Per chi avesse perso la prima puntata.

Per chi avesse perso la seconda puntata.

L’anno dopo le possibilità che il Torneo del Calcio in Costume potesse disputarsi erano pari a zero. Oltre alla carica della polizia contro i tifosi che si azzuffavano in tribuna, c’era stato il grave episodio del morso all’orecchio di un calciante. Il Questore, il Prefetto, il Sindaco, non volevano saperne più del Torneo di San Giovanni, e spingevano in questa direzione. Al contrario l’assessore allo sport del Comune, il Direttore del Corteo e i Capi Gruppo volevano continuare l’attività in Firenze, con la speranza di poter riprendere appieno le uscite in città, e gli eventuali servizi in trasferta, in ultimo il desiderio più grande ripristinare le partite.

Finalmente nel mese di maggio, fu raggiunto un accordo. Veniva fatto un nuovo regolamento con regole più stringenti riguardanti in special modo i calcianti, con punizioni adeguate alle scorrettezze fatte e alcune da rispettare per i figuranti. Il Corteo poteva riprendere in toto la sua attività, e prepararsi per il Torneo di giugno. La novità che saltò all’occhio dei figuranti, fu la massiccia presenza di poliziotti a controllare la sfilata. Ci furono infuocate riunioni, per far togliere questa scorta. L’assessore, il Direttore e i Capi Gruppo, insistevano per revocare quella presenza, considerato che tutto quello successo l’anno precedente era dovuto alle risse i campo fra i calcianti e nelle tribune dai sostenitori dei due colori senza il coinvolgimento dei figuranti. Alla fine, fu raggiunto un accordo, la polizia sarebbe rimasta in coda al corteo.

Negli anni seguenti ci furono altri momenti di frizione fra i vari colori, ma con la buona volontà da parte di tutti, autorità e il Comune il Torneo è stato sempre effettuato. Qualche volta per defezioni o squalifiche delle squadre sono state disputate amichevoli. Si sono moltiplicate le uscite in Italia e all’estero, con partecipazioni a Mondiali di Calcio e ad altri eventi importanti ai quali il Corteo e i calcianti hanno fatto la loro bella figura.

Intanto, mi ero appassionato sempre più alla Storia di Firenze, leggevo svariate pubblicazioni riguardanti la mia città e soprattutto la storia delle Arti fiorentine e della loro fama raggiunta attraverso i secoli. Inoltre coadiuvavo il Capo Gruppo nell’addestramento dei nuovi figuranti, essendo divenuto vice Capo Gruppo e Giudice del Tribunale di Mercatanzia.

Una novità mi riguardò personalmente, ebbi la gioia di vedere mio figlio entrare nel gruppo negli anni ’80, per lui essendo mio figlio fu accettata la domanda anche se non aveva l’età per sfilare. Non aveva mai espresso questo suo desiderio. Anni dopo ci furono come da regolamento le elezioni per il nuovo Capo Gruppo, il precedente se ne era andato in un incidente stradale. Spinto dai miei amici e da mio figlio, mi candidai con la segreta speranza di venire eletto. Ci riuscii risultando eletto con il massimo dei voti.

Foto di Andrea Pagliantini.

La mia partecipazione all’interno del Corteo cambiò radicalmente, oltre a partecipare alle riunioni con gli altri Capi Gruppo, il Direttore del Corteo, il Presidente, e i rappresentanti delle squadre, ebbi la responsabilità di gestire i miei figuranti di sopperire a carenze di persone, di contribuire alla gestione del nostro materiale. Ma la responsabilità più importante era quella riguardante il giorno delle partite e delle uscite. Ero obbligato ad arrivare per primo alla vestizione e ultimo a tornare via, controllare che tutto si svolgesse bene, e sorvegliare i miei ragazzi dall’inizio alla fine della manifestazione. Nel caso fosse successo qualcosa avrei dovuto fare un dettagliato rapporto sull’accaduto, per la denuncia all’assicurazione.

