Serenata, ninnananna, aria, stornello fiorentino… un po’ di tutto si ritrova in una composizione per piano e voce di Pauline Viardot, mezzosoprano, pianista e compositrice apprezzata nella seconda metà dell”800. Era musicista di famiglia, visto che il padre era il famoso tenore spagnolo Manuel Garcia, la sorella Maria Malibran un bravissimo soprano, soprano anche la madre, Joaquína Sitchez, che cercò di distoglierla dalla passione per il piano forse a voler sostituire Maria, morta a soli 28 anni per una caduta da cavallo. Pauline fu una grande amica di Clara Schumann, ma anche di Meyerbeer, Berlioz e Gounod, per non parlare della quasi simbiosi con lo scrittore russo Ivan Turgenev. Come la sorella Maria pare avesse una notevole estensione vocale, tale da ricoprire agilmente ruoli da contralto, tenore e soprano. Il timbro della sua voce doveva essere però più particolare di quello della Malibran, se Saint-Saens lo paragonò al gusto dell’arancia amara.

Non vi è traccia di un suo rapporto diretto con la città di Firenze, ma compose diverse canzoni su poesie toscane, tra cui questa Serenata Fiorentina. Mi piace pensare che a Firenze fossero legati i suoi genitori, se, come appare in alcuni documenti contraddittori sul suo nome alla nascita, uno dei suoi “veri” nomi era… Pauline-Ferdinande-Florence (o forse Pauline F.Laurence).

Ma può essere che il legame di Pauline con Firenze e la Toscana vada cercato altrove… a Mosca? Ho già accennato infatti al suo rapporto con Ivan Turgenev: negli anni ’40 dell”800 Pauline visse tra Mosca e San Pietroburgo, esibendosi con la Compagnia del Teatro Imperiale. Il “triangolo culturale-amoroso” tra suo marito, Louis Viardot, che per lei e la sua carriera musicale (allora i conflitti d’interessi eran cose serie) aveva abbandonato l’incarico di direttore del Théâtre des Italiens a Parigi, lei e Ivan Turgenev fu molto forte, tanto che Louis Viardot è considerato il principale traduttore e diffusore in Francia delle opere di Gogol’ e Pushkin (oltre che di Cervantes – donde l’interesse per la famiglia spagnola di Pauline, nata Garcia…) mentre il rapporto sentimentale tra Pauline e Ivan durò decenni: comprarono apposta due ville confinanti fuori Parigi…

E… la Toscana che c’entra?

Terra di conquista e apprendistato per tanti letterati e musicisti europei prima di loro (basti pensare a Mozart e Goethe…), possibile che i coniugi Viardot non abbiano fatto qualche viaggio in Italia?

Beh… probabilmente attraverso la Russia, fu l’Italia ad andare a loro. Infatti se non era di moda il suolo italiano, lo era ancora la musica italiana, e in particolare quella popolare toscana, di cui ottimi rappresentanti e promotori furono un modenese “naturalizzato fiorentino”, Luigi Gordigiani, e un pistoiese, l’abate Giuseppe Tigri, che per tutta la vita si batté (contro il Manzoni) per affermare la supremazia del dialetto pistoiese sulla parlata fiorentina.

Chiudiamo il cerchio: Giuseppe Tigri, autore di un’opera di narrativa intitolata “da Firenze a Costantinopoli e Mosca: Memorie estratte dal portafoglio di un viaggiatore toscano”, pubblicò negli anni ’50 i suoi “Canti popolari toscani raccolti e annotati” (tra cui una bellissima strofa del Canto dei Coscritti, probabilmente sulla stessa musica di “Maremma Amara”, dedicata alla campagna napoleonica in cui tanti Italiani morirono sul suolo russo), ed è da questo libro che Pauline Viardot prese i testi delle sue “Poésies Toscanes” messe in musica.

Ecco il testo della serenata, che si può seguire in una esecuzione virtuale su Youtube subito sotto il testo.

Vado di notte e vado a passegiare,

vado sull’ora del tuo bel dormire;

e se ti sveglio facio [sic] un gran peccato,

perché non dormo e non lasso dormire.

Dormine, bella, dormine secura,

ch’io ne sarò guardian di queste mura.

Se vuoi veder chi t’ama, chi t’adora,

Vi prego, bella, farvi alla finestra;

non dico mica che n’uscite fuora,

perché la notte non è cosa onesta.

Se bella alla finestra vi farete,

chi v’ama, chi v’adora lo vedrete.

Se bella alla finestra ti farai,

chi t’ama, chi t’adora lo vedrai.

Guido Menestrina

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Pauline Viardot: stornello fiorentino
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Un pensiero su “Pauline Viardot: stornello fiorentino

  • 8 Febbraio 2020 alle 18:35
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    Serenade Florentine !!! Fantastiche.

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