Firenze è finita sotto la neve svariate volte, ma una è la nevicata ricordata da tutti come incredibile, quella del 1985. Fu un evento davvero eccezionale per una città che raramente ha visto fenomeni atmosferici di tale intensità, ma soprattutto fu un evento duraturo che mise l’intera popolazione in una situazione mai affrontata. Tutto cominciò il 5 gennaio con soli 4 cm al suolo che però, dato l’intenso freddo, trasformarono la neve in ghiaccio facendo resistere il manto fino all’otto giorno in cui si ebbero nuove precipitazioni che portarono la neve a terra sino a 21 cm. In media 21 cm. perchè in alcuni posti fu misurato addirittura 40 cm. Davvero incredibile, un evento che negli anni successivi si è ripetuto, ma mai con una spolverata di tale entità. Pensate la temperatura arrivò a -23° e l’Arno si trasformò in una lastra di ghiaccio.

Il fenomeno non fu solo fiorentino, l’Italia intera era stretta in una morsa ghiacciata, ma da noi, nella nostra Firenze, non eravamo abituati a simili situazioni ed ovviamente ci paralizzò.

Devo però dire che due cose resero quel momento indimenticabile e romantico. La prima è che noi, all’epoca studenti, passammo uno degli inizi dell’anno più unico che raro, incoscienti dei danni, del martirio della città, di ogni problema sorto ci sbizzarrimmo nel gioco e nel divertimento. Ricordo che all’epoca, possessore del mitico Fifty Malaguti, riuscii a montare una vecchia catena della macchina sulla ruota posteriore. Sgonfiata la gomma e rigonfiata per rendere salda la stessa catena mi ritrovai a sfrecciare sulla neve come un incosciente della peggior risma. Roba che se lo vedessi fare oggi a mio figlio gli darai del demente e questo dovrebbe farci riflettere di come il tempo ci rende parchi e privi di voglia di rischiare.

L’altra cosa sono le immagini, le miriadi di fotografie di Firenze che l’hanno immortalata in uno stato di incredibile suspance temporale e meteorologica, immagini che l’hanno presentata ai nostri occhi diversa, vestita di un manto bianco come una regina e il suo ermellino. Ognuno di noi ha negli occhi e nei cassetti quelle fotografie e sfido chiunque a non guardarle con un filo di nostalgia.

Alcune di queste immagini sono in rete, ne ho raccolta qualcuna per farvi riassaporare il momento e ve le presento, con questa calura intensa, in modo possano rinfrescare il ricordo. I più giovani, beati loro, possono immaginare quanto detto in eventi successivi che magari hanno vissuto anche in prima persona, il 1987, due anni dopo, il 2005, il 2009 e il 2010 altro anno eccezionale per la neve, fino a 30 cm. Ora che mi sovviene, anche all’epoca, con un Liberty 200 e senza catena riuscii a tornare a casa superando il San Gaggio e senza cadere, forse sono meno vecchio e più incosciente di quello che credevo.

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1985, l’anno del gelo!
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