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Dietro le quinte: Un tè con Mussolini – Galleria
Dietro le quinte: Fondazione e Museo Zeffirelli

FONDAZIONE E MUSEO ZEFFIRELLI

Qualcuno potrebbe pensare che il racconto che segue possa essere frutto della fantasia, visto che nessuno ne ha mai parlato, Zeffirelli compreso. Non è assolutamente così! E’ la trascrizione di quel che è avvenuto Dietro le Quinte relativamente alla sola sede di Piazza San Firenze della Fondazione Zeffirelli e del Museo. Ogni passaggio è documentabile con testimonianze e documenti (mail).

Nel mese di Settembre del 2014, arriva, inaspettata nei contenuti, una telefonata di Paolo Bongini ancora Dirigente della Promozione Turistica della Giunta Regionale Toscana. Mi comunica che l’Assessore avrebbe intenzione, anche su suo suggerimento, di riproporre nuovamente, il documentario di Zeffirelli sia in occasione di una Convention con i rappresentanti delle Compagnie di Navigazione Internazionali sia, a livello nazionale, organizzando un mini percorso fotografico sul dietro le quinte di quel periodo (10/12 pannelli ) nella sede/sedi di “proiezione” del documentario, utilizzando gli scatti più significativi, da scegliere tra un migliaio di diapositive dei fotografi che allora mi seguirono, come ho ricordato nel Dietro le Quinte dedicato alla Toscana..

Pranzo a casa Zeffirelli del 2014

Scambi di mail con date ed orari con il maestro impegnato nella preparazione internazionale di un’opera lirica importante e, tagliando corto, fino a prospettare il fatidico appuntamento per i primi giorni di dicembre con data da fissare solo un paio di giorni prima. E, quando viene decisa, ci troviamo tutti in difficoltà per raggiungere Roma in macchina per varie complicanze di ciascuno (spending review, tagliando, revisione, ecc.). Per fortuna ci viene in soccorso Valerio, titolare di un ristorante vicino allo stadio, che dovendo consegnare un documento di prima mattina, a Roma, ci ospita nella sua macchina: Valerio, Angela la sua segretaria, Paolo Bongini, Stefano Lupi (il fotografo) ed il sottoscritto. Fatta la consegna “importante” ed essenziale del documento, alle 11 e 30, come concordato con Pippo, il figlio di Zeffirelli, suono al cancello della villa. Dopo i saluti e le presentazioni del caso, con la richiesta della liberatoria per il documentario subito accolta, il maestro ci fa partecipi di un problema su Firenze per la cui soluzione gradirebbe l’intervento della Regione e dell’Assessore. Alla sua intenzione di lasciare in dono alla città di Firenze tutto il suo immenso archivio, libri, bozzetti di opere, di costumi, foto, ecc., a condizione che sia messo a disposizione di quanti lo vogliano utilizzare per lavoro o per studio, il Comune ha proposto come spazio museale la Galleria Rinaldo Carnielo in piazza Savonarola, un edificio liberty realizzato intorno al 1880, periodo nel quale si andò configurando l’intera zona sulla base del progetto di massima predisposto da Giuseppe Poggi negli anni di Firenze Capitale La galleria si trova in una palazzina che fu la casa-studio dello scultore, lasciata in eredità dal figlio al Comune, in una zona dove numerosi erano gli studi di artisti fra Ottocento e Novecento. Lo spazio presumibilmente disponibile per il Museo di Zeffirelli non superava i 700 metri quadri, ritenuti insufficienti dopo tanti tentativi del Maestro e dei suoi architetti di progettarne la configurazione finale.

Sopralluogo fatto nel 2015 dal Maestro nei locali della struttura di piazza San Firenze

A fronte di questa situazione espressa come problema che al momento sembra irrisolvibile, ipotizzo la possibilità che possa essere disponibile una struttura in stato di giornaliero degrado su cui il Comune, nei vari articoli apparsi sui giornali, sta valutando varie opportunità. Al momento colgo tutti di sorpresa poi comunico la struttura in questione: gli spazi lasciati liberi dal vecchio tribunale di piazza San Firenze, posizione centralissima a due passi dal Comune ed in pieno Centro Storico. Non conosco la sua storia e Pippo si attiva su Internet per vederne anche la facciata leggendo le notizie al Maestro che la ricorda subito ma altrettanto immediatamente mi chiede se sono sicuro di quello che dico. Ne sono sicuro e la successiva certezza è data da Pippo che legge che la struttura è stata liberata nel 2012 con il trasferimento del Tribunale a Novoli e che sembra essere ancora libera da assegnazioni.

Nei giorni a seguire invio a Pippo, per mail quello che sono riuscito a trovare sulla struttura che, comunque, risulta essere di gran lunga superiore alla Galleria del Carnielo, in termini di superficie possibilmente utilizzabile. Secondo le notizie dei giornali sembrerebbe prevista solo l’eventuale occupazione del terzo piano da destinare ad associazioni che si occupano di giovani studenti universitari di varia nazionalità che scelgono Firenze come sede della loro formazione culturale (giapponesi, americani, ecc.).

