L’epoca d’oro dello scacchismo fiorentino, 1° parte

L’epoca d’oro dello scacchismo fiorentino, 2° parte

L’epoca d’oro dello scacchismo fiorentino 3° parte

L’epoca d’oro dello scacchismo fiorentino 4° parte

L’epoca d’oro dello scacchismo fiorentino 5° parte

L’epoca d’oro dello scacchismo fiorentino 6° Parte

Sergio Bianchi tra mito e leggenda.

“Sergio Bianchi non era al circolo, Sergio Bianchi era il circolo”

Questa frase a mio parere rende bene l’idea di chi fosse lo scacchista Sergio Bianchi. La maggior parte della mia generazione e dintorni lo hanno sicuramente conosciuto, incontrato, giocato contro o analizzato le sue partite per corrispondenza, perché qualsiasi circolo frequenta Bianchi, lui era una presenza costante, tutti i giorni ed a tutte le ore.

Con le dovute proporzioni, questa poteva essere l’immagine di Bianchi, che poteva trovarsi davanti chi entrava nel circolo che frequentava: in perenne analisi davanti ad una scacchiera. Per mia fortuna almeno lui non fumava.

Sergio Bianchi nacque a Firenze il 21 giugno del 1920, sappiamo che poi si trasferì in Argentina dove imparò a giocare a scacchi, in quel paese il gioco era popolarissimo tant’è che nel 1927 a Buenos Aires vi si svolse la sfida per il titolo mondiale tra il Cubano Capablanca e il russo Alechine. Sappiamo, come raccontano le scarne notizie su di lui, che, quando nel 1946 ritornò nella sua natia Firenze, cominciò subito a frequentare il risorto Circolo scacchistico fiorentino vincendo il campionato sociale di 1° categoria; dopo due anni, nel 1948 partecipò al 12° campionato Italiano individuale svolto a Firenze dal 6 al 15 maggio, dove si piazzò 39°-43° con 4 punti. Questo risulta il suo ultimo torneo a tavolino. Poi la sua carriera scacchistica si indirizzò esclusivamente al gioco per corrispondenza, dove Firenze già vantava una lunga e prestigiosa tradizione iniziata dal Marchese del Turco.

In questa specialità Bianchi si dimostrò fortissimo. Infatti fu il vincitore del XIV° campionato italiano individuale con lo stratosferico punteggio di 8 punti e mezzo su 9 riportando il titolo a Firenze dopo l’impresa di Castaldi di sei anni prima. Dopo questo successo si dedicò alla carriera internazionale giocando anche per la nazionale italiana. Partecipò al 1° campionato europeo a squadre dove la nazionale italiana arrivò penultima: Bianchi in 11° scacchiera ottenne un eccellente 5 punti su 6. Nella seconda edizione della coppa latina, la nazionale italiana si piazzò seconda dietro la Romania e Bianchi concluse con un altro eccellente risultato 10 punti su 12. Purtroppo questa fu la sua ultima prova perché dopo una breve e grave malattia si spense il 16 aprile 1978 a soli 58 anni. Se la sorte gli avesse concesso più tempo sarebbe sicuramente diventato Maestro Internazionale. Un altro merito di questo personaggio è che, grazie alla sua disponibilità, fece molti proseliti nel campo del gioco per corrispondenza, tant’è che questo negli anni portò ben tre telescacchisti fiorentini alla conquista dell’agognato titolo che lui avrebbe meritato: Marco Pacchiarini, Fabio Frilli, vedi foto sottostante.

E per finire l’ultimo arrivato che pur essendo molto più giovane degli altri due, e quindi non ha conosciuto il nostro protagonista, ha tuttavia usufruito del fertile e variegato mondo telescacchistico fiorentino creato da Bianchi – Giuliano Bucciardini – che poi, dopo aver disputato ben tre finali del Campionato italiano per corrispondenza il 41° dove ottenne il suo miglior risultato con un 5° posto il 42° e il 43°, per via della impegnativa professione che svolge di Medico di base, ha dovuto abbandonare l’attività.

Inoltre il proselitismo di Bianchi ha generato anche diversi maestri tra cui spiccano Alan Mauro, anche Maestro Fide nel gioco a tavolino, che si piazzò terzo nel 31° Campionato Italiano, e il sottoscritto che si piazzò 4° nel 53° senza sconfitte.

Mi piace pensare che, in qualunque posto sia ora Sergio, sia molto soddisfatto di tutti questi risultati, e sicuramente quello che lo rende più felice è la notevole impresa che ha fatto e sta compiendo quello che possiamo definire il suo allievo prediletto Donato Guerrini.

Nato a Terni si trasferì nel 1966 giovanissimo con la famiglia a Firenze, qui nel 1972 come quasi tutti quelli della nostra generazione grazie al fenomeno Fischer, protagonista di quello che è rimasto il match per il titolo mondiale più famoso della storia degli scacchi, si appassionò al nobil gioco, cominciò a frequentare i circoli scacchistici fiorentini all’epoca molto numerosi, dove incontrò il nostro protagonista che gli inoculò il morbo degli scacchi per corrispondenza. Il record molto singolare che appartiene a Donato e che è tuttora in corso di miglioramento è questo. Quando scomparve prematuramente l’amico Bianchi decise di mettere in campo una squadra con il Nome “Sergio Bianchi” e dalla sua prima partecipazione nel lontano 1979 al secondo campionato italiano a squadre per corrispondenza, è sempre stata l’unica squadra sempre presente e attualmente sta disputando in serie A il 14° campionato: il che ne fa la squadra non solo più longeva ma quella con più partecipazioni e che divenne campione d’Italia nel 3° Campionato. La squadra era composta dal fiorentino d’adozione Guerrini, dai due fratelli potentini Mario e Antonio Fiore, entrambi studenti a Firenze in quel periodo, e dal ligure Enrico Cecchelli anche lui come Antonio studente di medicina. Questo record è stato possibile grazie alla tenacia con cui ad ogni inizio di nuovo campionato Donato cerca sempre di mettere su una squadra per parteciparvi. Anche il sottoscritto ha avuto il piacere di partecipare a due edizioni, la prima nell’ottava edizione in Serie A dove purtroppo retrocedemmo in Serie B nonostante io riuscì a vincere la medaglia d’oro in 3à Scacchiera, e la seconda nel campionato successivo dove risalimmo immediatamente nella massima serie arrivando secondi , e anche qui vinsi la medaglia d’oro in prima scacchiera. In entrambe le edizioni terminai imbattuto. E di questo caro ricordo che mi porto addosso ringrazio l’amico Donato.

Per chi tra gli amici scacchisti fiorentini e non, volesse andare a trovarlo riposa nel Cimitero del Pino zona Firenze Sud, vicino al lungarno Generale dalla Chiesa.

Antonio Felice
L’epoca d’oro dello scacchismo fiorentino 6° parte: Sergio Bianchi

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