Dietro le quinte: Prologo
Dietro le quinte: Toscana
Dietro le quinte: Un tè con Mussolini – La preparazione
Dietro le quinte: Un tè con Mussolini, seconda parte
Dietro le quinte: Un tè con Mussolini, terza parte
Dietro le quinte: Museo

UN TE’ CON MUSSOLINI – LA PREPARAZIONE

Dopo aver concluso la collaborazione per la produzione del cortometraggio Toscana, il rapporto con il Maestro Zeffirelli continuò. Fungevo da intermediario sia per il Maestro che per la Regione, soprattutto per il disbrigo della filiera burocratica legata alle royalties da corrispondere sulle copie stampate oltre il limite contrattuale previsto. In pratica, una telefonata ogni due, tre mesi, escludendo altri contatti per auguri od incontri “professionali” a Firenze. E, quando il Maestro non mi trovava a casa, dopo una breve chiacchierata affabilmente cortese con mia suocera, l’invito a richiamarlo appena fossi rientrato.

Nel maggio del 1998, a fronte di uno di questi contatti, lo richiamai. Mi accennò ad una trasferta fiorentina di qualche giorno dopo, invitandomi ad un appuntamento. Nella breve chiacchierata che poi avemmo nel corso di quell’incontro, mi chiese la disponibilità a far parte dello staff operativo (Location manager- Ispettore alla produzione) per i set toscani di Firenze e San Gimignano mentre la parte finale del film, l’incontro delle ladies inglesi con Mussolini, sarebbe stato girato a Roma. Accettai senza nemmeno pensarci! Una produzione internazionale, un sogno!!

Chiesi ed ottenni le ferie dal mio assessore, Marialina Marcucci, visto che l’anno precedente, il mio nuovo dirigente aveva chiesto il mio trasferimento alla Presidenza. Con il suo amichevole augurio di buon lavoro, mi misi subito a disposizione di Carlo, romano, che la produzione aveva scelto per l’organizzazione di una prima fase di preparazione. Lui chiedeva ed io lo accompagnavo. In una settimana di lavoro, praticamente senza orario, riuscimmo a concentrare tutta la parte direzionale in piazza Santa Maria Novella: ospitalità presso il Grand Hotel Minerva per l’intero cast, gli uffici amministrativi in un appartamento proprio di fronte all’hotel, i reparti di falegnameria ed attrezzeria nei locali delle Leopoldine allora in fase di possibile restauro, la segreteria di produzione in un piccolo locale accanto alla Fratellanza Militare. I dieci TIR ed il resto della troupe avrebbero invece alloggiato al Motel Agip, all’inizio della Autostrada, unica opportunità di parcheggio dei mezzi. Questi si sarebbero mossi di volta in volta a seconda dei set. Oltre ai TIR con tutti gli attrezzi, luci, ecc., erano presenti due gruppi di bagni montati su ruote, un mezzo Self Service con cucina attrezzata in grado di approntare in poco tempo una mensa numericamente sufficiente con tavoli, sedie ed ombrelloni per ripararsi dal sole che, a giugno, fu sempre presente dall’inizio alla fine delle riprese, trucco, parrucco e sartoria trovarono spazio in via Ricasoli nei locali lasciati temporaneamente liberi dalla Agenzia della SIAE.

Le autorizzazioni ed i permessi per l’occupazione del suolo pubblico, eventuale chiusura strade, ecc. furono di competenza della fiorentinissima Leonardo Cinematografica, agenzia che aveva già collaborato con Zeffirelli in occasione delle riprese del documentario sulla Toscana ed in altre circostanze. Con loro e con Carlo raggiungemmo San Gimignano per prendere accordi in termini di ospitalità e per le location previste dalla sceneggiatura, il Duomo, le torri gemelle, alcuni locali dell’ex carcere di San Domenico. IL cast sarebbe stato ospite dell’Hotel Cisterna, mentre la parte della troupe interessata alle riprese avrebbe alloggiato in strutture vicine. Il Sindaco, dichiarò la disponibilità sua e della comunità per accogliere al meglio questa “prestigiosa produzione”. Come di regola tutto avrebbe dovuto essere confermato dal Maestro Zeffirelli e dal Produttore.

