, spero vorrà approfondire nel mio libro quando sarà ultimato e lo pubblicherò.

        Rispondi
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  • 28 Marzo 2018 alle 16:15
    Permalink

    Cercando su Wikipedia ho scoperto che il 3 luglio 1423 è la data di nascita di Luigi XI di Francia, lo stesso che nel 1465 concesse a Piero il Gottoso e ai suoi successori l’uso della palla armeggiata nello stemma della famiglia Medici.

    Rispondi
    • 28 Marzo 2018 alle 17:49
      Permalink

      Salve Gustavo

      Interessante, ma perchè rendere omaggio con un criptico affresco che nessuno poteva decifrare, nemmeno lo stesso Luigi XI?

      Jak

      Rispondi
      • 26 Luglio 2022 alle 18:13
        Permalink

        Avevo lungamente risposto alla Sua domanda, ma nell’inviarle, è apparsa una scritta che diceva che avevo già inviato questo commento. Così mi chiedeva di inviare alla redazione ho cliccato ed invece tutto si è cancellato. Dunque, rispondo brevissimamente alla Sua cortese domanda. Se legge sul “Timeo” di Platone, la frase: “Il Testimoniare ne rivelò la verità che altrimenti sarebbe rimasta celata per sempre”, ha già la risposta. Quando si svolgono indagini scientifiche, si analizza campioni che so, di un corpo, di un oggetto, si chiamano in gergo Testimone, ovvero una traccia, un campione, mi hanno inteso i Carabinieri quando ne ho accennato, in quanto esto caso, a rivelare la verità, il Testimone sono le immagini tratte dall’opera o dell’opera stessa. Su questo posso lavorare,. Una foto ad alta risoluzione, rivela, con la tecnologia Ca’ che utilizzo ogni particolare non visibile. Ricreo quello stato della luce in cui l’artista ha operato, nascondendo messaggi simbolici, animale e scritte. In questo ho ritrovato la frase che ha spiegato l’arcano: “Vedi Cammeo Mio”. In questo caso, il “Testimone” da analizzare ha rivelato anche il nome dell’artista ed un suo piccolo autoritratto che mi consente di dare, come sempre, una migliore datazione dell’opera. Vi sono altre figure che appaiono e spiegherò. Anche in una Madonna di Raffaello ho potuto trovare per quale Committenza ha operato, così come nella Gioconda, ecc.
        Un amico critico d’arte, pur vedendo le rilevazioni grafiche che ho svolto, mi ha detto ‘…e chi ti crederà “. Lei crede in ciò che può leggere o osservare? Anche io. Certo spiegare scientificamente tutto ciò, da sola, non è stato veloce, ma la logica, la geometria sacra, la cosmologia, l’astrologia, la simbologia della Caballah ed i segni, la luce, mi hanno aiutato, così come ho spiegato nel mio libro, che spero presto di pubblicare, ma che per me, restauratrice e perito ma non scrittrice, ha richiesto varie stesure, anche per via delle tante emozionanti scoperte che ho potuto fare. Posso spiegare i segreti del Cenacolo di Leonardo, di Modigliani e di tanti altri artisti e di tante opere che hanno composto la nostra storia dell’arte.Grazie per la Sua cortese domanda.

        Rispondi
        • 27 Luglio 2022 alle 9:02
          Permalink

          Mi perdonerà se ancora chiedo.
          Ma ha avuto modo di applicare questa tecnica alle relative Cappelle Medici e Pazzi? E se si, cosa ha visto esattamente che possa spiegare l’opera? Il mio articolo è ovviamente interpretativo ed ha una conclusione interpretativa, quindi con alto grado di sbagliare, per questo mantengo la curiosità.

          Rispondi

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