Le prime due domande giungono da parte di Vittorio Giannini un lettore che ci segue dalla Finlandia.

Grazie per gli interessanti articoli! A proposito dell´articolo sui giudici e notai, c’é qualcuno che mi può dire da che epoca i notai avevano il titolo di “Ser” e in che epoca questo titolo finì ?

Il Notaio inizia ad essere appellato con il titolo “Ser” durante il Medio Evo: E’ una contrazione della parola Messere che significa mio signore, parola poi contratta in messer, poi ancora contratta in Ser. I Giudici Dottori in Legge, erano appellati con il titolo di “Dominus” signore. Possibile che sia andato, progressivamente, in disuso nel 19 secolo.

Sono nato nel 1940 alla “Pratellina”, maternitá delle suore (?), dalle parti del teatro comunale. Recentemente, per caso, ho letto che nel 1944 una nota persona era nata nello stesso posto. Mi sapete dire dove era questa maternitá? Almeno in questi anni era in funzione. Grazie!

La Pratellina era una clinica situata in una villetta vecchio stile, sembra molto bella, in Via Garibaldi, chiusa nei primi anni ’50. Era una clinica privata con 20 letti. Non si trova maggiori informazioni.

Ho letto che durante il rifacimento di Piazza della Repubblica, Telemaco Signorini ha dipinto tantissimo, quasi per distrarsi dal disfacimento di Firenze e la ricostruzione. Sembra che un giorno passò un ingegnere vicino a lui che stava dipingendo e piangeva! Gli chiese perché piangesse ed il pittore rispose: “Non piango per quello che hanno tirato giù! ma per quello che tireranno su!” Pare, insomma, che abbia sofferto molto in quel periodo e che per questo motivo si sfogò creando numerosi dipinti. Vi risulta? Saluti Lunella Colzi.

L’oggetto della domanda viene riportato anche nel “La Splendida Storia di Firenze” del Bargellini. Assolutamente sì! C’è anche una foto di Telemaco Signorini sdraiato sui tetti che riposa. Per me stava rimirando con sofferenza e malinconia la sua Firenze che cambiava, appunto non in meglio… Quando poi, ci misero la brutta statua di Vittorio Emanuele II, divenne una anonima piazza, tanto che i fiorentini misero in giro un versetto: piazza Vittorio piazza rottorio dei cog…. ni domenicali.

Telemaco Signorini definì una porcata la Piazza Vittorio Emanuele, mentre il Vamba ci andò molto più pesante, definendo la statua del re “Emanuele a corpo sciorto” in un suo sonetto, precisamente:

Lasciamo anda’, ‘io bono, i’ piedistallo
se gli è un po’ troppo lungo o troppo corto;
mondo birbone, guardami i’cavallo;
guardami Emanuele a corpo sciorto.

Dice: “Gli era”. O se gli era ni’ rifallo
che s’ha rifà la statua d’un abborto?
Gli è brutto in tutti i versi, a riguardallo.
Per me, ringrazia Iddio che gli era morto.

Tu mi dirai: “Ma un c’era il su’figliolo?”
Sì, ma Umberto, dinanzi all’architetto,
restò, ‘io bono, come un cetriolo,

quando gli disse: “Questo è vostro padre”
io, mondaccio birbone, gn’ avre’ detto:
“Mi padre? La Befana di tu’ madre!”

Queste le prime tre domande e risposte giunte in redazione, hanno contribuito:
Gabriella Bazzani, Alberto Chiarugi, Enrico Bartocci, Patrick Sansom.

Chiunque desideri porre una domanda può leggere qui: https://www.florencecity.it/le-curiosita-dei-fiorentini-fate-le-vostre-domande/

Le curiosità dei fiorentini, prima triade.

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