Quando ancora facevamo la vestizione ai chiostri di Santa Maria Novella, subito dopo la vestizione, con i figuranti del gruppo andavamo nel confinante cortile della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri, ed insieme ai figuranti anziani, insegnavo agli ultimi arrivati come si portava la bandiera, come si marciava e si salutava al ritmo dei tamburi. Soprattutto dovevano imparare a seguire il saluto alla voce del Capitano di Guardia del Contado e del Distretto, e fare i giusti movimenti a comando. In accordo con il Capo Gruppo dei Musici, mi facevo dare un tamburino per fare esperienza. Infine tutto il corteo faceva la prova finale prima di mettersi in marcia per raggiungere il campo da gioco in piazza Santa Croce.

Durante la mia esperienza di Capo Gruppo, sono riuscito a far rifare molti costumi e bandiere che si erano deteriorati, e ad apportare qualche modifica all’interno del gruppo. Prima di attuarle, ho portato le mie proposte al Direttore del Corteo, e avuta la sua approvazione, o provveduto a realizzarle. Al Tribunale di Mercatanzia, ho aggiunto la Figura del Camerlengo e di due Donzelli addetti al suo servizio. Il primo è stato dotato di una toga nera con tocco e un cofanetto con fiorini realizzati da un orafo fiorentino grazie alla amicizia del Capo Gruppo del Quartiere di Santa Croce. Agli altri due, ho fatto indossare due bellissimi costumi di panno Lenci creati per la prima rievocazione, con bolgette di pelle e due pugnali.

Non mi posso lamentare delle persone passate nel Gruppo delle Arti, a loro ho cercato di insegnare l’amore per la storia delle Arti e della nostra città. Non tutto è sempre andato bene, ho avuto alcuni problemi risolti all’interno del Gruppo, evitando di rivolgermi alla Commissione Disciplina, alla quale ho fatto ricorso solamente una volta in tutti gli anni di Capo Gruppo.

Fra i tanti figuranti ricordo ancora con simpatia, un ragazzone grande e grosso buono come il pane. Quando veniva al magazzino del Calcio per la vestizione, ogni volta prima di indossare la toga da Notaio si commuoveva, e mi ringraziava per averlo accettato nel Gruppo delle Arti.

Nella mia lunga permanenza nel Corteo sono stati momenti di goliardia che malgrado siano passati molti anni ricordo come se fossero avvenuti di recente.

Quando nell’anno della Grande Olimpiade del 1960, tutto il Calcio Storico si recò a Roma, per disputare una partita di esibizione, successe un fatto comico. Un figurante del Gruppo delle Arti maggiorenne, dopo aver indossato i suoi abiti civili, si recò a Villa Borghese per incontrare una prostituta. Purtroppo non andò nel modo da lui sperato. Venne arrestato durante un pattugliamento della polizia per combattere la prostituzione. Avrebbero voluto portarlo al commissariato, ma lui li disse di essere un appartenente al Calcio in Costume, di dover recarsi alla stazione Termini per prendere il treno per tornare a Firenze alla mezzanotte di quel giorno. Il Commissario credette alle sue parole, lo fece salire su di una Jeep portandolo alla stazione. Nel frattempo tutti figuranti e calcianti erano arrivati e avevano preso posto sul treno, ma non poteva partire perché mancava questa persona.

Durante la discussione nata fra il Direttore del Corteo, il Procuratore, e il mio Capo Gruppo, su cosa sarebbe stato meglio fare per rintracciare la persona assente, nel bel mezzo della discussione arrivò un camionetta della Celere con a bordo il figurante. Il Commissario si avvicinò e chiese informazioni sulla persona che aveva sorpreso a Villa Borghese. Avuto conferma di quanto gli era stato anticipato, fece scendere il reprobo fra le risate generali dei presenti. Quando era stato fermato era in mutande, e non avendo avuto modo di rivestirsi, così se ne stava a capo basso davanti ai responsabili del Corteo prendendosi una bella lavata di capo.

Alberto Chiarugi
Ricordi ed impressioni di un figurante del calcio storico, terza puntata.
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