L’origine di questa parola prettamente fiorentina sembra derivare dal termine latino tardo medievale “ganea”, taverna, da cui deriva “gangia”, meretrice o abituale frequentatrice delle taverne.
In seguito e per analogia, la frase “avere la ganza o il ganzo” ha assunto il significato di avere l’amante e da quel momento il vocabolo è stato usato prevalentemente come termine dispregiativo.
Solo in un momento successivo il concetto di “ganzo” si è modificato nell’accezione di persona furba, scaltra, brava, in gamba, che suscita ammirazione e simpatia.
(da “ADAGI MA NON TROPPO” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

(NdR) Forse il passaggio da ganzo dispregiativo a ganzo sinonimo di “figo” lo si può spiegare con questo pensiero, tratto dal sito web hallofseries “… Non citare Fonzie sarebbe stato un sacrilegio. Fonzie è il Figo per eccellenza. Fonzie è il patriarca dei fighi, l’inventore della figaggine, colui che ha dato un senso alla parola ‘ganzo’ e al pollice opponibile. Siamo negli anni ’50-’60 – quelli si che erano anni ruggenti, baby!”.

Franco Ciarleglio
Ganzo.
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