Passano mesi prima che sappia qualche novità anche perché il Maestro e Pippo si sono assentati per motivi “professionali”. Riesco a sapere, comunque, che la procedura si è messa in moto. La burocrazia fa il suo corso e nel febbraio del 2015, Pippo mi avverte di un prossimo arrivo a Firenze di Zeffirelli per un sopralluogo sulla struttura, accompagnato dagli architetti che, nel frattempo, su pianta avevano preparato una bozza non solo dei lavori ma anche del percorso museale. Sembra sia prevista la concessione di due piani di cui, il secondo, almeno negli intenti, da organizzare, come laboratorio in collaborazione con la Fondazione del Teatro della Pergola.

Il progetto prende forma piano piano con Zeffirelli che intanto procede alla costituzione della Fondazione Franco Zeffirelli onlus, istituita per mettere a disposizione del pubblico e degli studiosi il proprio patrimonio artistico e culturale un immenso archivio che spazia nei settanta anni della sua carriera, patrimonio dichiarato “di particolare interesse storico” da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

All’inizio dei lavori che indico nel 2016, Pippo mi chiama per avere un supporto che inizialmente sembra essere amichevolmente collaborativo. Pensa che io possa rappresentare una sorta di chiave di accesso ad una città da lui conosciuta culturalmente e professionalmente ma quasi sconosciuta in quello che è possibile identificare come comunità sociale. L’avverto che Firenze è una città particolare, spesso ostile almeno inizialmente, per chi non è rappresentativo di una fiorentinità conclamata. Come dire mi fido ma mi devi dimostrare che la fiducia è ben riposta. E, in questa ottica presento tutti gli amici, professionisti nei vari settori, che, impegnati, potrebbero essere rappresentativi di quella fiorentinità sociale che potrebbe consentire di andare avanti senza troppi ostacoli. Pippo si libera da possibili scelte affidando l’attività di marketing ad un nuovo arrivo, una parente “stretta” di Zeffirelli che dopo qualche giorno di serena collaborazione sfiducia me e, soprattutto, le persone che avevo segnalato come opportuni fornitori. La situazione mi infastidisce al punto che dopo uno un breve dialogo con Pippo, mi allontano in maniera definitiva.

I lavori vanno avanti e nel luglio 2017 (31) avviene l’inaugurazione ufficiale con apertura della struttura al pubblico il 1° ottobre 2017. Nessun invito e, alla morte del maestro il 15 giugno 2019, alle mie condoglianze, nessuna risposta.

Questo particolare e forse banale Dietro le Quinte l’ho scritto non per una forma di rivalsa soprattutto nei confronti di Pippo Zeffirelli, ma per orgoglio personale visto che nessuno, ripeto nessuno, ha mai ricordato anche anonimamente, colui che ha “indicato” in Firenze una struttura che diventasse la prestigiosa sede del Museo. E’ giusto che si sappia che molte erano le città che a livello mondiale avrebbero fatto carte false per avere il Museo, da Mosca a Londra, a New York, offrendo sedi e finanziamenti importanti. Non a caso, in pochi sanno che un finanziatore del museo fiorentino è un’ imprenditore russo. La scelta di donare alla città tutto il suo patrimonio artistico e culturale e la sua riconosciuta internazionalità hanno consentito a Gianfranco Corsi, in arte Franco Zeffirelli, di avere dal Comune la possibilità di sepoltura nel cimitero delle Porte Sante presso la basilica di San Miniato al Monte.

Propongo solo per memoria le caratteristiche anche numeriche, della Fondazione.

Le attività si estendono su due piani del Complesso di San Firenze su una superficie di circa 3.700 metri quadrati. Al piano terra si trovano l’Archivio e la Biblioteca personali e professionali di Franco Zeffirelli, mentre al piano nobile, oltre agli uffici, è stato allestito il il Museo, con 22 sale dedicate al Teatro di Prosa, al Teatro d’Opera e al Cinema. La Fondazione accoglie anche le attività culturali del Centro Internazionale per le arti dello spettacolo (CIAS), un progetto realizzato da Franco Zeffirelli in collaborazione con il Comune di Firenze, proprietario dell’immobile.

L’Archivio della Fondazione Franco Zeffirelli contiene decine di copioni e sceneggiature, centinaia di pagine di appunti, migliaia di fotografie, centinaia di schizzi, disegni e bozzetti, materiali pubblicitari, rassegne stampa, carteggi, letteratura e audiovisivi. La Biblioteca è costituita da una collezione libraria di oltre 7.000 pezzi, comprendente tutti i volumi che erano conservati presso l’abitazione romana di Franco Zeffirelli.

E, sempre nell’ottica della amicizia e collaborazione che mi ha legato alla famiglia Zeffirelli, un incontro organizzato dal sottoscritto, le foto della consegna della maglia della Fiorentina a Franco Zeffirelli da parte del Dott. Andrea Della Valle che insieme ad Dott. Cognigni, a Prandelli e Corvino gli fecero visita al Teatro Comunale di Firenze, in occasione dell’allestimento dell’Opera i Pagliacci (2009).

Alessandro Nelli
Dietro le quinte: Fondazione e Museo Zeffirelli
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