Furono giorni faticosissimi anche per qualche intoppo fiorentino di un paio di negozi rimasti scottati da una produzione che ci aveva preceduto di circa un mese e che non aveva onorato quanto pattuito. La richiesta economica che venne fatta fu successivamente respinta e si optò per una soluzione alternativa da “ricostruire”. A fine maggio, una decina di giorni prime dell’inizio delle riprese previste per i primi di giugno, Zeffirelli ed il suo staff arrivarono a Firenze per i sopralluoghi e per le operazioni di casting per attori comprimari e comparse. Il nostro lavoro, salvo qualche modifica relativa ai vari arrivi degli attori principali ed alle conseguenti necessità di qualche cambiamento nell’organizzazione dei set, fu confermata in toto. Nei dieci giorni, con lo staff, furono stabilite le priorità per location ed orari delle riprese che, in alcuni casi, per attori, comprimari e comparse avrebbero comportato orari antelucani per sottoporsi alle attività di trucco, parrucco ed abbigliamento. Un mini bus avrebbe fatto la spola per trasferire comprimari e comparse mentre le macchine della produzione e qualche taxi avrebbero portato gli attori impegnati alle riprese. Con l’arrivo di tutta la troupe composta da diverse etnie insieme con la Leonardo ci preoccupammo di stampare una mini brochure con un elenco di indirizzi più o meno utili, dal medico che parlava inglese, sempre reperibile, ai tabaccai aperti anche la notte, ai vari ristoranti etnici e vegetariani che avevano cominciato ad essere presenti in città, agli artigiani di vario genere da utilizzare in caso di necessità.

Un ricordo particolare si riferisce alla mattina che visitammo il set previsto all’interno della gypsoteca dell’Istituto d’Arte di Porta Romana. Mentre facciamo un giro all’interno della scuola e gli studenti escono dalle loro aule per la pausa, Zeffirelli scorge il volto di una fanciulla e ci invita a fermarla. Sbigottita, quasi impaurita da questo assalto, circondata dai suoi compagni che non capiscono la situazione ma sono pronti a difenderla, viene accompagnata davanti al Maestro che dopo averla “vista” chiede al segretario dell’Istituto di spiegare a lei ed ai suoi compagni la situazione ed invita la ragazza, a presentarsi il pomeriggio all’albergo accompagnata dai suoi genitori. Fra sorrisi invidiosi dei compagni e qualche scherzosa battuta sull’avventura che forse avrebbe potuto vivere, fece ritorno in classe. Il pomeriggio si presentò con la mamma che, pur inizialmente restia, decise poi di accettare la proposta di far parte del cast a condizione che non ne risentisse la scuola. .

Prima dell’inizio delle riprese Zeffirelli mi chiese di organizzare una cena “fiorentina” per staff e capi reparto come occasione di buon augurio per l’inizio del film. Prenotai dall’amico Marco, allora gestore della sua osteria Mastrobulletta che riservò l’intera sala per tutti noi, una quarantina di persone. Menù semplice con apprezzatissima bistecca. Ho poi saputo che qualcuno ritornò a cena!

Prima di chiudere questa prima parte, alcune curiosità che ricordo e che mi sono portato dietro come positive esperienze. La prima riguarda l’organizzazione dei set alternativi, cover set, location al coperto nel caso di qualche “pasticcio” atmosferico che non consentisse l’utilizzo degli open set, location all’aperto. E’ un “modus operandi” che consente alla produzione con una troupe numerosa di non sprecare la giornata per intero, trasferendo una parte o tutti alla location al coperto. Quale siano le possibili cover set abbinabili, lo stabilisce il regista scegliendo quelle che prevedono in tutto od in parte la presenza degli stessi attori. In questo film venne anche utilizzata una telecamera che riprendeva esattamente il girato in 35mm., formato ancora, allora, utilizzato. La sera, in albergo, Zeffirelli ed il suo staff, potevano rivedere il girato.

Il cast con la sola esclusione di Cher che si sarebbe presentata poi, al temine dei suoi impegni in America, era di primissimo piano. In assoluto le migliori attrici ed i migliori attori di allora: Maggie Smith, Judi Dench, Joan Plowright, Cher, Lily Tomlin, Massimo Ghini

Alessandro Nelli
Dietro le quinte: Un tè con Mussolini – La preparazione
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